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Numero
9

 

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Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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BILANCIA
CHARLTON HESTON il triste tramonto di un eroe di celluloide

 Antonia Bonomi

 Lo confesso, avevo un debole per lui. I miei idoli da ragazzina erano Gregory Peck e lui, l'ordine è questo, dalla prima volta che lo vidi in Il più grande spettacolo del mondo. Dei suoi numerosissimi film ne ho persi pochi, e quelli che ho perso  li vedo quando passano in televisione se non sono in notturna poiché, alzandomi tra le quattro e mezzo e le cinque del mattino, non vado certo a letto tardi. Mi emoziono sempre, faccio il tifo in modo spudorato, soffro anche se so come va a finire. Non mi hanno mai scalfita i commenti critici su di lui, come "monolito muscoloso" appioppatogli dagli americani o "assioma del cinema" secondo i francesi. Le espressioni, personalmente gliele vedevo cambiare.
John Charlton Carter, in arte Heston, ha iniziato a recitare in teatro nel 1947, al ritorno dalla guerra dove aveva servito in aviazione, recitando Antonio e Cleopatra. Nel cinema si è sempre distinto in parti molto mascoline, eroiche anche quando non guidava popoli attraverso il Mar Rosso o era alla guida di bighe lanciate a folle velocità. Diventato un divo alla fine degli anni '50, per scrollarsi di dosso la fama del mistico ad honorem interpretò film tra i più disparati, inseguendo il ruolo di Marcantonio, perso quando il regista Mankiewicz gli preferì Marlon Brando. Finì con il dirigere se stesso in questo ruolo. Di lui si racconta che nel 1965, quando girava Sierra Charriba, rinunciò a parte del suo compenso per finanziare il materiale che il regista indiano Sam Peckinpah riteneva necessario girare per la buona riuscita del film  e questo gli fa onore. Quello che gli fa meno onore, è il suo attaccamento alle armi, al punto di essere il vessillifero dell'America armata fino ai denti anche nel privato. È di questi giorni la notizia che l'attore, quasi settantaseienne, ha trascorso un mese in casa di cura per disintossicarsi dall'alcol. La notizia non mi ha molto sconvolta, perché da anni conosco la personalità vera dell'eroe di celluloide. Qual è l'intimo? Meno cristallino di quanto appariva nei suoi film. I pianeti nel Leone e Saturno nello Scorpione gli danno l'aria "solare-tenebrosa" che ha avuto presa sul pubblico, Mercurio nella Vergine la grande professionalità e la pignoleria nel lavoro, ma ci sono risvolti meno esaltanti, come una sessualità ambigua e un po' di paranoia, manifestata probabilmente nel voler a tutti i costi nascondere, anche a se stesso, di non essere quel macho che avrebbe voluto, e nella mania delle armi. L'alcolismo? Fa parte di un aspetto che lo indica insicuro e instabile emotivamente, alla ricerca di evasioni, di continue metamorfosi. È possibile che ci sia caduto in età molto adulta, poiché da bravo Bilancia narcisista,  non ha accettato l'inevitabile decadimento fisico. In poche parole: è un po' fuori di testa e se non stanno attenti, potrebbe anche mettere fine ai suoi giorni.  Però, continuo a vedere i suoi film e a considerarlo uno dei miei "amori" giovanili!