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Numero
9

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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ARIETE
NINO MANFREDI ciociaro, una vita sulla breccia, sempre uguale, sempre diverso

Antonia Bonomi

Nino Manfredi, all'anagrafe Saturnino, nasce nel 1921 a Castro dei Volsci, Frosinone  e per lustri ha macinato lavoro a più non posso tra radio, rivista, teatro, cinema e televisione sia come attore sia come ideatore, sceneggiatore e regista.
Laureato in giurisprudenza, frequenta l'Accademia d'arte drammatica e nel 1945Nino Manfredi esordisce nel teatro di prosa. Il successo arriva nel 1953, quando si afferma come attore comico alla radio e in rivista. Gran successo con Un trapezio per Lisistrata nel 1958 e con Rugantino nel 1963. Di pari passo va al cinema, dove alterna parti dialettali e di caratterista, spesso in coppia con Alberto Sordi, a parti di protagonista con Camping, nel 1957, diretto niente di meno che dall'esordiente Franco Zeffirelli. Elencare i film cui ha preso parte, le presenze negli spettacoli televisivi è pressoché impossibile: negli ultimi cinquant'anni ha girato uno o due film l'anno e il resto è ancora più fitto. Segnaliamo Le pillole d'Ercole, Crimen, La parmigiana, Alta infedeltà, Operazione San Gennaro, Straziami, ma di baci saziami. Non sempre la critica è stata benevola con lui, spesso sarà accusato di "non rinunciare a nessun vezzo gigionesco", ma il grosso pubblico lo applaude e lo consacra come uno dei suoi beniamini.
Nel 1970 esce con Per grazia ricevuta. È Oreste del Buono ad incoraggiarlo ad affrontare questa storia piuttosto autobiografica, e per ringraziamento Manfredi chiamerà Oreste uno dei personaggi principali. La critica definirà ruspante l'idea, discontinuo il ritmo narrativo, ma ottima la direzione degli attori, senza dubbio interessante il miscuglio tra spiritualità e psicanalisi sulle conseguenze della cattiva educazione religiosa. Il film è record d'incassi per la stagione 1970/71 e premio opera prima a Cannes. E Manfredi canta anche le canzoni Per grazia ricevuta e Me pizzica, me mozzica. Nessuna novità, lo si era già sentito cantare sia nella rivista sia in televisione.
Passano gli anni, Manfredi diventa testimonial di una marca di caffè e si attira critiche a non finire, ma lui non ci fa bada. La critica cinematografica parla di "affinamento dei suoi mezzi comici grazie ad una continua presenza", lo esalta per C'eravamo tanto amati del 1975. Con In nome del papa re, tornano le critiche alla gigioneria, alla didascalicità, ma il pubblico batte le mani al suo anticlericalismo beffardo. Critica e pubblico sono d'accordo per Cafè express, 1980 diretto da Nanny Loi, nel sottolineare la sua vena agrodolce. Nel 1981 eccolo sceneggiatore, interprete e regista di Nudo di donna e da questo momento, per la critica, si dedicherà a film poco impegnati. Con Spaghetti House tornano le accuse di gigioneria che lo hanno accompagnato e lo accompagneranno finché continuerà a recitare.
Verso la fine della carriera lo si è visto sugli schermi con La carbonara e Il ristorante della sora Lella, in televisione è andato forte con la quarta serie dedicata a Linda e il brigadiere, dove impersona l'ex brigadiere impiccione, ma decisivo nell'assicurare i cattivi alla giustizia, e in Un posto tranquillo dove, in coppia con Lino Banfi, recitava nelle vesti di un frate cappuccino. Il suo ultimi film è stato Fine di un mistero in cui vestiva i panni di Garcìa Lorca. Ha gigionato a più non posso, ma piace, piace tanto al pubblico televisivo.
Nel privato? Una vita senza chiacchiere: da sempre la moglie Erminia, e come figli un maschio e una femmina che gli hanno regalato sette nipoti.Tutto tranquillo, finché scoppia la bomba: nel 1985 Nino Manfredi ha avuto una relazione con una signora bulgara, Svetlana Bogdanova, da cui è nata una bambina, Tonina. L'attore si è sottoposto volontariamente alla prova del Dna ed è risultato il padre naturale della ragazza che ha preso il nome di Tonina Saturnino Manfredi. Nel frattempo, l'attore è stato colpito da emorragia cerebrale, le sue condizioni sono gravi da un anno, la battaglia legale per l'eredità tra la moglie Erminia e i figli nati dal matrimonio da una parte  e la figliola riconosciuta dall'altro è già cominciata.