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Anno 9
Numero 9
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Personaggi
della Storia
del segno dell'
ARIETE
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DON PEDRO e Ines de Castro un folle amore oltre
la morte
Antonia Bonomi
Sono poche quelli che nella loro vita non hanno
mai fatto follie per amore, ma anche chi ritiene di avere commesso la pazzia più
grossa, non arriverà mai alle vette, o alle tragiche, grottesche
quote speleologiche dipende dai punti di vista, toccati
da don Pedro del Portogallo.
Siamo intorno al 1340 quando l’Infante Don Pedro, erede al trono del
Portogallo, sposa Costanza di Castiglia. Lui ha una ventina di anni, lei è
attorno ai quattordici-quindici, giunge a Coimbra da Burgos accompagnata dal suo
seguito e dall’inseparabile Inés de Castro, sua coetanea amica e dama di
compagnia. Costanza non è quello che si dice una bellezza, mentre Inés è uno
splendore. Figlia illegittima di un nobile e cugina in secondo grado dello
stesso Infante, quando questo la vede resta folgorato, se ne innamora alla
follia e la povera Inés finisce con il ricambiare il suo amore che presto non
è un segreto per nessuno. Pedro è un uomo sanguigno, gagliardo d’aspetto e
senza mezze misure, si divide tra i due talami e in cinque anni circa, ha figli
con la legittima consorte, che conosce la sua storia con Inés ma soffre in
silenzio, e con l’amante. L’ultimo nato dal matrimonio, quello che diventerà
Ferdinando I il Cortese, costa la vita alla povera Costanza che sparisce dalla
scena. Ma la possibilità di regolarizzare il rapporto
con Inés è impensabile, il re padre non avrebbe mai acconsentito non fosse che
per la nascita spuria di Inés (come se fosse colpa dei bastardini questa
condizione!), perciò Pedro va a convivere con lei e forse si sarebbe potuto
dire “… vissero tutti felici e contenti” se non fosse che… Inés
ha due fratelli che l’hanno seguita e che, forti dell’appoggio dell’erede
al trono, fanno i comodi loro e per la nobiltà lusitana rappresentano un
pericolo. Così prepotenti, si chiedono, che faranno quando Don Pedro sarà re?
I consiglieri premono su Alfonso IV perché metta fine allo scandalo, ma Pedro
fa orecchie da mercante e continua a vivere la favola dell’amore di Inés in
compagnia dei loro tre figli.
Passano dieci anni, i fratelli di Inés sono più che mai prepotenti, il re non
sa come arginare la pericolosa situazione quando i tre consiglieri più fidati,
Alvaro Consalves, Diogo Lopez Pacheco e Pedro Coelho, gli suggeriscono di
togliere dalla circolazione Inés, la concubina
pietra dello scandalo.
Il povero Alfonso IV accetta il suggerimento, ma vuole andare di persona
da Inés, e la mattina del 7 gennaio del 1355, circondato da armati, si reca
nell’antica casa di Isabella d’Aragona, vicino al convento di Santa Chiara,
dove la coppia vive.
Pedro è assente, Inés ha avuto vaghe informazioni che qualcosa si sta tramando
contro di lei, riceve il re piangendo, circondata dai suoi figli. A quella vista
Alfonso IV non ha il cuore di dire o fare alcunché, se ne va, nell’atrio è
fermato dai tre consiglieri che gli ricordano il pericolo rappresentato da
quella donna e dai suoi parenti, gli strappano il consenso all’immediata
soppressione e nel giardino della casa, che da quel momento si chiamerà Quinta
das lacrimas, Villa delle lacrime, Inés è pugnalata.
Don Pedro perde il lume dell’intelletto: sobilla le popolazioni del Nord
contro il re suo padre e dà vita ad una terribile guerra civile, distruggendo
tutto ciò che incontra sul suo cammino, in pratica le ricchezze stesse di
quello che sarà il suo regno. È
la madre, la regina Beatrice, che riesce ad ammansirlo e per amor suo, davanti
all’Arcivescovo di Braga, stipula una tregua con il padre, ma il suo animo è
esacerbato e cova sentimenti di vendetta.
