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Anno 9
Numero 10
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Personaggi della Cultura
del segno dei
GEMELLI
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PONTORMO un genio bislacco perennemente afflitto
dal mal di pancia
Antonia Bonomi
Jacopo
Carucci, o Carrucci, nacque a Pontormo, che forse si chiamava Puntorme o
Pontorme, antico castello presso Empoli il 24 maggio del 1494. Il Vasari lo
stimava, ma non lo aveva in simpatia ed è a lui che dobbiamo le definizioni di
bislacco, bizzarro, lunatico, personalità non facilmente definibile se non
addirittura pazzo.
Certo, la vita non era stata molto tenera con lui nei primi anni. Figlio di
Bartolomeo, un allievo
del Ghirlandaio di cui non si conosce nessuna opera, muore quando lui ha cinque
anni e dopo poco lo segue anche la madre Alessandra. Jacopo e la sorella
Maddalena sono affidati a Brigida, la nonna materna. In seguito viene affidato
ad un calzolaio di Firenze, che è "un poco suo parente" e nel 1507-8
passa sotto la tutela del Magistrato dei pupilli che s'incarica di amministrare
quel poco che ha. Viene notata la sua spontanea predisposizione al disegno ed
eccolo a bottega, e che bottega. Il ragazzo, più o meno quattordicenne, è
prima da Mariotto Albertinelli, poi passa a Piero di Cosimo e approda da Andrea
del Sarto. Le cronache lo ricordano come irrequieto, il Vasari dice: "Si
travagliava il cervello che era una compassione, guastando e rifacendo oggi
quello che aveva fatto ieri", a sottolinearne il bisogno di perfezione e
l'indecisione cronica.
Matto e indeciso finché si vuole, il Pontormo è giovanissimo e già famoso.
Sempre il Vasari, racconta che nel 1510, perciò a quindici anni, dipinse una
piccola Annunciazione per un amico. L'opera fu vista da Raffaello, che si
trovava in visita a Firenze, e molto lodata dall'artista, cosa di cui il
Pontormo andò molto fiero e, secondo il Vasari: "menò gran vanto".
Comincia a ricevere commissioni importanti dalla corte medicea e dai fiorentini
più facoltosi, tra il 1514 e il 1516, poco più che ventenne, affresca il
Chiostro dei Voti della Santissima Annunziata di Firenze, con l'incontro tra la
Madonna e Santa
Elisabetta. Tra il 1519 e il 1520-1 affresca la villa medicea di Poggio a Caiano,
con figure di dei pagani, e questo affresco è considerato uno dei capolavori
dell'artista.
Secondo i critici, si sta allontanando da ciò che ha appreso, la sua pittura è
più matura, tende a deformare, allungandole, le figure, usa colori astratti ed
irreali. Per la Visitazione, 1528, di cui vi diamo un particolare, la critica si
esprime così: "Nel dipinto di Pontormo pare di assistere ad uno
sdoppiamento dell'immagine: le astanti, per nulla partecipi all'evento sacro,
replicano la fisionomia delle protagoniste in senso frontale, ma perdendosi nel
vuoto. Realtà, illusione, ricerca esasperata dello spirito interiore delle cose
e degli avvenimenti, cromatismi puri…".
Tendenza all'astrazione, dunque, che nell'età matura abbandona per
tornare alla maniera grandiosa di Michelangelo. Gli viene commissionato
il Giudizio Universale, affresco per la cappella maggiore di San Lorenzo a
Firenze, il Pontormo, secondo il suo costume, cambia e disfa oggi quello che ha
fatto ieri, passa mesi issato sui ponteggi, disegna e cancella, non fa vedere
neppure ai suoi allievi i disegni preparatori e nel 1556, secondo altro 1557,
improvvisamente muore. Il Giudizio Universale, lasciato incompiuto, sarà
terminato due anni dopo dal Bronzino, ma ha avuto una brutta sorte: non era mai
piaciuto molto, perciò nel 1700 fu cancellato. Sono rimasti i disegni:
bellissimi secondo quelli che hanno avuto modo di ammirarli.
Com'era il Pontormo Dietro lo Specchio dell'Astrologia? Gemelli e questo è a
favore della versatilità, della facilità d'apprendimento, ma il Sole e Marte
sono "bruciati" dall'eccessiva vicinanza: inquieto e aggressivo,
perennemente scontento, astioso e malizioso, infantile e incoerente nelle sue
collere, vanitoso, capriccioso. Non essendo conosciuta l'ora di nascita, non
sarebbe possibile calcolare la posizione della Luna, ma c'è un particolare
molto interessante che ci aiuta a collocarla: era avarissimo, perciò Luna nel
Capricorno, altrimenti non si spiegherebbe perché fosse così segreto nelle sue
cose, assolutamente non
ascrivibile al segno di nascita. Nella sua camera da letto-studio, non poteva
entrare che Batista, il garzone-amante, vi si accedeva con una scala che
l'artista ritirava con una carrucola quando andava a dormire. L'essere richiuso
su se stesso, afflitto da mania di persecuzione, misantropo e nevrotico, anche
masochista, è riconfermato dalla posizione di Saturno, nei Pesci, che
accentuava l'indecisione, il pentimento, il fare e rifare che il Vasari
descrive. Che fosse lunatico, meteoropatico, è indicato anche da Mercurio nel
Cancro, indice, anche, delle inclinazioni artistiche, ma la ciliegina sulla
panna la mette Giove nella Vergine: Pontormo, come abbiamo già visto, era
indeciso, afflitto dal perfezionismo, temeva le critiche, aggiungo, e… aveva
perenni mali di pancia, di questo morirà, era attentissimo alle evacuazioni,
che annotava puntigliosamente per quantità, qualità e forma nei suoi diari, e
la Vergine è il segno degli intestini, della stitichezza.
C'è un altro particolare: era dichiaratamente e tranquillamente omosessuale,
nel suo quadro sia la Luna sia Venere, quest'ultima nei Gemelli, non creano
nessun aspetto, sono isolate in segni che non sono indicati come sentimentali né
sensuali. La Luna rappresenta la parte femminile dell'uomo? La sua era fredda,
meschina senza possibilità di sbloccarsi, era, mi si passi l'esempio, un'acida
zitella, una moglie critica e scontenta, brontolona. Infatti, nel suo diario
parla sempre del famoso Batista, garzone-amante, che secondo lui non lo cura
come dovrebbe, cosa di cui dovrebbe tenere sempre a mente. Insomma: genio sì,
ma con un carattere di… e, non vorrei attirarmi le ire dei critici, il
Pontormo ha molto copiato, molto assorbito, era una sorta di spugna
nell'apprendere e riproporre. Dentro, aveva proprio pochino.
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