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Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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LEONE
LOUIS ARMSTRONG la leggenda jazz di New Orleans 

Antonia Bonomi 

Difficile ripercorrere le tappe della vita di una leggenda, difficilissimo se questa leggenda è nata agli inizi del secolo scorso in una cittadina caotica come New Orleans, è nero e il quartiere dove vede la luce è quello a luci rosse di Storyville, sede deputata dei bordelli della città, dove lavorano duemila prostitute e dove il protettore "generale" del quartiere fa pubblicare annualmente una guida sulle medesime. È qui che nasce Louis DanielLouis Armstrong Armstrong figlio, si dice, di una domestica e di un tizio che abbandonò entrambi quando Louis era piccolissimo. Vive nelle miseria più misera, senza un minimo di controllo e d'istruzione, bighellonando per questo quartiere il bambino Louis, che non si sa bene se sia nato nel 1900 o nel 1901, forse neppure il 4 luglio, data che resta immutata nei due anni indicati. La notte di San Silvestro del 1912, ma forse era il Capodanno del 1913, il ragazzino, che non era molto furbo, per festeggiare a modo suo spara qualche colpo in aria con una vecchia pistola trovata in casa (ma c'è chi dice che, forse, partecipava ad uno scontro tra bande). Comunque sia, davanti a lui si aprono i cancelli del riformatorio e ci resterà per un anno e mezzo. "Sei sicuro che sia una disgrazia?", ammonisce un vecchio detto quando accade qualcosa di apparentementeLouis Armstrong negativo,.e per Louis il riformatorio fu una fortuna. Una guardia gli regala una cornetta tutta ammaccata e gli insegna i primi rudimenti musicali. Dippermouth (bocca a mestolo), questo era il suo primo soprannome, all'uscita dal riformatorio inizia a suonare nelle sfilate dei giorni di festa, ai funerali e nella sua biografia lui stesso racconta l'emozione di vedere puttane e biscazzieri affacciati a veder passare i suonatori. Henry Matranga, un italo-americano  che gestisce un locale nel quartiere di Storyville, è il primo impresario di Louis, infatti lo scrittura per rallegrare le attese delle prostitute e dei clienti. Un'usanza delle orchestre locali era quella di esibirsi a bordo di camion che giravano per i quartieri di New Orleans: quando s'incontravano, i musicisti iniziavano gare musicali, il pubblico decideva le migliori esibizioni. Un  giorno, Louis viene intercettato dal camion di Kid Ory, uno dei più famosi: ha in mano la tromba e gli chiedono a chi la stia portando. "A nessuno, è mia", risponde lui, non gli credono, si mette a suonare ed eccolo imbarcato sul camion. La sua fama incomincia a crescere, nell'agosto del 1922 King Olivier, un altro famoso musicista residente a Chicago, gli invia un telegramma chiedendogli di unirsi alla sua Creole Jazz Band. Con lui Louis si perfeziona, conosce la pianista Lil Hardin Louis Armstrong e Marlene Dietriche nel 1924 si sposa per la seconda volta. A diciott'anni, nella città natale, per pochi mesi era stato sposato con una prostituta. La sua fama continua a crescere, iniziano le prime registrazioni, lavora come un pazzo, diventa Satchmo (bocca a sacco). Nel 1925 è chiamato a New York dal pianista Fletcher Henderson. Fonda propri complessi, gli Hot Five e gli Hot Seven,  tra il 1926 e il 1928 realizza incisioni che sono considerate fondamentali nella storia del jazz e su cui si costruisce il suo mito. Tra il 1930 e il 1935 compie alcune tournée in Europa, e sono successi clamorosi, è conteso dalle migliori orchestre americane, suona nei locali più famosi, accompagna le vedette internazionali, partecipa ad alcuni film interpretando per lo più se stesso: il solista famoso. Anche i colleghi musicisti hanno per