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Anno
9
Numero
9

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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BILANCIA
LUIGI LO CASCIO un professionista coi fiocchi 

Antonia Bonomi

Luigi Lo Cascio nasce a Palermo, secondo di cinque figli i cui genitori, padre chimico e  madre casalinga, avevano ben nove fratelli il primo e cinque la seconda. Una famiglia di medici da generazioni, ma anche di persone che coltivano hobby artistici, una nonna suonava il piano e un’altra scriveva poesie, che non disdegna i quiz o i giochi televisivi, uno zio è stato campione di Lascia o raddoppia, un altro ha partecipato con tutta la famiglia a Giochi in famiglia, anche il recitare è di casa, il cugino Elio, da ragazzino, era in Medea con Enrico Maria Salerno e ora è professore universitario, uno zio acquisito fa l’attore di professione. Lui doveva fare il medico, specializzazione in psichiatria come uno zio, ma pur non essendo sicuro al cento per cento di voler fare l’attore, le sue esibizioni erano tutte casalinghe, sul terrazzo di casa e con la tribù dei parenti come attori o spettatori, ha chiesto ai famigliari di poter tentare la carta dell’Accademia, è stato accettato e gli studi in medicina si sono arenati. Incomincia recitando per strada, per sopravvivere per sua ammissione, fa del cabaret e nel 1988 è in teatro con Federico Tiezzi, ha una particina in Aspettando Godot. Bisogna arrivare alla fine degli anno ’90, quando lo zio attore lo presenta a Marco Tullio Giordana che cerca un volto nuovo per interpretare Peppino Impastato nel film  I cento passi. Visto e preso, per questo ruolo nel 2001 riceve il David di Donatello, nello stesso anno a Venezia la Coppa Volpi per Luce dei miei occhi. Sempre a Venezia è tornato nel 2003 con Buongiorno, notte, film sui giorni della prigionia di Aldo Moro che, pur non avendo ricevuto premi importanti al festival, riscuote un grande successo al botteghino.
Com’è Luigi Lo Cascio Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Intelligente e profondo, sensibile, riflessivo e immediato, non aggressivo per principio e ottimo combattente se è il caso, con un bel senso della giustizia, perfezionista, dotato di dono d’osservazione, fiuto psicologico, un intellettuale che non manca di spirito pratico. Certo, la perfezione, come carattere intendo, non è di questo mondo, ma Luigi Lo Cascio ha la possibilità di mediare tra le punte un po’ aspre e correggere il fondo di timidezza, che fonda anche sul timore delle critiche possedendo in proprio uno spirito critico e autocritico notevole. È una bella persona ricca dentro, che può e sa trasmettere emozioni, che può avere una carriera artistica lunga e luminosa e una vita personale serena.