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Anno
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Numero
10

 

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Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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Personaggi della 
Storia

del segno dei 

GEMELLI
RANIERI III DI MONACO il principe del regno in verticale 

Antonia Bonomi 

Ranieri Louis Henry Maxence Bertrand III di Monaco si è spento alle ore 6.35 del 6 aprile 2005, dopo un mese di agonia. Negli ultimi cinquant’anni il piccolo principato su cui regnava, circa 35.000 abitanti in 2 km quadrati di terra, e ultimamente di costruzioni sul mare, è stato al centro dell’attenzione mondiale per le vicende tristi e liete vissute dalla famiglia Grimaldi.  
I Grimaldi sono definiti i francesi più italiani che esistano, poiché nelle loro vene scorre Carlo III Grimaldisangue genovese a partire da Otto Canella, console di Genova e morto nel 1143, il cui figlio Grimaldo Canella ricopre per tre volte la stessa carica e trasmette il nome alla discendenza. L’8 gennaio il guelfo genovese Francesco Grimaldi, soprannominato Malizia, vestito da monaco francescano s’impadronisce della fortezza a guardia della Rocca e del porto d’Ercole,  Onorato II è colui che porta per primo il titolo di Principe di Monaco in luogo del precedente Signore. La famiglia possiede feudi nel sud Italia, nel Seicento due matrimoni li legano ai milanesi Trivulzio, i membri vivono alla corte del Re Sole, conoscono il Terrore e la ghigliottina perdendo teste e beni, recuperano con Bonaparte.
La prima “rivoluzione” avviene con Carlo III che alla fine dell’Ottocento apre una casa da gioco, prendendo a modello quelle aperte dai tedeschi nelle città termali, si parla del principato quando la principessa Carlotta, durante la prima guerra mondiale, si prodiga come infermiera presso una struttura sanitaria aperta a Monaco per curare i feriti.
Ranieri III, che si è sempre definito amministratore, è stato soprannominato il “costruttore” per come è riuscito ad aumentare, in verticale grazie ai grattacieli e verso il mare con avveniristici terrapieni, lo spazio del suo fazzoletto di terra, oltre ad averne incrementato le entrate creando un paradiso fiscale per evasori di altri stati.
Ranieri nasce il 31 maggio del 1923, figlio di Carlotta e di Pietro conte di Polignac, è il secondogenito della coppia, nato tre anni dopo la sorella Antonietta. I genitori non vanno d’accordo e si separano, i due fratelli passano un po’ di tempo ora con l’uno ora con l’altro, restando affidati alla governante fino a quando, non essendoci nel principato scuole adeguate ad un’educazione principesca, sono spediti in collegio.
Ranieri va prima in Inghilterra, a Summer Fields, dopo un anno è a Stowe. A scuola se la cava nelle materie scientifiche e nelle discipline sportive, particolarmente nella boxe. Le vacanze estive le trascorre con il padre in Scozia, quelle invernali con la madre in Francia. Le superiori le frequenta presso la scuola di Rosay, a Losanna, culla dei rampolli blasonati mondiali, a Montpellier consegue il baccalaureato in filosofia. Personalmente vorrebbe seguire i corsi dell’accademia navale, si dice anche volesse fare il veterinario, il nonno Luigi lo vorrebbe mandare all’accademia militare di Saint-Cyr, ma lui non ci sta e raggiungono un compromesso: andrà a Parigi a studiare scienze politiche.
Durante l’ultima guerra mondiale il piccolo principato è neutrale, poi deve mostrare la sua lealtà alla Francia, dopo lo sbarco degli alleati in Normandia il poco più che ventenne Ranieri si arruola volontario e si fa onore, dimostrando di essere coraggioso. Torna come sottotenente, vive da principe ereditario fra automobili e corse, mare e animali, nel giardino della reggia crea un caravanserraglio, fino al 9 maggio del 1949 quando succede al nonno, sarà incoronato il 19 novembre.
