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Anno
9
Numero
9

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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CANCRO
ANTONI' GAUDI' Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia 

Antonia Bonomi 

Rivoluzionario, folle, mistico, visionario, ascetico, enfatico, surreale,  quando si parla di Antonì Gaudì l'architetto catalano per eccellenza, gli aggettivi si sprecano. Nel centocinquantennale della sua nascita, Barcellona e la Spagna tutta si preparano a grandi festeggiamenti. Antonì Gaudì, un uomo schivo a quel che si dice, dopo aver creato le case più innovative per la borghesia di Barcellona, sua patria creativa, un parco, lampioni, negozi, dedicò quarantatré anni della sua vita concentrato su di un unico progetto: la realizzazione di un tempio di espiazione da costruire solo con le offerte dei fedeli. Il tempio è la Sagrada Famiglia, una delle incompiute più famose del mondo. Morti lo zio e la nipote con i quali viveva, l'eccentrico Gaudì andò a vivere in una capanna del cantiere della chiesa come un poveraccio qualunque e come un barbone morì, investito da un tram il 7 giugno del 1926. In tasca non aveva documenti, solo un logoro Vangelo, non portava calze ma bende, le scarpe erano bucate e in tasca aveva un po' d'uva e qualche nocciolina. Quando, infine, fu riconosciuto, i suoi funerali diventarono una leggenda, tutte le finestre furono parate a lutto e papa Pio XI gli concesse la sepoltura nella cripta della "sua" chiesa. Ai nostri giorni circolano insistenti voci su una sua possibile beatificazione. Per lo meno è questo ciò che ardentemente spera il clero catalano. Certo, Gaudì non era sempre stato il visionario della Sagrada Famiglia, in gioventù si era concesso qualche lusso e qualche sfizio, buone frequentazioni visto che era l'architetto della borghesia abbiente, e non gli era estranea la Massoneria. Il fatto che non ci fossero donne nella sua orbita aveva alimentato qualche pettegolezzo, i più benevoli dicevano che era la sua arte a prenderlo tutto, in essa sublimava anche l'erotismo. Alcune testimonianze dicono che all'inizio del '900 si era avvicinato al modello di San Francesco, ma fu dopo una malattia che lo colpì nel 1911 che abbandonò completamente le commissioni private per dedicarsi esclusivamente alla sua chiesa.     
Com'era Antonì Gaudì Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia?
Nato Cancro, una sua frase lo identifica come tale: "Originalità è tornare alle origini". Ecco, era profondamente attaccato alle origini, alle radici come ogni buon Cancro che si rispetti. E che ci fosse attaccato lo dimostra anche il fatto che rifiutasse di rispondere a chi gli si rivolgeva in lingua castigliana. Lui era catalano, che diamine! L'originalità? Venere nel Leone, l'unico segno di Fuoco abitato, lo spingeva ad emergere, a distinguersi, la Luna nella Bilancia che di suo aggiunge una buona dose di snobismo, e non va dimenticato Nettuno nei Pesci, in trigono con Sole e Giove, ad indicare una fantasia sbrigliata, al di fuori di ogni schema, geniale e… visionaria, appunto. Certo, aveva un carattere davvero insopportabile. Era presuntuosissimo, suscettibile, ombroso, istericamente iroso, vendicativo, diffidente fin nel midollo, tirchio, avaro in tutti i sensi, anche nei sentimenti. Era un creativo, un artista come dice la Luna, un artigiano come indicano i pianeti nel Toro, geniale come riconfermano tutti i trigono di Nettuno, fortunato come indica Giove, ma anche un grande egoista e… un bel sepolcro imbiancato per quanto concerne la vita sessuale, che non origlierò dal buco della serratura. Era un bambino e nello stesso tempo era vecchio, dotato di uno spirito pratico che fa a pugni con l'ascetismo, ma non lo esclude come atteggiamento. Per farla breve, e quanti ire mi attirerò!, era un… geniale disturbato mentale. Farlo santo? Mah… del resto sono così strane le vie della santità. E per continuare a farmi del male, cioè attirami ire, concludo dicendo che a me Gaudì non piace, trovo brutte la maggior parte delle sue cose. Amen.