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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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GEMELLI
EDUARDO DE FILIPPO DIETRO LO SPECCHIO dell'Astrologia

Antonia Bonomi

Non è facile parlare di un personaggio osannato come Edoardo De Filippo senza lasciarsi prendere dal panico. Autore, attore, impresario di se stesso, ammirato incondizionatamente da vivo. Infatti, non gli toccò il destino di molti, cioè di essere considerato grande solo dopo la morte. Agli albori della televisione le sue commedie erano Totò e Eduardo De Filippo trasmesse, anche se per molti era difficile capire il dialetto, ma del resto andavano in onda commedie in veneto di Cesco Baseggio e commedie in ligure di Gilberto Govi. Che bei tempi!, ero bambina, ma li ricordo ancora con piacere e rimpianto. Anche al cinema De Filippo ha avuto il suo spazio di gloria, anche se "Filumena Marturano" interpretata in teatro dalla sorella Titina valeva un milione di Sofia Loren cinematografica. Per non parlare dei successi riscossi in uno stato difficile come la Francia e in Unione Sovietica.
Com'era Eduardo DIETRO LO SPECCHIO dell'Astrologia? 
Un soggetto molto, molto difficile. Si dice che l'essere nato e vissuto illegittimo gli abbia procurato complessi e abbia influito sul suo carattere. È vero, solo chi patisce questa condizione sa quanto sia frustrante, ma che l'handicap natale abbia trovato terreno fertile non c'è dubbio. E ancora di più deve aver sofferto nell'esordire giovanissimo nella compagnia del padre naturale e di aver continuato per qualche anno sotto la direzione del fratellastro Vincenzo, figlio legittimo. Ma con o senza scusanti, Eduardo era un duro e un umorale, caparbio e diffidente, afflitto dal complesso dell'infallibilità, nato vecchio. Ambiziosissimo, sarebbe stato comunque in opposizione alla figura paterna. Attaccato alla madre e contemporaneamente con un relativo rispetto, una scarsa considerazione per le donne in genere, Venere nel Cancro indica intuito, abilità nel captare gli stati d'animo altrui, suscettibilità, sentimentalismo, ma non profondità di sentimenti. Era pedante più che accurato, narcisista, rancoroso e vendicativo, attaccato alla tradizione e contemporaneamente anticonformista, opportunista. Amava la solitudine, ma era un vezzo per potersi eventualmente lamentare. La fortuna non manca nel suo quadro, ed è affidata alla madre, alla figura materna, quell'insegnante elementare che riordinava e conservava i testi di Eduardo Scarpetta da cui aveva avuto i tre figli nell'arco di cinque anni, senza godere mai del matrimonio. Accentratore, non sopportava le rivalità, voleva imporre la sua legge e non esitava a tagliare con chi cercava di ostacolarlo. O si stava con lui, o si era contro di lui. La genialità? La Luna in Ariete trigono a Giove ed Urano congiunti nel Sagittario, che i pianeti nel Toro, indici anche di un lavoro indefesso: era afflitto dalla paranoia del lavoro, compensava con quello la scarsa profondità e la mancanza di calore nei rapporti umani. Li manifestava? Li affettava: era un ottimo attore e. non dimentichiamo, un abile opportunista!