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Anno
9
Numero
9

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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ARIETE
NILDE JOTTI
la prima signora della politica e della Repubblica Italiana

Antonia Bonomi

La politica l'aveva nel sangue, avrebbe raggiunto i vertici anche senza appoggi sentimentali. Queste sono le indicazioni del suo quadro natale, che riporto integralmente, redatto in epoca non sospetta: "È un soggetto duro, un macigno, agisce seguendo un programma organizzato per emergere, suggerito dall'intuitoNilde Jotti spiccato che si aggancia al rigore razionale e alla forza di decisione. È determinata, intelligente, autoritaria e autorevole grazie anche al carisma, al fascino personali, è diffidente quanto basta, spontanea quanto e quando serve. È una macchina, detesta la mediocrità, è programmata a fare il possibile e l'impossibile per arrivare ai vertici e restarci. Però, non mi stupirei se scrivesse poesie!".
La parte femminile era piuttosto mortificata nella Jotti. La Luna indicava sterilità fisica e attrazione per gli uomini anziani, Togliatti aveva ventisette anni più di lei. Mercurio e Venere nei Pesci addolcivano la personalità, inserivano timidezze, pudori, romanticismi che la umanizzavano, ma che restavano circoscritti al privato. All'esterno era la scorza Ariete a prevalere, sostenuta dalla Luna nel Capricorno che la rendeva irriducibile nel perseguire gli scopi.
La vita di Leonilde Jotti detta Nilde, è presto raccontata. Nata a Reggio Emilia, figlia di un deviatore delle Ferrovie, sindacalista socialista e perseguitato nel ventennio, fu iscritta ad una scuola cattolica privata poiché secondo il padre era meglio che stesse con i preti che con i fascisti. Religiosa, andava alle processioni con il vestito bianco delle figlie di Maria. Nilde Jotti con Palmiro Togliatti Morto il padre nel 1934, la madre lavorò come una bestia da soma perché la figlia potesse studiare e diventare "qualcuno", come era nel sogno del marito. Nilde era l'ultima di quattro figli e l'unica sopravvissuta. E Nilde riuscì a studiare poiché, essendo bravissima, vinse borse di studio su borse di studio. A diciotto anni s'iscrisse alla facoltà di Lettere alla Cattolica di Milano. Ed è in questo periodo che s'affacciano i primi dubbi verso la fede cattolica che le sembrava assolutista e intollerante. Divenne laica. Per studiare, partiva tutte le mattine all'alba da Reggio per raggiungere Milano e rientrava a notte fonda, facendo gli ultimi cinque chilometri a piedi. L'uccisione di un amico ciabattino e il cadavere giacente sulla neve di un giovane, uccisi entrambi dai nazifascisti, la spinsero alla lotta antifascista. Fece la resistenza come portaordini. Nel 1946 si laureò e l'8 marzo tenne il suo primo comizio come dirigente comunista di Reggio. Dopo il referendum del 2 giugno fu mandata, ventiseienne, inNilde Jotti presidente della Camera dei Deputati Parlamento. Era una bella ragazza alta e slanciata, con i lunghi capelli neri, conobbe Togliatti, sposato e con un figlio più una "compagna" più o meno ufficiale di sempre, e si innamorarono a