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Numero
9

 

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Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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BILANCIA
CATHERINE DENEUVE una donna splendidamente autosufficiente

Antonia Bonomi 

Catherine Deneuve nasce come Dorléac, ma per distinguersi dalla sorella anch'essa attrice, assume il cognome della madre. Nel 1962, a diciannove anni, esordisce con Roger Vadim in Il vizio e la virtù, un film pretenzioso che la caratterizza nel ruolo di fragile bellezza dall'erotismo inquietante, ambiguo, che resterà una costante della sua carriera. Senza sposare il regista, l'anno seguente ha un figlio con lui e passa indenne attraverso le forche caudine del ruolo di ragazza-madre: i francesi l'adorano e, sicuramente, la morale è meno bacchettona di quella americana.
Una volta partita, nessuno la ferma più: con grande acutezza sa scegliere, o farsi scegliere poiché è lei stessa che spesso scrive chiedendo un ruolo (preceduta in questo da Ingrid Bergman con Roberto Rossellini), da registi che la valorizzano come "anima", poiché le espressioni, diciamocelo chiaramente, sono sempre un po' fisse. Con Bella di giorno del 1967 le viene ritagliato addosso il ruolo di algida, elegante figura dallaCatherine Deneuve sensualità nevrotica e su questo filone marcerà imperterrita per anni.
Nel 1965 sposa il fotografo inglese David Bailey, al quale resterà legata fino al 1972, quando lo lascerà per Marcello Mastroianni, hanno lavorato insieme in La cagna di Ferreri, dal quale, nello stesso anno, avrà una figlia, Chiara, anche questa volta senza matrimonio.
Nel frattempo fa una puntata in America dove gira Un gioco estremamente pericoloso al fianco di Burt Reynolds, ma resta un'esperienza fine a se stessa, preferisce lavorare a Parigi e nelle produzioni Italo-francesi dove ottiene un bel successo personale in Speriamo che sia femmina.
Nel 1986, in occasione del bicentenario della rivoluzione francese, succede a Brigitte Bardot come Marianna, simbolo della Repubblica Francese e un sondaggio  del 1987 la proclama donna più sexy di Francia.
Per quanto abbia lavorato indefessamente, non ha avuto grossi riconoscimenti. Per Indocina del 1992, film nel quale secondo la critica recitava da ingessata senza espressioni, è candidata all'Oscar che non prenderà, ottenendo invece un César (un altro l'aveva avuto nel 1980 per il bellissimo L'ultimo metrò) e una coppa Volpi per Place Véndome nel 1998.
Man mano passano gli anni il lavoro aumenta, arriva a girare sette film in dodici mesi, i ruoli sono sempre ambigui ma inserisce note comiche, in Belle maman fuma uno spinello, canta il rap e balla. Non è più eterea come ai bei tempi, ora rassomiglia sempre più alla mascelluta e massiccia Grace Kelly  degli ultimi tempi, non tutti i suoi film sono successi, come il fischiatissimo Pola X a Cannes '99, ma lei continua imperterrita ad essere la regina bianca di Francia, l'aristocratica di Parigi.
Com'è Catherine Deneuve Dietro lo Specchio dell'Astrologia? Come data ufficiale di nascita circolava un 15 ottobre 1944, in realtà è nata un anno prima, sempre Bilancia ma con caratteristiche assai diverse. Osservando il quadro redatto secondo la data che la ringiovaniva di un anno, si ha l'impressione che non sia stata una scelta casuale: l'ambiguità è ben evidenziata, le curiosità sessuali ci sono, ma non c'è la personalità dell'attrice. Sono i suoi personaggi ad uscire, non lei, mentre nella data reale è lei, splendidamente lei, intelligentemente lei, menefreghisticamente lei, è la Deneuve del: "Oui, Catherine ce moi!".
Senza nulla togliere alla sua femminilità, il suo quadro potrebbe essere quello di un uomo, non ci sono indulgenze al sentimentalismo, è lei il centro del suo mondo e la fortuna la segue maternamente e in dosi massicce, assecondata dall'intelligenza e dall'ambizione.
Catherine DeneuveNon ha sbagliato Gérard Depardieu quando, con una brillante intuizione, l'ha definita "L'uomo che avrei voluto essere io". Attenzione, si usa il termine "uomo" poiché certe caratteristiche nel passato si consideravano solo al maschile, non perché la Deneuve abbia tendenze omo, anche se il sesso per lei è una cosa solo sua, che amministra secondo il suo volere, i suoi desideri del momento, senza nessuna implicazione sentimentale: può essere sensualissima e totalmente indifferente, è lei ha stabilirlo. Catherine vive per Catherine, senza aspettarsi niente da nessuno, prendendo quello che si offre, abbandonando quello che non serve più. Non è cattiveria, anche se qualcuno potrebbe ravvisare note di crudeltà, è una donna simpatica, spiritosa, può essere molto generosa, ma è totalmente disincantata, con un grande rispetto per se stessa, capace d'imporsi agli altri, per l'innato bisogno di essere applaudita, grazie al fascino personale che è tanto spontaneo quanto coltivato.
Gli amici, anche gli amanti come pare sia stato Il regista Truffaut (lei non ha mai smentito di avere avuto una storia con lui), dicono che non teme di essere guardata, ma teme di essere scoperta nella sua vera identità. L'unica paura che può avere, stando al suo quadro, è quella di veder scoperto che la donna ritenuta simbolo della sensualità sofferta, nevrotica e nevrotizzante in realtà sia una placida signora che del sesso se ne infischia, che sa domare benissimo gli istinti, essere autosufficiente e appagata finché è in compagnia di Catherine.
Da donna a donna: tanto di cappello Catherine!