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Anno 9
Numero 9
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Personaggi
dello Spettacolo
del segno della
BILANCIA
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DELIA SCALA perfettina tutta pepe
Antonia Bonomi
Si chiamava Odette Bedogni ed
era nata a Bracciano nella provincia romana, tutti la conoscevamo come Delia
Scala. Anche chi, agli inizi della sua carriera, non ha potuto vederla a teatro
o al cinema perché era troppo giovane come la sottoscritta, ha avuto
modo di rifarsi ammirandola in televisione, quando “l’elettrodomestico”
era in bianco e nero e troneggiava nel tinello. Era un donnino di media statura
e morbido nella sua esilità, niente stacco di coscia chilometrico ma un faccino
spiritoso con grinta, illuminato da uno sguardo pungente e una vivacità fisica
che metteva allegria solo a guardarla. Della famosa Canzonissima del 1959-60,
quella del can can con Manfredi e Panelli, ricordo che non mi perdevo una
battuta e, quando terminava, come per tutte le cose belle avrei voluto che
ricominciasse. Ballava, cantava e recitava con quella naturalezza che solo il
lungo esercizio può dare, ma può darlo solo se è appoggiato da
un’inclinazione e dalla volontà personale di fare sempre del proprio meglio,
anche con un po’ di pignoleria ossessiva e questo faceva parte del carattere
di Delia Scala, una donna di spettacolo completa, la prima e per ora unica poiché
le altre possono ballicchiare, canticchiare, provare a recitare, ma a fare bene
tutte e tre le cose insieme, con la sua naturalezza, il suo
calore umano, in una parola il
suo carisma finora non mi sembra ci sia riuscita nessuna.
Ho detto che Delia nasce a Bracciano, i genitori si trasferiscono a Milano dove
a otto anni inizia a frequentare la scuola di ballo del teatro alla Scala, dopo
sette anni di lezioni le prime prove le fa con Beniamino Gigli e Mafalda Favero.
Nel cinema debutta con Macario nel 1948, la pellicola è L’eroe della strada
definito il miglior film dell’attore comico, che si ispira a Chaplin
svincolandosi dall’avanspettacolo da cui nasce. Nel 1951 è la volta di
Bellezze in bicicletta, al fianco di Silvana Pampanini e Franca Marzi, nel 1954
esplode nella rivista Giove in doppiopetto con Carlo Dapporto e canta Ho il
cuore in paradiso. Nel cinema, in una decina di anni interpreta 30 film
recitando al fianco di attori importanti come Totò in Signori si nasce, Eduardo
De Filippo in Napoli milionaria e con il vecchio attore, che per sua stessa
ammissione avrebbe potuto esserle padre, ci fu una storia.
Sulle scene teatrali successi strepitosi
sono stati Buona notte Bettina con Walter Chiari, Un trapezio per
Lisistrata, My Fair Lady con Gianrico Tedeschi, Rinaldo in campo nel 1961 con
Domenico Modugno. In televisione recita in Casa Cecilia, una delle prime
commedie a puntate della nostra tv, Delia Scala story, l’ultimo film al quale
partecipa è Madri pericolose, l’ultima apparizione televisiva è nella sit-
com Io e la mamma con Gerry Scotti, andata in onda per due anni dal ‘97. Nel
1979 ha ricevuto un Telegatto alla
carriera, emozionandosi fino alle lacrime.
Nel privato la vita di Delia è stata movimentata, costellata da grandi
amori e grandi tragedie. Era una donna moderna, emancipata, per sua stessa
ammissione quando s’innamorava non conosceva ragionamenti, nel 1957 la prima
tragedia: alla vigilia del matrimonio il fidanzato Eugenio Castellotti, campione
automobilistico, muore durante un
allenamento. Sposa Piero Giannotti e pochi anni dopo il marito muore
d’infarto. Anche le malattie non la risparmiano: il suo è uno dei primi
tumori al seno di cui si parla, siamo in epoca pionieristica, le cure cui è
sottoposta sono massicce ma se il corpo non la segue, ironizzava sul suo
“braccione gonfio”, lo spirito è indomito.
Diventa testimonial per la prevenzione del tumore al seno, si risposa con Arturo
Fremura, un industriale livornese, il quale muore di tumore al fegato nel 2001 e
anche la voglia di vivere di Delia lo segue. Dirà che la vita le ha regalato
molto, ma glielo ha fatto pagare a caro prezzo, aveva l’impressione di essere
stata presa di mira dal destino. Il brutto male che sembrava essere stato
sconfitto anni prima torna nella sua vita e il 15 gennaio 2004 Odette-Delia si
spegne suscitando unanime cordoglio.
Ciao Delia, voglio ricordarti con gli stivaletti stringati e le gonne
svolazzanti mentre balli e canti un altro indimenticabile can can.
Com’era Delia Scala Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Bilancia con ben tre pianeti nel segno, l’inclinazione all’arte è indicata
da Venere congiunta a Nettuno che le dava una particolare sensibilità, un
intuito immediato e geniale che sommati al perfezionismo insito nel segno di
appartenenza, al rispetto per se stessa e per il pubblico indicati da questo
insieme ne ha fatto il personaggio inimitabile che era. Non è tutto oro quello
che luce, Delia era anche
bisbetica. Intendiamoci, non lo era in modo grossolano e per il puro gusto di
dire la sua senza accettare contraddittorio. La mancanza di duttilità di Delia
nasceva dal disegno preciso che aveva in mente, dal risultato che voleva
ottenere e questo doveva essere il meglio per sé e per gli altri, pretendeva
dagli altri quanto pretendeva da se stessa. Amava l’arte, adorava essere in
scena e tenere la scena, era istintivamente ambiziosa, allegra, ironica,
esuberante, se anche provava invidia, gelosia, nessuno è perfetto e qualche
traccia di questi difetti c’è, il senso della giustizia li ridimensionava.
Ragionava, sapeva essere di una lucidità quasi disumana, ma era anche
impulsiva, diventava di un’audacia che poteva rasentare l’irresponsabilità.
Però, tutto va visto all’insegna degli aspetti del quadro di Delia:
l’armonia le era necessaria e finiva sempre con il recuperarla, almeno per
quello che stava a lei. Le disgrazie sentimentali? La Luna opposta a Saturno, ma
questo pianeta è trigono a Venere: i matrimoni dell’età matura sono stati
scelte consapevoli, cuore e cervello procedevano appaiati, e sono stati felici.
Il successo professionale di Delia è indicato come frutto di cervello e di
forza di volontà, organizzazione e disciplina: ha sfruttato bene i suoi
talenti!
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