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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

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del segno dei 

GEMELLI
ANNA FRANK  Dietro lo Specchio dell'Astrologia 

Antonia Bonomi 

La vita di Anna Frank la conosciamo, per lo meno quelli che viaggiano tra i quaranta e i cinquant'anni la conoscono, o i figli di coloro che non si limitano ai soli programmi scolastici, del suo Diario ho sentito parlare e l'ho letto nell'infanzia, e mi sono commossa conoscendo il tragico epilogo, anche se si sapeva che Anna era solo una goccia delleAnna Frank persone, non solo ebrei o zingari,  finite nella palude dei campi di concentramento: c'è capitato anche un mio zio materno, militare di leva che, fortunatamente, si salvò anche se ridotto ad uno scheletro ambulante.
Anna voleva fare la giornalista, voleva scrivere, era il suo sogno ed era anche l'inclinazione più evidente nel suo quadro, così "Gemelli" con Sole, Mercurio e Giove nel segno di nascita, la Luna oscillante tra la fine del Leone e l'inizio della Vergine, comunque in ottimo aspetto con Saturno. Era curiosissima, intellettualmente combattiva, leggermente superficiale, ma con l'esperienza non le sarebbero mancate la possibilità e la voglia di approfondire, di maturare poiché possedeva un buon equilibrio interiore. Un po' impulsiva, oscillante tra ottimismo e pessimismo, un pizzico di mania di persecuzione e di scontento perenne, molto critica, testardo- caparbia, vanitosissima, un po' civetta, egocentrica, aveva manie di protagonismo, è vero, come indicano i pianeti nel Leone e Venere nel Toro, ma si trattava di peccati veniali, piccole cose che, se fosse vissuta, sarebbero rientrate, avrebbero fatto parte di una personalità dinamica e affascinante, tesa alla realizzazione delle proprie ambizioni, capace di razionalizzare le impressioni. Era piuttosto egoista, la generosità poteva essere il bel gesto che suscita buone impressioni, ma era tendenzialmente dura nei confronti degli altri, anche nei giudizi, e non mollava facilmente, difficilmente cambiava idea, non certo perché Anna Frank la convincevano dall'esterno, ma con il tempo avrebbe affinato le capacità di giudizio e il comportamento sarebbe stato più maturo. Aveva idee anticonformiste, ma non dimenticava il meglio della tradizione. Aveva bisogno di coccole, tenerezza, sbandierava l'amore per il padre, al quale dichiarava di voler rassomigliare, in realtà aveva un attaccamento da "radici" ad entrambi i genitori, il padre in quanto uomo rappresentava l'emancipazione che avrebbe voluto raggiungere, nell'intimo era dura con entrambi i genitori. Se fosse vissuta  avrebbe comunque superato il disagio adolescenziale.  Non dico che sarebbe diventata una scrittrice da Nobel, una giornalista da Pulitzer, però la stoffa per fare qualcosa di buono c'era e lo stesso buon senso di fondo l'avrebbe aiutata a mantenere lo scontento serpeggiante a livello di stimolo per migliorare. Ciao Anna, non mi sarebbe dispiaciuto aggiungerti al… plotone delle mie figlie.