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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 


Personaggi

 

GIANNI AGNELLI quello che fa bene a me fa bene anche a te 

Antonia Bonomi 

Dovevano essere pronti da molto tempo i coccodrilli, se fin dalla prima mattina del 24 gennaio 2003 tutte le reti televisive hanno dedicato più della metà dei telegiornali alla morte e commemorazione di Gianni Agnelli, l’Avvocato per antonomasia, e Porta a Porta era pronto con uno specialone in prima serata. Il 25 gennaio, poi, la metà delle pagine dei giornali è dedicata allo stesso argomento. Niente da eccepire, Gianni Agnelli è stato una figura importante sulla scena italiana e per la storia del nostro paese, l’azienda che rappresentava ha messo l’Italia sulle quattro ruote facendo sentire tutti un po’ più ricchi. La mia prima automobile? Una Fiat e così tutte fino alla penultima, una Tipo, modello che non ho sentito magnificare fra quelli lanciati dalla casa, ma che personalmente ho trovato eccezionale: dal Canale della Manica alle piramidi ci ha portati a spasso per dieci anni e ancora sarebbe sulla strada se un fetente non ci avesse tamponati a folle velocità. Le mie figlie? In Panda da quando hanno preso la patente, oltre dieci anni fa, e ancora la loro 4x4 percorre strade e sentieri d’Italia. Forse, non la vogliono fabbricare più perché dura troppo! Purtroppo, l’ultima acquistata è straniera perché i modelli in circolazione non mi piacevano e a parità di costi la Fiat mi dava meno. Me ne sono dispiaciuta per loro, oltre che per me che sono nazionalista.
La vita di Giovanni Gianni Agnelli? È nato con il cucchiaino d’oro in bocca e ne ha approfittato più che ha potuto: donne, automobili e champagne. Rimasto orfano di padre a quattordici anni e con una madre americana piuttosto chiacchierata, passa sotto l’ala protettrice del nonno. Certo, ha avuto anche la guerra di mezzo e qualcosetta ha fatto: vestendo alla marinara forse si sarà evitato la divisa da balilla, ma nel novembre del 1941 è in Russia, si laurea in giurisprudenza nel 1943, poi è in Nordafrica e dopo l’8 settembre risale la penisola con gli alleati della Quinta armata. Finita la guerra  gode di un appannaggio annuale di seicento milioni e vive in Costa Azzurra, ha un aereo personale, nel 1953 sposa Marella Caracciolo di Castagneto e nascono due figli, Edoardo con il quale i rapporti saranno sempre tesi e Margherita, che con due matrimoni gli ha regalato la bellezza di otto nipoti. Nel 1966 prende il comando dell’azienda di famiglia, mantenendolo in pratica fino alla fine. I giornali si sono sempre occupati di lui, delle sue vicende anche tristissime, come il suicidio del figlio Edoardo, la morte del nipote Giovanni designato a succedergli, o della sua presenza negli stadi quando giocava la Juve, squadra di famiglia. Ed era un personaggio internazionale, ricevuto da tutti i presidenti degli stati che contano, in contatto con tutti i personaggi che hanno contato e contano nel mondo della finanza e delle comunicazioni e, diciamocelo chiaramente, era un “ambasciatore” di cui non dovevamo vergognarci: non solo era un ricco industriale, ma era una persona colta, raffinata anche con qualche capriccetto di troppo dettato dalla vanità, ma ancora poco per quanto era adulato. In ogni caso, non era necessario parlasse, il suo modo di essere “obbligava” al rispetto, all’educazione che non è necessariamente servilismo, come il suo modo di presentarsi misurato non suscitava l’impressione del tenere a distanza. Insomma, era uomo di mondo e ci sapeva fare. Come ha saputo fare ottimamente gli interessi della sua numerosa famiglia, quattro sorelle e un fratello, e per anni anche quelli degli operai, stringendo con i sindacati patti che hanno fatto scucire miliardi in cassa integrazione al resto degli italiani e di cui hanno beneficiato anche le altre industrie. Per farla breve: è stato il papà di molti e il patrigno di chi non aveva a che fare con i suoi interessi aziendali e finanziari.
Lasciamo stare i coccodrilli che, a sentire i telegiornali e leggere i giornali siamo vicini alla richiesta di beatificazione da parte di amici ed ex avversari, la battuta più risibile è quella di Berlusconi il quale, con la faccia di bronzo che gli è propria, assicura di “aver perso un amico e un consigliere, condivideva i miei progetti”, dimenticando che nel 1994 non lo aveva appoggiato perché a suo avviso non aveva mai visto una fabbrica e trattato con un sindacato, se lo appoggiò nel 2001, dichiarando dopo la sua elezione che l’Italia non era la Repubblica delle banane, dopo un anno di governo Berlusconi ebbe a dire che purtroppo non c’erano le banane, ma solo fichi d’India. E questo è stato l’ultimo giudizio sul Cavaliere. 
Com’era Gianni Agnelli Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Di certo non uno stinco di santo. Possedeva intuito e razionalità, sapeva fiutare le persone, aveva il pelo sullo stomaco che si potrebbe chiamare anche “qualità che fanno il cavaliere d’industria”, era arrogante, non amava essere o sentirsi in sott’ordine, era spregiudicato, aveva la mania della forma ed il santo formalismo era quello che manifestava nella vita di società, era suscettibile e vendicativo, acuto osservatore, ironico e malizioso capace di diventare gran carogna. Amava la solitudine, ma non era un carattere freddo, arido, qualcuno avrà anche goduto della sua Luna congiunta a Marte nell’Ariete, i due pianeti che gli hanno fatto apprezzare tutte le facilitazioni avute nella vita, in particolare in gioventù, quelli che gli hanno fatto appioppare l’appellativo di play boy. Per sua definizione era un marito devoto ma non fedele, viva la sincerità, non sapeva stare fermo e si annoiava subito? La congiunzione tra Mercurio e Urano e i pianeti nell’Ariete indicano attività caotica, che non significa inconcludente. S è rotto tanto spesso le gambe? Apparteneva ai Pesci, piedi e gambe, aveva il Sole opposto a Saturno, scheletro e ossa, non è andato oltre la regola astrologica. Per concludere: la sua malattia è venuta alla ribalta un anno fa, ma la si può far risalire all’aprile del 2001, quando Saturno è passato nei Gemelli e fino al giorno della morte era in perfetta quadratura alternativa con i pianeti nei Pesci e nella Vergine, opposti alla nascita. La sua morte è avvenuta proprio con Saturno quadrato al Sole e a se stesso natale. E Saturno è la falce che miete.