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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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ROMINA POWER e la difficile identità
Antonia Bonomi
Perché difficile identità?
Cercavo il suo quadro natale nel mio archivio, sapevo di averla fatta, ma non
riuscivo a trovarla. Non era tra gli attori, non era tra i personaggi TV, non
era tra i cantanti, non era…era nel posto più ovvio, tra le VARIE: faldoni
dove ci sono gli inqualificabili, quelli che fanno di tutto un po' e non sai
bene quale sia il ruolo primario. Intendiamoci, è in buona compagnia perché c'è
anche la Fiat, fabbrica e automobili, ci sono le moglie di sindaci e le amanti
di manager, se non hanno già ottenuto una qualifica come presentatrici almeno
di uno spettacolo, anche se fa un po' ridere mettere una Afef con Lorella
Cuccarini.
Ed ecco Romina Power, 2 ottobre 1951, nata dopo otto mesi di gestazione secondo
le sue personali note biografiche, e un quadro di un gelo sconfortante. Mi
vengono alla mente tutte le immaginette che
nel corso degli anni ci hanno mostrato la felice famiglia Carrisi, la coppia per
eccellenza (tanto da essere servita anche un paio d'anni fa come modello per
qualcosa riguardante la Chiesa, Padre Pio o il papa non ricordo), che
intrecciava balletti televisivi con teneri sguardi e, mi sono detta, se come
cantante è una frana, come attrice improbabile, come presentatrice un pezzo di
legno, come cantautrice lasciamo perdere che fa qua qua, come pittrice una
pessima copia di Van Gogh, sperando che questo non si rivolti nella tomba per
essere stato tirato in ballo, come scrittrice di una noia mortale, l'Oscar per
la recitazione lo meriterebbe per come ha mostrato calore e dispensato sorrisi
nelle varie comparsate televisive degli ultimi trent'anni con l'ex marito.
Povera Romina, nella biografia del padre va a tirare in ballo il consulto di
un'astrologa per dimostrare che tra padre e madre non c'era affinità
(verissimo, ma era verissima anche una forte attrazione sessuale di cui non si
fa menzione), che lei Romina avrebbe avuto affinità con il padre, concetto
opinabile poiché Romina ha esattamente il difetto che l'astrologa avrebbe
riconosciuto alla madre: il volere imporre la propria volontà a tutti i costi.
È un bisbetica indomabile, una persona a cui non è possibile far fare niente
che non voglia. Diffidente, calcolatrice, snob, egocentrica, aggressiva,
ipercritica, cavillosa, intellettualmente velleitaria. È sempre alla ricerca di
qualcosa in cui calarsi, ed ecco i tanti "mestieri" esercitati senza
lode, ma neppure infamia, per lo meno manifesta, da parte della critica.
Altro particolare, Romina fa dire all'astrologa che se suo padre e sua madre si
fossero presentati da lei prima del matrimonio, li avrebbe sconsigliati perché
non erano fatti l'uno per l'altra. E lei e Albano? Il Sole di lui è in
quadratura perfetta con il Marte di lei, non certo un aspetto di vita serena.
Però, i due Mercurio sono in perfetto trigono, così Saturno di lei e Urano di
lui, entrambi in ottimo aspetto con il Giove di lei: il matrimonio è stato per
i due coniugi una fruttuosa impresa commerciale. Le due Venere sono in sestile:
da parte di lui c'è stato un amore "materno" verso lei. Non
dimentichiamo che la Power, al tempo del loro matrimonio, era un'attricetta di
filmetti non certo per educande. E che non sia una regina del buon gusto,
malgrado l'appartenenza alla Bilancia indicato come segno dello chic, lo indica
il Sole quadrato ad Urano e opposto a Giove: insofferente alle regole,
impulsiva, con cali di gusto per capricciosità e prepotenza.
Come sarò il suo futuro? Si barcamenerà con minore facilità rispetto al
passato, anche perché non è più il campione di coerenza che si pensava fosse,
è possibile che la mancanza del sano spirito pratico Carrisi alla regia si
faccia sentire. Ora, parla liberamente di rosario (cristiano) che dice di
recitare, ha sempre messo ben in evidenza la sua religiosità, e
di meditazione, induismo che ci stanno come i cavoli a merenda. Sono possibili
dispiaceri legali, impegni che prendono il via e poi si arenano, un fare, fare,
fare che può dare quattrini, ma non porta ad una affermazione definitiva. Del
resto, in che cosa?
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