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Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Storia
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GEMELLI
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ERNESTO
GUEVARA: un idealista, un medico, un sognatore, un uomo
Le origini
Roberta Gallina
Antonia Bonomi
Ernesto Guevara nacque, per caso, a Rosario de La Fe (Argentina)
il 14 giugno 1928; i genitori erano diretti a Buenos Aires per motivi di lavoro, ma
l'improvvisa nascita del loro primogenito li costrinse a fermarsi lungo il fiume Paranà.
Ernesto Guevara senior, ingegnere civile, era figlio di un cercatore d'oro irlandese, la
madre, Celia de la Serna, aveva origini basche.
I tre Guevara non si fermarono a Buenos Aires, risalirono verso la città di
Caraguatay, ove il padre aveva ottenuto una concessione di sfruttamento nell'Alto Paranà,
non lontano dal confine con il Paraguay. All'età di due anni, in seguito ad un bagno nel
fiume, "Ernestito" viene colto da una infreddatura con febbre altissima, che ben
presto degenera in polmonite; guarirà, ma come conseguenza sarà perseguitato, per tutta
la vita, da frequenti attacchi d'asma.
Proprio a causa dell'asma la famiglia lascia la regione dell'Alto Paranà, assai
poco salubre, e si stabilisce ad Alta Gracia, nelle Sierras Chicas poco tempo dopo il
colpo di Stato del 26 settembre 1930, che portò al potere il generale Uriburu.
Nel 1936 l'argomento principale di tutte le conversazioni era la guerra di Spagna;
Ernesto senior fondò un "Comitato di Sostegno alla Repubblica spagnola" ed
Ernesto figlio giocava per la strada, con gli amichetti, a "repubblicani contro
franchisti" ed invitava a casa, per dormire o per mangiare, tutti i compagni meno
fortunati di lui. Nel frattempo la famiglia Guevara aumentava: il 31 dicembre1929 nasceva
Celia, il 18 maggio 1932 Roberto ed il 28 gennaio 1934 Ana Maria.
Ernesto ebbe il primo scontro con l'ingiustizia nel febbraio 1939: con il fratello
Roberto andò nella "hacienda" di un certo signor Fulan per guadagnare qualche
pesos partecipando alla vendemmia, dopo quattro giorni i due tornarono a casa per colpa di
una violenta crisi d'asma del primogenito. Amareggiato per essere stato cacciato con
parole dispregiative ed indignato per non essere neanche stato pagato quanto gli era
dovuto, Ernesto comprese che "il mondo non è diviso in parti uguali!".
Essendosi la famiglia nuovamente trasferita, questa volta a Cordoba, Ernesto
frequentò la scuola e si avvicinò allo sport: tennis, golf, scacchi e perfino il rugby;
fu proprio questo sport a fargli incontrare Alberto Granado, futuro biologo e amico di
tutta una vita.
Nel 1946 l'Argentina fu scossa dall'ennesimo colpo di Stato: sale al potere Juan
Peron, Ernesto compiva diciotto anni e superava gli esami di maturità al collegio
statale; deludendo in parte le ambizioni paterne, che già lo vedevano ingegnere,
s'iscrisse alla facoltà di medicina, forse a causa dell'asma o forse perché diventare
medico significava per lui poter aiutare concretamente il prossimo.
L'anno 1948 segna un momento di particolare benessere per l'Argentina, l'economia
è fiorente ed a Buenos Aires i locali pubblici sono affollatissimi. Ernesto, appartenente
ad una classe agiata, da un lato si godeva la vita e gli svaghi di un giovane della sua
età, dall'altro reclutava i suoi amici tra i vagabondi ed i poveri, che continuavano ad
essere numerosissimi. Insieme al suo grande amico Alberto progetta un lungo viaggio
attraverso l'America Latina, per scoprire le civiltà precolombiane, vivendo la stessa
vita quotidiana degli "argentini di base" ossia i gauchos. Dopo aver superato
con grande successo la prima parte degli esami universitari, sarà classificato come
studente brillante, verso la fine del 1951 Ernesto ed Alberto partono per il tanto
sospirato viaggio: a bordo di una precaria ed antiquata motocicletta, battezzata
"Poderosa II", stipano i bagagli dentro sacchi di iuta, su uno dei quali
appenderanno un piccolo barbecue perché "per strada... non si sa mai".
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