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del segno del
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GIANFRANCO VISSANI se non fossi cuoco sarei in
palcoscenico
Antonia Bonomi
Sono sincera: Gianfranco
Vissani non mi è simpatico. Quando lo vedo in televisione gli faccio alzare gli
ascolti, ma non per il piacere di sentirlo bensì non cambio canale perché
voglio vedere dove arriverà questa volta con la sua schiettezza, secondo lui
mentre per me è maleducazione, quali altri strafalcioni gli usciranno dalla
bocca, quanto annuserà qualcosa ficcandoselo nelle narici e poi porgendolo ad
altri da mangiare, quanto cucinerà con quegli avambracci pelosi che girovagano
sopra le pentole e, al di là dei prezzi praticati,
so che non andrò mai nel suo ristorante per il timore di trovare un pelo nella
pietanza. Ma è un mio problema, gli altri si accomodino pure.
Gianfranco Vissani nasce a Civitella del Lago, il padre apre un’osteria e lui,
poco portato (come ben si sente) per gli studi, si occupa dell’orto e spesso
è una punizione. Frequenta la scuola alberghiera, dice su suggerimento del suo
professore di matematica, e prende il posto del padre. La notorietà mediatica
arriva con un risotto cucinato in televisione in compagnia di Massimo D’Alema
e da quel momento il suo vocione e la sua “schiettezza” sbucano ovunque
nelle trasmissioni televisive soprattutto nelle reti pubbliche. Nel frattempo ha
collezionato premi, scritto libri, tiene rubriche fisse sui giornali.
Com’è Gianfranco Vissani Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
“Sono un istrione nato, se non fossi cuoco sarei in palcoscenico” afferma in
un’intervista, dove ripete il suo tormentone, ovvero che le donne non vanno più
a fare la spesa, che non è vero che ha un brutto carattere ma è colpa della
gente che non vuole sentirsi dire la verità mentre lui è uno che la dice
sempre a tutti non importa chi siano, che la Venier e la Clerici sono care
amiche ma non è sicuro che sappiano cucinare, che ognuno deve fare il suo
mestiere. Parole sante, che ognuno faccia il suo mestiere caro Vissani: essere
istrione ed essere attore non sono la stessa cosa, come essere schietti diventa
un difetto se manca il tatto perché, come diceva Alessandro Manzoni, con
educazione si possono fare tante cose, anche sbudellarsi per strada. Per il
resto, Vissani è come lo si vede: tanto, tanto, tanto, forse troppo, il senso
della misura non è il suo forte, del resto l’importante è che lo abbia in
cucina, è fortunato e abile ad afferrare le buone occasioni.
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