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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 


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LEONE
SANDRO PATERNOSTRO un serio professionista senza limiti

 Antonia Bonomi

Lo conoscevo per averlo visto come giornalista televisivo fin dalla mia adolescenza, mi era capitato d'incontrarlo a qualche presentazione o vernice. Un serio professionista con il gusto per l'eccesso, facile in un Leone con Marte nel Sagittario. Ironico senza dubbio, ma troppo "gigione", mi hanno sempre un po' infastidita quelle sue cronache verbose, da Sandro Paternostro macchietta. Ecco, avevo sempre la fastidiosa sensazione dell'attore mancato che comunque, visto che può, fa la sua scena. Mi scusino gli estimatori, ma ho sempre pensato che proprio le gigionate togliessero incisività alla professionalità. Come "uomo spettacolo" era troppo giornalista, come giornalista era troppo uomo d'avanspettacolo. Ora, lo sento definire eccentrico e gran viveur, io aggiungo narciso e plateale. Raffinato? Non mi sembra, ho sempre trovato un fondo di cattivo gusto nel suo modo di essere. Cravatta a posto? Sì, ma che strazio i capelli impomatati e tinti nero-corvino-bruciato! Ognuno può fare come vuole, se ce la fa, perché la vita è sua, ma di raffinatezza proprio non parlerei. È stato definito "anticonformista da sempre" per il suo matrimonio con Carmen Di Pietro. Scusate, ma più che di anticonformismo parlerei di senilità e contemporaneamente di desiderio di non lasciare la scena. Era un conformista con la mania di distinguersi, innamorato di se stesso, povero Paternostro, della propria immagine, era il primo a ridere delle proprie battute e stando al suo quadro, era un egocentrico che non ammetteva critiche, era snob. Non mancava di bonarietà, senso della giustizia, ma c'era sempre il lato fatuo a renderlo meno piacevole, meno spontaneo. Ecco: non era spontaneo. Si dice che non si prendesse molto sul serio, perché non voleva diventare un monumento. Ma chi gli ha impedito di ritirarsi a vita privata, se non il timore personale di essere dimenticato? Non credo che qualcuno avrebbe organizzato sfilate e manifestazioni per averlo alla ribalta. Mi hanno molto intristita, comunque, le ultime apparizioni da "felice maritino". Le frecciatine che gli riservavo quando lo vedevo negli anni precedenti non mi scappavano più dalle labbra, pensavo solo che è triste non avere un'idea realistica, va bene anche un po' edulcorata, della propria realtà. Povero Sandro Paternostro, ero partita per un "coccodrillo" distaccato, e ho tirato fuori la frustrazione  che provo sempre quando m'imbatto in qualità che vengono appannate da piccoli difetti. In fondo, che male ha fatto? Se si è divertito, beato lui.