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Anno 9
Numero 45
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Personaggi
dello Spettacolo
del segno del
LEONE
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BRUNO LAUZI indimenticabile
Antonia Bonomi
Il 24 ottobre 2006 è morto
Bruno Lauzi, anche questa volta mio marito Gerardo ha pronunciato la sua celebre
frase: “Se n’è andato un altro pezzo della nostra gioventù”.
Bruno
Lauzi, che dire? Tutto è troppo e nello stesso tempo troppo poco, soprattutto
l’ha già detto lui. Sul suo fisico che non rispecchiava i canoni della
bellezza classica scherzava per primo e qualunque cosa dicessero gli altri
diventava una carovana di ritorno, le sue canzoni sono indimenticabili come sono
indimenticabili le canzoni di altri autori cantate da lui. Quando sentivo “Ma
se ghe penso” ero anch’io un’emigrante che grondava nostalgia per la
patria lontana. Ha accompagnato la gioventù di quanti hanno la sua età e non
solo, canzoni come Ritornerai, Il poeta, L’appuntamento e tutte le altre sono
capolavori e non passano mai di moda.
Nato all’Asmara, cresciuto a Genova, al liceo suo compagno di banco era Luigi
Tenco, trasferito a Varese ha fatto di tutto e di più. Poesie, canzoni dai
testi bellissimi e cantate con voce inconfondibile, malinconiche ma di quella
malinconia che non ti fa puntare la pistola alla tempia, canzoni per bambini con
le quali sono cresciute le mie figlie, canzoni di puro sfizio come “O
frigideiro” che non sapevo ripetere ma ascoltavo ridendo e lasciandomi
prendere dal ritmo.
Lauzi, Tenco, Paoli, Conte, Endrigo, De Andre’… personaggi indimenticabili,
canzoni indimenticabili. Malinconico forse, ma riusciva a far sorridere anche
nelle ultime apparizioni televisive, quando gli era impossibile nascondere i
tremori dovuti al morbo di Parkinson. Ci rideva sopra come in passato rideva
sulla sua statura, combatteva la sua battaglia con l’ironia.
Una moglie, un figlio, nessuno scandalo, se n’è andato ma ci ha lasciato un
patrimonio di ricordi. L'ultimo regalo è la sua biografia intitolata
ironicamente “Tanto domani mi sveglio” con una chiosa irresistibile: “Come
direbbe Caproni: scendo. Buon proseguimento”, e lo sarà sicuramente in
compagnia delle tue canzoni. Ciao, Bruno.
Com’era Bruno Lauzi Dietro Lo Specchio
Dell’Astrologia?
Leone con la Luna, Mercurio e Nettuno nella Vergine, gli ultimi due in trigono
perfetto con Giove ed Urano, naturalmente anche questi due pianeti sono in
trigono. Spettacolare il perfetto trigono tra Marte e Plutone, una tenera Venere
nel Cancro e un impietoso Saturno nell’Ariete riscattato dal trigono con
Marte. È un quadro all’insegna dell’intelligenza che può su tutto, della
razionalità assoluta, della capacità di astrazione, dello sguardo lucido,
indagatore sull’ambiente circostante, sulle persone, dentro se stesso, qualità
che il Leone non avrebbe saputo rendere senza l’aiuto dei pianeti nella
Vergine, dell’ironia che questo segno porta con sé, mescolata con la
creatività pura, che nasce dal profondo indicata dal trigono tra Marte e
Plutone. Era un romantico che non avrebbe mai potuto essere melenso,
aveva troppa dignità per piangersi addosso qualunque difficoltà fisica o
morale incontrasse, era signorilmente rompiscatole, disincantato e tenace, nato
fortunato per essere quello che intellettualmente e psicologicamente aveva
ricevuto in dono.
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