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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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GUIDO CREPAX e la fantasia
Antonia Bonomi
Guido Crepax (vero cognome
Crepas), è nato a Milano nel 1933, il padre Gilberto, violoncellista, era stato
primo violoncello alla Scala con Arturo Toscanini. Amante della musica
soprattutto jazz, Guido si laurea in architettura e dal 1953 lavora nella
grafica pubblicitaria realizzando decine di copertine di dischi di musica
classica e leggera, tra cui quella di Nel blu dipinto di blu, il successo
sanremese e mondiale di Domenico Modugno, nel 1957 vince la Palma d’oro.
Nel 1965, su Linus, inizia la sua avventura nel mondo dei fumetti e nella
seconda
collaborazione compare, accanto al personaggio centrale, il personaggio che lo
ha reso famoso, Valentina. Il mese successivo il fidanzato di Valentina, un
critico d’arte, sparisce dalle storie e la nevrotica e salottiera fotografa
dai sogni sado-erotici, cammina da sola. Sono storie intriganti e non certo da
educande quelle che Crepax idea e disegna meticolosamente, con spirito
innovativo e taglio cinematografico, se il suo direttore, Oreste del Buono, dirà
che la preoccupazione principale di Crepax e della sua creatura, che
s’identificano, è se togliersi le mutande all’inizio della storia o
aspettare qualche inquadratura.
La vena creativa di Crepax sul filo dell’erotismo pornografico prende sempre
più piede e nel 1976, secondo altri 1973, disegna per l’editore Franco Maria
Ricci una lussuosa versione di Histoire d’O dal romanzo di Pauline Reage. Nel
1978 è la volta di Emmanuelle, nel 1979 l’eroina sarà Justine del marchese
De Sade. Un altro personaggio femminile creato da Crepax è Bianca.
Amato e criticatissimo per certe sue scelte, Crepax non ha cavalcato solo il
filone del sesso e del sado-masochismo, ma si è prodotto in fumetti narrativi
come L’uomo di Pskov ambientato in Russia ai tempi della rivoluzione, e
L’uomo di Harem in cui la fa da padrone il suo amore per la musica jazz.
Guido Crepax è morto il 31 luglio del 2003, a settant’anni appena compiuti,
stava lavorando all’illustrazione del Piacere di d’Annunzio. Se per
impostare le sue storie diceva di ispirarsi soprattutto a Bergman, la sua
costruzione di montaggio ellittica ha ispirato Tinto Brass.
Chi gli ha ispirato Valentina? L’attrice americana Louise
Brooks, di cui teneva una fotografia nel cassetto, la moglie che ne ha adottato
il caschetto di capelli neri e che in un’intervista rivendica di avergli
ispirato i sogni di Valentina.
Com’era Guido Crepax Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Nel suo quadro stupisce la scarsità di aspetti tra i pianeti, mentre la
posizione dei medesimi, Sole nel Cancro congiunto a Plutone, Luna nel Toro,
Venere e Mercurio nel Leone opposti a Saturno nell’Aquario, Giove e Nettuno
nella Vergine, Marte nell’Aquario, dà l’impressione di una persona
dall’intimo ricco, grande fantasia e inclinazione artistica, musica il Toro -
disegno Marte, schiva e diffidente, anche per timidezza, ma in grado di
mascherare se necessario. Si potrebbe dire anche pigro, ombroso e suscettibile, con il terrore delle
critiche, ma è riduttivo e, inoltre, era anche un lavoratore tenace, certamente
un maniaco dell’autoanalisi. Attaccato al passato e spregiudicato, conformista
e nello stesso tempo desideroso di fare qualcosa di diverso, che lo
distinguesse, si può confermare serenamente che quello che non ha avuto il
coraggio di sperimentare in prima persona, lo ha vissuto attraverso il suo
personaggio. Era senza dubbio un
“tipo strano”, capace di dolcezze e grandi slanci, ma anche scostante,
antipatico, autoritario, non riesco a decidere se mi sarebbe piaciuto e no.
Leggere le storie di Valentina mi è sembrato subito una perdita di tempo e,
infatti, dopo le prime uscite non l’ho più seguita. Però, non mi dispiaceva
il modo di disegnare di Crepax, più nei tratti floreali che barocchi.
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