lui parole di elogio, Frank Sinatra dichiara che solo con Armstrong il canto popolare è diventato arte. Nel frattempo si è sposato una terza volta con Alpha Smith, da cui divorzia nel 1940. Nel 1942 sposa la quarta, e definitiva donna, Lucille Wilson una ballerina del Cotton Club, con la quale concluderà i suoi giorni. Nel 1947 gli viene organizzato un concerto spettacolare alla Carnegie Hall, è un trionfo, forma il complesso degli All Stars e dà concerti dall'Australia all'Europa e al Giappone, dove ha accoglienze da re. Nel 1959 è ospite al Festival dei Due Mondi di Spoleto e spopola. Lavora sempre come un matto, malgrado abbia una voce che fa accapponare la pelle, roca e rasposa com'è, incide bellissime canzoni in coppia con Ella Fitzgerald, di nuovo concerti che fanno epoca, altri film (in tutta la sua carriera ne girerà una decina), ha il terrore della miseria e continua a farsi dare dal suo manager Joe Glaser uno stipendio fisso. Nel frattempo è accusato di essere un conformista, un negro alla zio Tom, e di non fare nulla per la causa dei negri. Ma quando vede alla televisione gli scontriLouis Armstrong in Hello Dolly per l'integrazione razziale e un bianco che sputa in faccia una studentessa negra, manda all'inferno il governo americano e rifiuta un tours in Russia organizzato dal Dipartimento di Stato. Ricco e famoso, continua ad esibirsi e nel 1968 approda come "concorrente" a Sanremo con "Mi va di cantare", che ricordo benissimo, come lo ricordo cantare una canzonetta inno per le donne robuste che diceva pressappoco: "Bella, bella, bella… grassa… grassa… grassa…". Nel 1969 la sua versione di Hello Dolly (cantata nel film  omonimo in Lucille Wilson e Louis Armstrongcoppia con Barbra Streisand), arriva prima in classifica e scalza i mitici Beatles.
Cominciano i ricoveri in ospedale, si esibisce raramente, ha una ripresa breve nel 1970, quando a Los Angeles partecipa ad una grande festa per il suo 70° compleanno (allora è nato nel 1900), un anno dopo, il 6 luglio 1971, nella sua casa di New York muore nel sonno. Sfogliando i giornali dell'epoca, trovo scritto che morì poco dopo aver festeggiato il suo settantesimo compleanno, da altre fonti ecco che la morte viene fatta risalire ai settantadue anni… e arriviamo al 2001 quando apprendo che New Orleans si mobilita per festeggiare il centenario della nascita di Satchmo!
Com'era Louis Daniel Armstrong Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Prima di tutto bisogna stabilire quando è nato e, ripercorrendo le tappe della sua vita, non si può direlouis Armstrong che non sia stato fortunato, molto fortunato. Bravo indubbiamente, ma anche fortunato e non è il caso del nato nel 1901, "sfigato" per nascita e per carattere. Il nato nel 1900, invece, oltre a possedere fortuna, aveva senso del ritmo, attaccamento alle radici e contemporaneamente era cittadino del mondo, possedeva intuito, senso della scena, e Armstrong era considerato un eccellente show man. Non mancava d'ambizione, era duttile, intelligentemente abile nello sfruttare le situazioni favorevoli, capace di giocare con l'ironia senza ricorrere alla forza. Aveva un fondo malinconico, ma era capace di gettarsi alle spalle quello che non gli andava, che poteva guastare la sua armonia. Era un intelligente egocentrico, un simpatico e sano egoista, nato artista ed anche istrione, molto fortunato e immortale. Nel 1987 è lui, è la sua voce a rincuorare i soldati americani nel film Good Morning, Vietnam con le note e le parole di What a Wonderful World. Epitaffio che migliore non si potrebbe glielo ha dedicato il poeta Evtuschenko, raccomandando all'arcangelo Gabriele di dare ad Armstrong una tromba, perché rallegri gli angeli e i peccatori all'inferno abbiano alleviate le loro pene.