È scapolo, deve accasarsi. Le cronache ci raccontano di un lungo fidanzamento con l’attrice divorziata Gisèle Pascal e come l’abbia lasciata per questioni dinastiche: lei erala cerimonia nuziale fra Ranieri e Grace Kelly sterile, anche se in seguito si risposerà e avrà una figlia. L’allora socio in affari Aristotele Onassis si offre di combinargli un matrimonio che faccia scalpore, che attiri l’attenzione sul principato e gli propone Marilyn Monroe ma, si dice, alla richiesta l’attrice avrebbe opposto un rifiuto. Nel maggio del 1955 incontra Grace Patricia Kelly, anche questo si dice sia un incontro combinato, giovane e già famosa attrice, vincitrice di un Oscar, figlia di ricchi costruttori di origine irlandese e fidanzata con lo stilista Oleg Cassini. Amore a prima vista o non amore a prima vista, il 19 aprile del 1956 si sposano in chiesa (il 18 si erano sposati civilmente), e la cerimonia è trasmessa in mondovisione. È  uno dei primi, grandi avvenimenti mediatici, sembra la favola di Cenerentola e fa sognare madri e figlie, mentre i maschi ammirano la composta e fragile bellezza bionda della sposa.
Poco più di nove mesi dopo nasce Carolina, l’anno seguente Alberto e sette anni più tardi Stefania. La famiglia perfetta occupa settimanalmente le copertine dei rotocalchi, sono l’immagine delle felicità, la principessa Grace è un modello di stile, la presenza di una americana attira nello staterello i suoi conterranei famosi, che sostituiscono i nobili della Bella Époque  e la popolarità del principato è in continua ascesa, il principe si dimostra un eccellente amministratore di tanta… grazia, riesce a barcamenarsi molto bene tra le grane doganali e fiscali con la Francia,  questioni dinastiche interne, inoltre Grace lo appoggia nel liberarsi dello scomodo socio Onassis, cosa che avviene nel 1967. Sempre su consiglio della moglie, sembra, ecco che il principato incomincia a farsi avanti con l’istituzione di opere benefiche, le legazioni presenti in mezzo mondo diventano ambasciate, fa sentire la sua voce in varie organizzazioni internazionali.
Tutto procede a gonfie vele, anche se i figli procurano qualche preoccupazione con le loro bizze, in particolare le due femmine, fino a quando la mattina del 13 settembre 1982 Grace è vittima di un incidente automobilistico e quarantott’ore dopo Ranieri decide di far staccare la spina che la tiene in una sorta di vita non vita.
Il “vecchio leone”, come lo chiamano i monegaschi, non si è più risposato, ha opposto un dignitoso silenzio alle voci che volevano la coppia unita per il bene della facciata, ha tenuto vivo il ricordo della moglie scomparsa dedicandole tra l’altro un roseto perennemente fiorito, ha continuato a seguire con perizia e lungimiranza gli affari di quello che era definito ironicamente principato da operetta e che si è trasformato in una cassaforte internazionale, in una macchina sforna soldi, portandolo nel Consiglio d’Europa e nell’Onu, imbiancando non solo per il passar degli anni, ma per i grattacapi che gli hanno procurato gli scandali sentimentali delle pargole. Se Carolina, la maggiore, sembra aver messo la testa a posto, la piccola Stefania, ormai quarantenne, dovrà imparare a camminare senza il suo benevolo appoggio.
Stanco e ammalato, sottoposto negli ultimi anni a svariati interventi chirurgici, a continui ricoveri per difficoltà cardiocircolatorie e respiratorie, ha passato il testimone al figlio Alberto.
Com’era Ranieri di Monaco Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Aveva coscienza di sé, l’avrebbe avuta indipendentemente dalla nascita principesca, possedeva una mente curiosa, aperta, era fondamentalmente diffidente ma il senso dell’opportunità era un buon suggeritore ed era in grado di recepirne i suggerimenti, inoltre possedeva un fiuto particolare nel cogliere le buone occasioni. Era un curioso miscuglio di bambino e vecchio anche durante l’infanzia, era un formalista capace di far tacere gli scrupoli, era destinato a maturare bene psicologicamente, ad agire in modo organizzato indirizzando le energie verso obiettivi mirati. Non faceva mai niente tanto per fare, ogni azione aveva uno scopo e doveva portare un risultato concreto. Si è detto della sua timidezza, in realtà era più che altro la diffidenza di cui sopra. Sentimentalmente? Il suo quadro parla di relativa fortuna in questo settore, al di là delle cronache e del matrimonio da fiaba. La sua Venere nel Toro indica il desiderio di una vita sentimentale borghese, tradizionale, ma l’opposizione con Giove nello Scorpione parla di difficoltà a trovare intima serenità e soddisfazione nei sentimenti, ottimismo iniziale e pessimismo seguente. No, non era un soggetto facile, era profondamente malinconico, senza dubbio i suoi grandi amori sono stati i suoi figli.
Gli aspetti tra il suo quadro e quello della moglie Grace presentano molti punti di contatto, senza dubbio c’è stata attrazione, senza dubbio c’è stato amore, ma erano due primedonne.