|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopi
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

 |
...per
parlare
con
Antonia Bonomi
899.060.888
|
Personaggi
dello
Spettacolo
del segno dei
PESCI
|
GAIA DE LAURENTIIS dal teatro al cinema alla
televisione e ritorno
Paola Aspri
Ha
imperversato sul piccolo schermo creando la nuova immagine della conduttrice del
Terzo Millennio: spavalda ed anticonformista, ludica e verbalmente elettrica,
Gaia De Laurentiis ha dato il via ad un effervescente corso televisivo con
“Target”, ora però smessi i panni della virtuale presentatrice di
rotocalchi si veste di nuovo con un personaggio di donna ingenua e romantica in
“Sole ventiquattr’ore”, da questa sera in scena fino al 3 dicembre al
Teatro Parioli, affiancata da Cinzia Mascoli, Paola Tiziana Cruciani (autrice e
regista), ed Emanuele Barresi.
Che ricordo ha di Giorgio Strehler?
Bellissimo, anche perché ho iniziato con lui la mia carriera
d’attrice, quando nel 1988 vinsi una borsa di studio per il Piccolo di Milano
e calcai il palcoscenico partecipando a due grandi commedie come “Faust” e
“Arlecchino servitore di due padroni”. Rammento una persona
professionalmente ineccepibile che era ricca d'emozioni e quando un artista ha
tante sensazioni interiori ha dei parametri allargati rispetto ad altri, una
forma evidente di genialità.
Che cosa ha appreso dal maestro?
L’amore per il teatro cercando di mantenere una ferrea disciplina.
Il mondo del cinema, difetti e
pregi?
Il cinema lo conosco molto
meno rispetto al teatro e alla televisione, è certamente la disciplina
artistica più esibizionista, piena com’è di divismi e cura dell’immagine
di chi ci lavora. Il grande schermo è la lente d'ingradimento sulle piccole
storie, il teatro amplifica le interiorità.
Cosa preferisce tra il cinema
e il teatro?
Il cinema per chi ha pudore
è una violenza, è un altro tipo di maschera rispetto al Teatro che al
contrario ti protegge di più dalle tue inibizioni.
E’ già entrata in
conflitto con la sua professione?
Non in modo grave da
chiedermi se continuarla a fare. Ogni volta però è sempre un trauma rivedersi
dopo una prova televisiva o teatrale, tra noi attori affermiamo che è come
aprire un banco di frutta dove attingere di tutto e di più, nel bene e nel
male!
Cosa ha rappresentato per lei
“Target”?
Una grossa occasione,
successo immediato, collocata in un programma di forte personalità che dopo non
si è ripetuto se non attraverso trasmissioni clone con ritmi diversi e poco
attente alla società.
L’ultimo ruolo è sempre
migliore dei precedenti?
In questo caso la mia
risposta è affermativa, poiché con Mimmi, ragazza devota al proprio fidanzato,
ho riscoperto un lato del mio carattere, anche se il personaggio si mostra sopra
le righe ed è meno femminilmente consapevole di quanto lo sia io nella vita.
“Sole ventiquattr’ore” è la storia di tre donne e del loro
rapporto con gli uomini, ma la figura femminile oggi cosa ha raggiunto
socialmente rispetto all’uomo?
Un ruolo più preponderante nella
quotidianità, troppo aggressivo però per essere attendibile, solamente quando
avrà smesso d'avere paura di quello che vuole, potrà essere paritaria al
maschio.
Quanto valore dà
all’indipendenza?
L’indipendenza non è
ostentare la forza, la vera “libertà” è una tranquillità interiore e non
quella apparente, futilmente raggiungibile al giorno d’oggi.
Qual è la magia del Teatro?
E’ l’attimo che non può
essere replicato e gli attori sono degli adulti che sanno manipolare il gioco
attoriale.
Si appartieni nell’immagine
che è riportata sullo schermo, oppure trova falsato ciò che vede?
Con il carattere di Barbara in “Sei forte maestro” ho trovato
delle affinità con il mio essere donna, anche se rivedendomi sul piccolo
schermo mi trovo algida e non “morbida” e passionale come nella realtà.
Se non avesse fatto l’attrice e la
conduttrice cosa avrebbe fatto?
La conduttrice non l’ho mai fatta, anche perché non ho la
cognizione di una diretta televisiva, in “Target” ero un personaggio e non
una presentatrice. Il mio sogno era quello di studiare medicina.
Le è indifferente interpretare
eroine positive o negative?
Un ruolo tormentato mi attira oltremodo.
Il momento più bello fino a adesso?
La nascita di un figlio,
anche se è un cambiamento radicale che ti spiazza!
Programmi futuri?
L’11 dicembre riprendo le
riprese della serie di “Sei forte maestro” che andrà in onda a marzo.
Cosa chiede a se stessa?
Tutto, ma il tutto comporta confusione se arriva all’improvviso, quindi non mi
faccio prendere dall’ansia del lavoro, la dea bendata bussa sempre alla tua
porta, provare per credere, parola di Gaia!
|