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Anno
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Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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Personaggi della 
Storia

del segno dei 

GEMELLI
MASSIMILIANO D'ASBURGO E CARLOTTA imperatori del Messico: il dramma dell'ambizione

Antonia Bonomi

MASSIMILIANO D'ASBURGO imperatore del Messico
Schonbrunn 6 luglio 1832 Cancro
Come indica il Sole nel Cancro in perfetta quadratura a Plutone nell'Ariete, nascere cadetto è quanto di peggio potesse capitare a un soggetto divorato dall'ambizione come Massimiliano. Il bisogno di primeggiare coabitava con una grossa dose di lunaticità e una discreta  intelligenza più intuitiva che
Massimiliano d'Asburgo e Carlotta razionale, applicata in modo discontinuo, dispersivo. Era emotivamente instabile e affettivamente infantile come indicano Mercurio congiunto al Sole e Venere nel Cancro sempre quadrati a Plutone. I complessi derivati dall'impossibilità di realizzare concretamente l'ambizione, sommandosi al pessimismo che sconfinava  nella mania di persecuzione, all'introversione, alla pigrizia, alla suscettibilità e al maniacale formalismo lo portavano alternativamente a momenti di abulia nei quali si reprimeva e a scoppi aggressivi malamente indirizzati perché era fondamentalmente incerto, confuso.
Era un nevrotico che soffriva di simpatie e di antipatie, un aggressivo velleitario capace di colpi di testa sconsiderati, sempre in rapporto a Plutone nell'Ariete segno nel quale si trova anche Marte, il quale è in quadratura perfetta a Nettuno.
Nei momenti gravi, purtroppo, si sgonfiava come un palloncino, oscillante e incerto al punto che è difficile stabilire se tendesse più alla schizofrenia o più alla paranoia o se fosse preda di entrambe le patologie.
Quanto al sesso era sicuramente ''disturbato''. L'impotenza, maggiormente evidenziata dai suoi biografi, è presente con possibili attacchi di mandrilleggiamento.


10 aprile 1864
Nella residenza di Miramare, Massimiliano accetta formalmente la corona messicana.  Partirà quattro giorni dopo per prendere possesso del suo impero.
Massimiliano d'Asburgo Cosa gli riservava il cielo?Il suo Sole, rappresentante l'Io attivo, e Mercurio, ovvero il contatto intellettivo con l'esterno, erano in pessimo aspetto con Saturno, la razionalità. Che avesse ragionato o meno prima di decidere fu comunque una decisione impulsiva, presa in base a errori di valutazione quanto a circostanze, a sopravvalutazione di sé, delle proprie possibilità. Marte natale riceveva ottimi aspetti. Giove, la fortuna, era  in buon aspetto con Venere, rappresentante la moglie Carlotta, e Giove rotante, ma riceveva aspetti negativi.
Tradotti in pratica questi aspetti indicano che Massimiliano non era in grado di vedere i risvolti negativi delle proprie decisioni, sia perché non voleva vederli in proprio poiché solleticavano la sua ambizione smodata, sia per le sollecitazioni della moglie e di chi aveva interessi personali nell'indurlo a partire.
Il pessimismo, insito nei cattivi aspetti di Saturno, non lo spingeva a cautelarsi verso il futuro, verso l'incognita Messico, quanto piuttosto a considerare invidiosi coloro che tentavano di dissuaderlo.
Sarà stato vittima di intrighi politici, nessuno lo mette in dubbio,  ma è stato innanzi tutto vittima delle proprie debolezze, della personale fragilità psicologica, della divorante ambizione.
La fucilazione del 19 giugno del 1867, è stata una logica conseguenza.
CURIOSITA': sia la Luna sia Venere, indicanti l'elemento femminile, nel suo  tema natale ricevevano aspetti poco favorevoli da Marte, la violenza, da  Plutone, l'elemento castratore. Le donne non erano i suoi angeli custodi.

CARLOTTA DEL BELGIO
7 giugno 1840
Le cronache dell'epoca parlano di Carlotta come della più bella fra le principesse sulla piazza, del suo matrimonio con Massimiliano d'Asburgo come del coronamento di un Carlotta amore romantico. Insomma: una favola.
Ma, sapete come va la vita, le favole difficilmente si tramutano in realtà e il matrimonio incominciò ben presto a scricchiolare. Anche perché, si disse, non nacquero bambini.
E meno male, aggiungo io.
Di Massimiliano abbiamo già parlato, com'era Carlotta?
Era una donna tetra, dominata dal pessimismo, dalla diffidenza, totalmente carente di entusiasmo per la vita, di gioia di vivere. Se aveva una qualità, questa era la vanità, abbinata a velleità di potenza. Non aveva molte idee e quella sola, per non morire di solitudine, diventava un chiodo fisso. A questo si aggiunga la perenne insoddisfazione, l'impazienza, l'impulsività, lo snobismo da "rango"  che la rendevano polemica. Data la superficialità, era comunque priva di mordente. Era completamente illogica, capace di momenti di attività frenetica, incoerente, e di momenti di inerzia abulica.
Proprio queste caratteristiche ne facevano una candidata all'insuccesso, erano l'anticamera della follia.
Il suo fu un matrimonio d'amore? Può darsi che ci sia  stato un colpo di fulmine, ma non si può parlare di affiatamento, di sentimento. Anzi, visti i temi di entrambi si  può dire che se avevano un punto in comune questo era l'ambizione: smodata.

10 aprile 1864
Massimiliano annuncia ufficialmente di accettare la corona del Messico.
Cosa dice il cielo di Carlotta?
Moltissimi sono gli aspetti positivi, che fanno pensare ad un momento fausto. Ma come dice un vecchio  proverbio,  sei sicuro che sia fortuna?
In agguato c'è Urano rotante che amplia un aspetto sfavorevole natale, quadratura con Saturno, il quale è quadrato a se stesso natale.
Le contraddizioni intime sono pronte ad esplodere in  azioni incalcolabili, i disturbi psichici sono maturi per non poter essere più mascherati.
In poche parole: Carlotta era già tarata alla nascita, il susseguirsi di scacchi e abbandoni da parte dei francesi, dello stesso papa non sono stati la causa scatenante della sua follia.  C'è da chiedersi come mai nessuno, all'epoca, si sia accorto che Massimiliano e Carlotta non erano solo ambiziosissimi, ma erano proprio matti da legare.
CURIOSITÀ: Carlotta morì nel 1927, a ottantasette anni, sopravvivendo al marito ben sessant'anni. Era completamente pazza e si dice che ascoltasse all'infinito la canzone La paloma, che le ricordava la sua storia.