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Anno
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Numero
9

 

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Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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CANCRO
SYLVESTER STALLONE un duro morbidissimo cocco di mamma 

Antonia Bonomi 

"Adriana!", l'urlo finale di Stallone-Rocky I vincitore che chiama la sua amata, lo ricordo anch'io che non amo questo tipo di film, come ricordo il ridicolo: "..ti spiezzo", del russo biondone vitaminizzato, avversario di Rocky IV. E Rambo? Personalmente credo di avere visto per sbaglio qualche sequenza qua e là, mai un film completo poiché non mi va di perdere tempo per vedere solo muscoli guizzare e corse mozzafiato, facce tumefatte. Debbo avere attori e debbo avere trama, altrimenti non mi diverto. E, poi, Stallone non eraSylvester Stallone il mio tipo. Recentemente in Tv ho avuto modo di vedere qualcosa di suo, ho letto qualche articolo di quelli conservati perché non si sa mai e… sarà l'età (mia), sarà l'età (sua), mi sono tolta qualche pregiudizio, l'ho guardato astrologicamente e l'ho rivalutato un po'. I suoi film? In fin dei conti la trama tendeva al riscatto  del protagonista se, poi, avessero fatto colare un po' troppo sangue, sarei stata dei loro un po' prima.
Ripercorriamo brevemente la storia di Sylvester. Nato poco dopo la fine della guerra in un quartiere povero di New York, il parto è con il forcipe e, secondo la leggenda, la bocca storta e metà lato del volto semiparalizzato li deve a questo ma, secondo il padre, la nascita fortunosa gli aveva regalato anche un cervello torpido. Come studente è la classica frana, il padre non lo stima ed ecco che, secondo la biografia che circola, lui decide di cambiare qualcosa e comincia a sudare in palestra: quattro ore al giorno, sei giorni alla settimana. Per mantenersi che fa? Di tutto, la biografia leggendaria parla di guardiano allo zoo, addirittura custode della gabbia dei leoni. Non solo, partecipa anche a qualche film pornografico, intanto scrive sceneggiature. Arriva ad Hollywood con in tasca un centinaio di dollari o poco più e la sceneggiatura di Rocky, gli offrono un bel mucchietto di dollari per cederla, lui rifiuta perché vuole anche esserne interprete, accetta un ingaggio miserabile ed ecco tre Oscar per il film e due nomination come miglior soggetto e miglior attore. Non c'è che dire! Da quel momento è una star a tutti gli effetti, seguono film d'azione e di muscoli, ma anche i critici più spietati, che lo gratificano di una mimica imbalsamata, non possono che notare la sua fisicità. Sarà pure un successo di cassetta,Sylvester Stallone e in questo caso è un successone, perché i film sono amati dal pubblico e il primo Rambo incassa la bellezza di 150 miliardi.
Si sposa una prima volta con Sasha Czack e ha due figli, il primo, Sage, interpreta Roky jr nel quinto film della serie, mentre il secondo è autistico. Divorzia e ha una parentesi matrimoniale con Brigitte Nielsen che dura all'incirca un anno e mezzo, poi un periodo poco esaltante di una decina d'anni all'insegna di grandi innamoramenti e rotture improvvise, finché nel 1997 sposa una vecchia fiamma, la modella Jennifer Flavin, dalla quale ha una bambina nata con una malformazione cardiaca, cui seguirà una seconda.
Nelle recenti interviste  Sly si dichiara pentito di dovere soldi e successo a film così violenti, ammette che non sono solo questi gli unici errori della sua vita, poiché è stato un padre distratto. I suoi nuovi film parleranno di sentimenti, sempre di riscatto, ma con meno sangue e più psicologia. E le sceneggiature se le scrive lui, tornato all'amore di gioventù.
Com'è Sylvester Stallone Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Definirlo un coraggioso di celluloide, forse è eccessivo, ma certamente è un tipo che ci pensa prima di  ricorrere alla violenza. Esteta e narcisista, l'essere tumefatto, sanguinante e deformato non è all'apice delle sue aspirazioni. È molto sensibile, ombrosoSylvester Stallone e schivo, critico e autocritico, attaccato alle radici, tradizionalista e formalista anche se in senso americano, è fondamentalmente una brava persona. È ambizioso, adora recitare, essere al centro della scena e ti credo che non aveva accettato di vendere la sceneggiatura di Rocky, poiché i sentimenti patriottici, di riscatto che pervadono i suoi film, tutto sommato sono i suoi e i suoi personaggi sono lui. Non è stupido, tutt'altro, il suo quadro indica che la fortuna non è alla nascita, ma dovuta alla sua azione, al suo dinamismo, anche alla sua ambizione e alla sua tenacia. È un po' pedantino, è anche pigro se può e quando può, mettiamoci anche l'esibizionismo, la ricerca dell'effetto, un po' di megalomania, ma il fondo è buono, mira all'armonia e, maturando, trova la serenità, il giusto mezzo che non sono i compromessi ai quali può aver ceduto in gioventù. Possiede un profondo senso della giustizia ed è un buono. Sapete che c'è di nuovo? Mi dispiace di averlo guardato per tanto tempo con sufficienza. Quando prendo un abbaglio, lo ammetto.