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Numero 14
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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SYLVIA KRISTEL quando il narcisismo è un
cattivo suggeritore
Antonia Bonomi
Il nome di Sylvia Kristel dirà
poco ai giovanissimi, ma nei primi anni ’70 il film Emmanuelle che la vedeva
interprete principale e svestita fu un successo clamoroso (addirittura
programmato per dieci anni di seguito in una sala parigina), per questa
pellicola si puntualizzò la differenza tra film pornografici e film erotici.
Confesso: questa differenza non l’ho mai capita.
Sylvia Kristel nasce in Olanda, ora Sylvia parla di genitori albergatori mentre
agli albori si diceva
che il padre fosse direttore d’orchestra. Si parlava di un’educazione
severa, lei ora stigmatizza i genitori come alcolizzati, con una madre triste e
violenta quando era ubriaca e un padre triste ma dalla sbronza allegra. E lei,
per sentirsi bene, seguì il suo esempio.
A 17 anni decide di intraprendere la carriera di indossatrice. Si racconta che
nel 1973 abbia vinto il concorso di bellezza Miss Tv Europea e abbia girato il
primo film erotico L’amica di mio marito… ma i tempi non tornano. Non so se
abbia mai vinto quel concorso, ma Emmanuelle è stato girato nel 1972 ed è
apparso sugli schermi nel 1973. Andiamo avanti, in quegli anni Sylvia conosce lo
scrittore belga Hugo Claus, ne diviene l’amante e con lui gira il mondo
imparando le lingue. Nel 1975 esce Emmanuelle l’antivergine, notata da Roger
Vadim nel 1976 gira con lui Una femmina infedele, nel 1977 è la volta di
Emmanuelle 2 e Goodbye Emmanuelle, ormai Sylvia è una star erotica
internazionale, c’è un altro Emmanuelle nel 1983 e nel frattempo altri film
con poca biancheria e tante lenzuola sgualcite tra Francia e Italia, fra questi
nel 1981 una noiosissima trasposizione cinematografica anglofrancese de
L’amante di Lady Chatterly. Sempre nel 1981 gira Lezioni maliziose dove dà
lezioni di sesso a un attore sedicenne: lei e il regista vengono accusati di
pedofilia. Per buon peso, come si usa dire, i suoi fan hanno la delusione di
apprendere che nelle scene di nudo la loro disinibita e ormai trentenne
beniamina ha avuto una controfigura. Le proposte incominciano a diradarsi,
recita in Un corpo da spiare, biografia spinta di Mata Hari, ha qualche parte in
filmetti erotici, nel 2001 è nel cast di Emmauelle 7 altrimenti detto
Emmanuelle forever, per poi ritirarsi definitivamente nella natia Olanda.
Nel settembre del 2006, in coincidenza con il suo cinquantaquattresimo
compleanno, scritta con la collaborazione di una giornalista pubblica in Francia
e in Olanda l’autobiografia intitolata Naakt, nuda, nella quale, dice, vuole
mettere a nudo la sua anima. E nel libro racconta di tutti i suoi amori, degli
amanti famosi, compreso quel “bel bocconcino di Warren Beatty”, del sesso
folle, della cocaina, dell’alcol, dei mariti che l’hanno spennata e che ha
accettato per paura della solitudine. Operata di cancro alla gola, ora desidera
solo dimenticare Emmanuelle, la pellicola che secondo lei l’ha rovinata, e
vuole che la dimentichino anche gli altri, vuole poter pagare l’affitto del
monolocale che abita dopo che le ville sparse per il mondo le sono state sequestrate.
Ha avuto un figlio, Arthur, professione attore.
Com’è Sylvia Kristel Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Leggendo le interviste che rilascia ora questa massiccia signora dal bel nasino
all’insù mi viene in mente il detto lombardo: “quando il mondo non mi vuol
più, mi do tutta al buon Gesù”, che ha una variante piemontese un po’ meno
signorile ovvero “quando il culo è frusto, anche il Padreterno vien
giusto”. Va bene il successo precoce, va bene la cocaina, va bene l’alcol,
ma passare trent’anni spogliata senza fare una piega e pentirsi a bellezza
passata lascia perplessi anche perché, per poche che siano, qualche pellicola
non esclusivamente osé la Kristel l’aveva girata, avrebbe potuto impegnarsi
un po’ di più nella recitazione e salire qualche scalino. No, non mi commuovo
nel leggere che viveva le scene di sesso, vero perché così pretendevano i
registi, come uno stupro e che prendeva cocaina per superare il disgusto, il suo
quadro natale non è quello di una povera creatura senza volontà, cera molle
nelle mani di registi e mariti. La Bilancia ascendente Vergine e Luna in
Capricorno Sylvia Kristel ha un pessimo carattere, è irascibile e suscettibile,
pigra e narcisista, convinta di essere il centro dell’universo, sempre
scontenta, afflitta da mania di persecuzione. A fornirle un alibi, forse, è la
latente schizofrenia. Meglio addossare le colpe agli altri, parlare di mariti
parassiti invece di ammettere la tendenza a circondarsi di galoppini da
comandare a bacchetta, del desiderio di guadagnare con relativo sforzo.
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