Nel 1357 Alfonso IV muore, Pedro è re e può sfogare quanto ha finora represso.
Nel frattempo, i tre consiglieri che avevano suggerito l’eliminazione di Inés
sono fuggiti, mettendosi
sotto la protezione del re spagnolo di Castiglia che ha motivo di rancore verso
Pedro per i torti fatti alla povera defunta moglie Costanza. Ma Pedro sarà
anche pazzo di dolore però non è uno stupido, in previsione di questo aveva
fatto arrestare un gruppo di rifugiati politici castigliani e subito propone al
monarca spagnolo uno scambio che non si può rifiutare: un congruo numero di
pericolosi nemici della corona castigliana contro tre soli uomini. Infatti
l’altro, anche lui un Pedro I, accetta, ordina l’arresto dei tre ex
consiglieri per lo scambio, sfuggirà solo Diogo Lopez Pacheco perché è stato
avvertito in tempo e si è dato alla fuga.
Al rientro in Portogallo Alvaro Consalves e Pedro Coelho sono rinchiusi nella
prigione di Santarem in Estremadura e apparentemente dimenticati perché il re
è occupato in altre faccende. Quali? Pedro, che già è chiamato il Giustiziere
(per la storia sarà il Crudele), ha radunato i migliori artisti esistenti e sta
facendo preparare due monumenti funebri come mai se ne sono visti fino a quel
momento. Quando il lavoro è a buon punto, ecco che promulga la condanna a morte
dei due prigionieri e il modo in cui saranno giustiziati: sarà loro strappato
il cuore. Per la cronaca: l’America non era ancora stata scoperta, non si
sapeva niente dei sacrifici Aztechi e Maya, meglio andare cauti prima di dare
del barbaro a qualcuno.
Non pago, Pedro vuole assistere all’esecuzione del supplizio, costringe
cortigiani e militari d’alto rango ad accompagnarlo. Le cronache raccontano
che, pur essendo abituati alla crudeltà della guerra e del tempo, i militari
non riuscivano a nascondere l’orrore che suscitava in loro lo spettacolo, lo
stesso boia e i suoi aiutanti apparivano a disagio. Per rendere ancora più
raffinata la vendetta e crudele il castigo, il primo ad essere ucciso è Pedro
Coelho, e Alvaro Consalves assiste
alla sua morte e non sa che il re ha voluto per lui qualcosa di diverso, ancora
più lento, con il cuore strappato non dal petto ma dalla schiena. I corpi dei
due disgraziati saranno bruciati e le ceneri disperse.
Vendetta è finalmente fatta, ma per Pedro non è abbastanza: Inés deve essere
riabilitata, glorificata e lo fa a modo suo, terribilmente.
Ordina l’incoronazione dei “sovrani”, non solo il re, ma la coppia reale.
Il popolo è perplesso, pensa ad un’incoronazione in effigie di
Costanza, essendo stata questa la moglie legittima. Il re viene a sapere dei
dubbi e davanti alla Corte riunita giura sul Vangelo di avere sposato
segretamente Inés nove anni dopo la morte della moglie, ad officiare il rito il
vescovo di Guarda, combinazione morto qualche mese prima, e con alcuni servitori
come testimoni. Conoscendo il carattere del re, anche non credendo alla sua
parola nessuno ha obiettato nulla.
Si avvicina il giorno fissato per l’incoronazione, Pedro fa disseppellire ciò
che resta di Inés, un mucchietto d’ossa. Piangente e ancora innamorato ne fa
ricomporre lo scheletro, ricostruire i legamenti.
