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Anno 9
Numero 9
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Personaggi
dello
Spettacolo
del segno del
CANCRO
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MANU CHAO a ritmo di punk e rumba un capo canta
a favore dei proletari di tutto il mondo
Antonia Bonomi
Bello non è proprio bello, per
lo meno non secondo i canoni tradizionali, occhi piccoli e infossati, lungo naso
triangolare, veste sul tipo "mi metto quello che capita" mescolando
un'accozzaglia di colori stridenti, ha sempre una bandana, un fazzoletto o un
berretto di lana in testa, e ti spiazza con un sorriso che gli illumina il volto
e che contagia,
conquista.
Figlio
di intellettuali spagnoli riparati in Francia per sfuggire al regime franchista,
ha vissuto a Sèvres con la famiglia, conoscendo la crema dell'intellighenzia
latino-americana. Nella cucina della sua casa, racconta, campeggiavano una foto
del comandante (Che Guevara), e di Fidel Castro. Lui è stato educato nel mito
cubano, dichiara con convinzione ed orgoglio, è amico del subcomandante Marcos.
Musicista, politico, leader-guru? Si schernisce quando gli chiedono di
classificarsi: lui è un artigiano della musica, se per comunista s'intende
Stalin è una cosa, un'altra se s'intende il comunismo di suo nonno. Non vuole
molto dalla vita, solo "piccoli attimi di serenità", e
non si atteggia a divo anche se è diventato il portavoce ufficiale del
cosiddetto popolo di Seattle e si batte contro la globalizzazione. La sua è una
vita nomade, anche se ha un quartiere generale nel Barrio Gotico di Barcellona e
ha acquistato un piccolo bar per suonare e far festa con pochi amici. Ma è
sempre in giro per il mondo, a cantare dove c'è da difendere un diritto secondo
alcuni, da rompere le scatole secondo altri. I suoi esordi sono stati con il
gruppo Mano Negra, da un capo all'altro dell'Europa, in Sud America scegliendo
per
principio le postazioni più scomode: case occupate, centri sociali, ghetti di
qua e di là dell'Atlantico viaggiando in cargo, contrattando concerti in cambio
di ospitalità. Una delle sue imprese memorabili è il treno che ha attraversato
la zona infestata dai narcotrafficanti e dai guerriglieri per portare un po' di
divertimento a Macondo, ricalcando le gesta del nonno del protagonista di
Cent'anni di solitudine. Dall'ambasciata è stato avvertito del pericolo, ma non
ha voluto scorta e tutto è filato liscio. Incoscienza o fiducia negli uomini?
Il complesso Mano Negra si sfalda, tre anni fa pubblica da solo Clandestino e la
canzone diventa un inno di qua e di là dell'oceano. Il suo pensiero? "Che
mondo balordo, aprono le frontiere alle merci, ma agli uomini". È chiaro
che gli Stati Uniti non gli vanno a genio, per lui sono i promotori di quella
globalizzazione che ci porterà all'autodistruzione. La droga? Fuma
tranquillamente marijuana e non ne capisce la proibizione, la cocaina no, è
orribile, è un trucco politico dei ricchi. Quanto alla televisione, sempre per
lui è la vera bomba, il vero campo dove si può dare battaglia, ed è stato
ospite del discusso spettacolo di Celentano, le famose cazzate. Ora, è di nuovo
fuori con un singolo, Me gustas tu, a breve l'album completo Proxima Estaciòn:
esperanza.
Com'è Manu Chao Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Se un dubbio c'è è sul segno zodiacale: Gemelli o Cancro? È nato nel momento
del cambiamento, se ha visto la luce prima delle 15.30 è Gemelli, altrimenti è
Cancro. Ma il Cancro è
rappresentato da Mercurio in eccellente aspetto con Nettuno nello Scorpione, il
Sole è in ottimo aspetto con Plutone e Marte, con lo stesso Nettuno. Manu Chao
possiede un intuito strepitoso nel capire da che parte tira il vento e si adegua
con opportunismo istintivo. È un intuitivo e in buona fede a tutti gli effetti,
questo non significa che sia nel giusto, intendiamoci. Possiede senso del ritmo,
non solo musicale, è un tradizionalista legato alle radici e nello stesso tempo
disinvolto, anticonformista, non è un tenero o sentimentale che dir si voglia,
è istintivamente portato al dialogo, ma è anche freddo, capace di distacco,
però o si è con lui o… all'inferno, perché è sicuro delle proprie idee.
Mercurio sestile Venere nel Toro indica il fascino, la presa che ha sulla gente
e, come dicevo sopra, istintivamente fa quello che sente di dover fare per
alimentare il carisma. Ma c'è un piccolo ma: Manu Chao è incline ai vizietti.
È troppo intelligente per andare sul pesante, vedi la sua avversione per la
cocaina, mentre, da quel razionale nell'istintività che è, si fa le canne e
non ci vede niente di male. Nessuno è perfetto ma, forse, non tutte le sue idee
sono da prendere per oro colato.
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