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Numero 10
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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GEMELLI
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CLINT EASTWOOD
l'uomo con due sole espressioni "una col cappello, una senza il
cappello"
Antonia Bonomi
Ha
superato i sett'antanni, ha sette figli avuti con o senza matrimonio da sei rapporti
importanti, l'ultima moglie, la giornalista televisiva Diana Ruiz, che ha
esattamente la metà dei suoi anni. Ma non si dedica solo al cinema, svolge
altre attività tra le quali quella di proprietario di un albergo ristorante a
Carmel, dove è stato anche sindaco, nell'amata California. Senza dubbio una
vita piena e una bella soddisfazione per uno che, agli inizi della carriera, era
stato etichettato impietosamente da Sergio Leone, il padre della serie
"spaghetti-western" che pure lo usava, come l'uomo dalle due
espressioni: una con il cappello e l'altra e l'altra senza.
Clinton Eastwood jr è nato nel 1930, durante la depressione,
ha vissuto i primi anni seguendo la famiglia che si spostava in cerca di lavoro.
Pochi soldi, ma tanta allegria: la madre suonava un po' il piano, il padre la
chitarra e aveva un piccolo complesso con il quale arrotondava le entrate. Forte
del motto paterno "Nessuno ti dà niente per niente", il giovanotto
incomincia a lavorare presto e lo troviamo boscaiolo in una segheria
dell'Oregon, guardiano notturno a Seattle, bagnino
e conducente di camion, impiegato amministrativo per la Boeing e a tempo
perso pianista e trombettista jazz, militare negli anni '50. Durante il
servizio, che ha prestato in Corea, ecco che accade un episodio che sembra
tratto pari pari dalla sceneggiatura di un film. Clint è chiuso nella stiva di
un piccolo bombardiere quando improvvisamente si spalanca il portellone e
rischia di essere risucchiato all'esterno. Chiede aiuto, nessuno glielo può
dare, trancia un pezzo di cavo dell'interfono, ne fa un lazo, acchiappa la
maniglia del portellone e faticosamente lo richiude. Nel frattempo l'aereo perde
quota, precipita in mare, lui e il pilota raggiungono la riva a nuoto. Questo
episodio lo mette in evidenza tra i commilitoni, sottolineando le sue capacità
di sopravvivenza, il sangue freddo davanti all'imprevisto anche drammatico. E
due commilitoni si ricordano di lui nel 1954, convincendolo a fare un provino.
Clint, incerto se studiare recitazione o laurearsi in scienze commerciali, aveva
optato per queste ultime, tenta, gli va bene e rimedia un contratto a 75 dollari
la settimana per quaranta settimane. Interpreta qualche particina senza apparire
nei titoli, poi gli affidano qualche battuta in pellicole di fantascienza,
niente di che, ma lavora. Nel 1958 si aggiudica casualmente la parte di Rowdy
Yates nella serie di telefilm Rawide, di cui gira circa duecento episodi in 7
stagioni e nel 1964 ecco il successo di Per un pugno di dollari cui seguiranno
altri titoli che gli danno fama e ricchezza. Intendiamoci, non è mai stato
considerato un grande attore al di là della battuta di Sergio Leone, finché
nel 1984 riceve la consacrazione ufficiale
alla Cinémathéque di Parigi e da allora si grida al miracolo. Eppure di buone
interpretazioni ne aveva date anche come attore e come regista che dirige se stesso. Nei suoi film, la critica comincia a notare l'essenzialità,
il cinismo realistico, la fantasia e…è diventato Clint Eastwood! Particolare
interessante: è associato a John
Wayne nella semplicità dell'essere, ad Orson Welles e Laurence Olivier nella
bravura del doppio ruolo attore-regista. Non poco, per uno giudicato un modello
d'inespressività.
Nel 1992 vince un Oscar alla regia per il film Gli spietati, nel 2000 Venezia lo festeggia con il suo
Space cowboys di cui è interprete e regista,
che apre la rassegna, e un Leone d'oro alla carriera come attore,
produttore e regista. Nel 2005, con il film Million dollar baby bissa l'Oscar
come regista, e la pellicola ne incassa altri quattro. Il suo commento? "Mi
sento come un bambino, sono pieno di progetti per il futuro".
Al privato abbiamo già accennato: un primo matrimonio nel 1953 con Maggie
Johnson da cui divorzia dopo venticinque anni e due figli, una convivenza durata
tredici anni e una figlia con Sondra Locke che, una volta lasciata, lo accuserà
di ogni serie di nefandezze, compreso di averla fatta abortire un paio di volte.
Lui manterrà un dignitoso silenzio, ma negherà ogni addebito,
poi ci saranno altre tre storie, dopo le quali, per sua stessa
ammissione, aveva scelto la solitudine, per approdare a Dina, una trentenne che,
sono sempre sue parole, lo ha fatto innamorare lentamente. Certo, gli piaceva,
ma l'ha apprezzata nel tempo, per le sue qualità morali, professionali,
d'indipendenza…insomma, non era una che cercava di ottenere benefici
professionali attraverso una relazione con lui.
Vediamo com'è Clint Eastwood DIETRO LO SPECCHIO DELL'ASTROLOGIA?
Gemelli, Luna,
Venere e Plutone nel Cancro, pianeti nell'Ariete, un saldissimo Mercurio nel
Toro e un tetro Saturno opposto a Venere. È uno strano soggetto: versatile e
nello stesso tempo ancorato dal buon senso, pigro e dinamico, estroverso e
diffidente. Legato alle tradizioni e alle radici, è legatissimo alla madre
Ruth, ultra novantenne che la sera dell'Oscar 2005 era in platea ad applaudirlo, alla famiglia e ai bambini, non crederei mai che abbia
costretto qualcuno ad abortire neppure se lo avessi sentito con le mie orecchie.
Tutto il
sangue che scorre nei suoi film pieni di morti ammazzati? Finzione e realtà.
Clint Eastwood potrebbe ammazzare qualcuno solo se costretto dalla legittima
difesa perché è un reattivo, in difesa dei deboli…insomma, come nei suoi
film. Sì, quello è lui. Uomo tetro, solitario? In gioventù è possibile abbia sofferto per l'ambivalenza tra il bisogno di tenerezza e la difficoltà ad
esternare il proprio intimo, quasi fosse un segno di debolezza, indicata da
Saturno opposto a Venere e accentuata dall'educazione del tempo. Ma è una
persona intelligente, possiede fondamentale buon senso ed ha saputo crescere,
evolversi lasciando spazio all'ironia Gemelli, alla fantasia del Cancro condendo
il tutto con la tempra del combattente regalata da Marte nell'Ariete. Insomma,
ha smesso le contorsioni e ha scelto il sorriso. Non è un fortunato in senso
stretto, per investitura divina, ma è stato fortunato per essere nato com'è:
tosto, lavoratore, benevolo sotto la scorza, un tenerone che cerca di non farsi
portare via la camicia poiché ha spirito pratico.
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