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9

 

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Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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CANCRO
RENZO ARBORE E ALBERTO BEVILACQUA due strani Cancro innamorati delle donne

Antonia Bonomi

Nati a tre anni di distanza e il più stagionato è Bevilacqua, sono uomini "pubblici" da sempre. Difficile che ci siano parentele tra loro, però se ci fate caso una certa rassomiglianza c'è: faccione grosso e segnato da rughe e macchie, doppio mento, anche lo stesso tipo di capigliatura con fronte molto alta.
Bevilacqua nasce a Parma, inizia la carriera giornalistica scrivendo per La Gazzetta di Alberto Bevilacqua Parma e per il Messaggero, nel 1964 diventa famoso come scrittore pubblicando La Califfa, seguito nel 1966 da Questa specie d'amore diventati in seguito film. Prosegue poi la carriera di scrittore, personalmente non l'ho più seguito poiché…mi annoia con il continuo ricordo delle "cocomere" e perché avendolo conosciuto personalmente la sua mente e i suoi modi non mi hanno attratta. Tra i suoi numerosi titoli: I sensi incantati, Un cuore magico, Il curioso delle donne, L'Eros. Nel privato è stato sposato con Marianna Bucchich, da cui è sepatato, scrittrice e donna dotata di grande umorismo, ironia e autoironia. Basta leggere il suo libro, La casa in transito, per rendersene conto. Amore ed eros sono i cavalli di battaglia di Bevilacqua, che non perde occasione per elargire il sale del suo sapere, consigliando alle donne di riscoprire l'eros.

Quanto ad Arbore, ha esordito alla radio nel 1965 con Gianni Boncompagni in Bandiera Gialla, poi c'è stato Alto gradimento, per la televisione è partito nel 1969 con Speciale per voi, l'Altra domenica, Quelli della notte. Programmi che hanno avuto grande successo di pubblico, ma con Arbore è come con Bevilacqua, o lo si ama o si prova fastidio. I loro successi? Mah, si sente sempre il lancio strombazzato, di un libro o di un nuovo Renzo Arbore programma, poi la cosa si perde per via e non se ne conosce l'esito, però resta il fatto che sono sempre alla ribalta anche quando fanno un buco nell'acqua.
Arbore, ad esempio, ha fondato un'orchestra "per rivalutare la canzone italiana e napoletana", personalmente penso che gli autori delle medesime si rivoltino nella tomba ascoltando le nenie tutte uguali alle quale le ha ridotte, è uno showman per definizione, ma in un recente programma televisivo, quello dedicato alle sigle, lo show l'ha fatto a se stesso, annoiando con il suo gigionare. È stato per un paio d'anni "direttore artistico" di Rai International a 1 miliardo e 800 milioni annui, ma la sua conduzione è stata aspramente criticata da Alberto Contri, membro del Consiglio d'amministrazione della Rai, che ha fatto tagliare drasticamente i fondi per il settore. La cosa l'ha fatto imbufalire e ha minacciato di andarsene, se n'è andato. L'accusa di Contri? Programmi per italiani all'estero che non ci sono più, programmi vecchi per meno di 600.000 persone che non è detto li guardino. Del resto, nei corridoi di Rai Internationa