E siamo al giorno fatidico, a Coimbra si sono radunati sudditi provenienti dai
quattro punti cardinali del regno, le campane suonano a distesa, tutta la città
è imbandierata e infiorata, il corteo regale è preceduto dal re, segue una
lettiga dove sorretto e puntellato,
ingioiellato e ricoperto dal prezioso manto delle regine portoghesi c’è lo
scheletro di quella che fu Inés de Castro, attorniato dalla corte in abiti di
gala. Il Vescovo incorona il re e deve mettere la corona anche sul teschio di Inés,
per volontà di Pedro tornata dal regno dei morti e finalmente Regina del
Portogallo! Nobili e popolani devono sfilare davanti al suo trono, genuflettersi
e baciare uno degli anelli che ornano le sue dita senza carne. Quando scende la
sera, la lettiga con il corpo della regina
passa per le vie della città tra due ali di folla, fino al convento di
Alcobaca per essere inumata nel più bel monumento che sia mai stato scolpito in
Portogallo. La sua tomba è sorretta da sei chimere, sul sarcofago è
raffigurata lei, la più bella donna dei due regni. Dirimpetto è il sepolcro
pronto per Pedro, è sorretto da sei leoni ruggenti e sul sarcofago è
raffigurato lui. Don Pedro ha voluto che i sarcofagi fossero contrapposti perché
nel giorno del giudizio, levandosi in piedi, potessero ritrovarsi di fronte e
guardarsi negli occhi.
La tomba dei due amanti è tuttora meta di visite, così come la Quinta das
lacrimas, dove nel giardino un ruscelletto sgorga da una rupe e un cedro porta
una targa che dice: “Eu dei sombra a Ignez formosa”, ho dato ombra a Inés
la bella.
Com’era Don Pedro Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Premettendo che dati certi di Inés de Castro non ne ho trovati, mi riservo di
dedicare le mie attenzioni anche a lei
quando li conoscerò. Sempre premettendo, la storia che vi ho appena raccontata,
sfrondata dalla crudeltà, ammetto che ha fatto sognare il mio lato romantico
ma, anche considerando i tempi in cui Pedro è vissuto, la mia prima impressione
guardando i suoi dati è stata: cribbio, è un deragliato cronico!, paragone che
uso quando mi trovo davanti a qualcuno che difficilmente si sarebbe comportato
in modo diverso di quanto ha fatto anche se fosse nato e cresciuto nel giardino
dell’Eden prima del peccato originale.
Ariete con ben quattro pianeti nel
segno, compresa la Luna che è congiunta a Saturno, tutte le caratteristiche di
base sono accentuate. Pedro è egocentrico, presuntuoso, diffidente,
suscettibile, collerico, caparbio, macho machissimo,
drastico nelle decisioni, tendenzialmente distruttivo nei suoi impeti, ha
fiducia solo nelle sue possibilità. La Luna nell’Ariete e Venere nei Pesci lo
inclinano al sentimento, è un passionale e anche un romantico, capace di grande
dedizione, la Luna è congiunta a Saturno e Venere a Plutone: i sentimenti e il
sesso sono uno dei modi per esprimere la sua creatività. Considerando il suo
quadro natale e la vita, con ogni probabilità Pedro aveva l'ascendente nel
Cancro, ecco il rischio di vedovanza, di perdite sentimentali dolorose, di
intrighi legati ai sentimenti, la figura paterna rappresentata da Marte in
Bilancia in campo quarto con il quale entra in conflitto e si scatenano
l’opposizione di Luna e Saturno con Marte, i tre in quadratura con Giove ed
Urano nel Capricorno. Pedro è una macchina distruttrice, sa organizzare
splendidamente i suoi programmi difensivi, offensivi o vendicativi che siano,
eccessivo poiché se qualcosa gli estraneo è il senso della misura, manca
totalmente di pietà umana... potrei andare avanti ma sarebbe un inutile
infierire.
Una cosa è certa: Inés de Castro è stata amata veramente, se li
avessero lasciati in pace Pedro
avrebbe espresso la sua vena crudele solo in guerra, invece… la vita ci ha
messo lo zampino, e le vicende hanno trovato terreno fertile nel suo carattere.
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