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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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le mani mozzateERNESTO GUEVARA: un idealista, un medico, un sognatore, un uomo
La fine

Roberta Gallina

ERNESTO GUEVARA dietro lo specchio dell'Astrologia

Antonia Bonomi

Il giorno 8 ottobre 1967 alle ore 15,30, in una gola delle Ande presso un luogo chiamato La Huerta de Aguilar, dopo un anno di guerriglia viene catturato, ferito ad un polpaccio, dalle forze dell'esercito boliviano del presidente René Barrientos. Il giorno dopo i soldati hanno l'ordine di tenerlo in vita, il generale Barrientos riceve un "consiglio" da Washington dal suo ministro per gli affari esteri: "sarebbe meglio tenere in vita Che Guevara, altrimenti potremmo dare al mondo una brutta immagine del nostro Paese". L'ambasciatore nordamericano D. Henderson, portavoce di Washington, avverte che era necessario eliminare il Che, facendolo credere morto in battaglia, offrendo così al mondo l'immagine della sua totale sconfitta. Alle ore dieci arriva a La Higuera la condanna a morte del Che, che era rimasto tranquillamente seduto sul banco di una scuola. L'incarico di carnefice viene affidato ad un sottufficiale, Mario Teran che alle ore 13,10, nel momento decisivo trema e perde coraggio, gli ufficiali boliviani e l'agente della CIA presenti lo fanno bere, spara, ma sbaglia la mira e riesce solamente a ferire il prigioniero. Sarà il colpo al cuore a finirlo, ma nessuno sa chi sia stato a sparare. Mario Teran si suiciderà un esame autoptico delle stesse manidue anni dopo, gettandosi da una finestra, per sfuggire alla vendetta degli studenti universitari di La Paz.
Il giorno dopo il corpo del dottor Ernesto Guevara detto el Che viene esposto all'obitorio dell'ospedale di Valle Grande, affinché la gente possa rendersi conto che è morto veramente; in una conferenza stampa, tenuta dal colonnello J. Zenteno espone il susseguirsi dei fatti, ma subito i giornalisti presenti rilevano contraddizioni ed incongruenze, nessuno crede alla morte in battaglia, nemmeno Roberto Guevara, il fratello giunto qualche giorno dopo. Il giorno 15 ottobre una macabra prova convincerà la polizia argentina: le impronte digitali di Ernesto sono identiche a quelle di un paio di mani, mozzate e conservate sotto formalina.
Molte sono le storie che circolano sulla misteriosa sparizione del cadavere, mutilato, del Che. La versione ufficiale che circolava fino a qualche anno fa è che fosse stato cremato e le sue ceneri disperse, ma nessuno ha assistito alla sua cremazione. I corpi dei suoi compagni furono sotterrati, presso il campo d'aviazione, in una fossa comune; le spoglie del Che sarebbero pochi metri più avanti sotto un tombino... Alcuni peones ed il cappellano militare furono testimoni dell'operazione. Il corpo di Ernesto sarebbe stato deposto lì, dentro un sacco di nailon, il tombino sarebbe stato murato e l'erba seminata sopra per cancellare ogni intervento. I tre indios scomparvero senza lasciare traccia, il cappellano, preso dai rimorsi, ventitré anni dopo tornò in Bolivia e confidò il tutto al controspionaggio cubano. Il cadavere misterioso vene disseppellito e portato a Cuba nel più assoluto segreto: la cosa strana è che non fu chiamato uno specialista per l'esame, ma un medico generico, che non fu in grado di dire niente circa il cadavere senza mani. Come mai non fu fatta una indagine antropometrica? Perché il sacco - sudario fu fatto sparire? Anche questo mistero contribuisce al mito di Che Guevara, mito che nacque e si diffuse rapidamente, che fu il simbolo di una generazione fatta di sogni e di ideali. Ancora oggi, a trentatré anni dalla sua scomparsa, la sua immagine è presente, nei ricordi di chi ha vissuto quegli anni e fra i ragazzi venuti dopo che fanno vivere il volto del Che con il suo basco sulle magliette e sui poster: ci sarà poi qualcuno tra questi che conosca realmente la figura storica di Ernesto, oppure lo credono un personaggio dell'universo effimero dei miti delle rock - star?

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ERNESTO GUEVARA dietro lo specchio dell'Astrologia