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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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PESCI
LUCIANO LIGABUE un mediano longevo 

Antonia Bonomi 

Luciano Ligabue, il Liga, lineamenti marcati, volto segnato, sguardo intenso, sorriso che ti strappa un sorriso. Tempo fa leggevo una sua intervista e il giornalista, parlando delle sue canzoni, diceva che Una vita da mediano è entrata nella doccia di metà degli italiani tra i 20 e i 40 anni. Sbagliava, perché è entrata anche nella mia vita, non nella doccia ma mentre svolgo il mio lavoro, e di anni ne ho qualcuno in più. Sono una musicomane, anzi drogata dalla musica che mi aiuta a sopportare la fatica delle lunghe ore al computer, generalmente ascolto musica classica, operistica, arrangiamenti, ma anche le belle canzoni e i bravi cantanti non mi dispiacciono e tra questi c'è Ligabue, per lo meno La vita da mediano! L'ho sempre guardato con simpatia, anche prima di sbirciare il suo quadro natale, per istinto anche se sapevo da che parte parava il mio istinto: la sua faccia è antica, parla di un vissuto difficile e non per una sola generazione e, poi, assomiglia a quei pellerossa per i quali mi sono sempre battuta fin dall'età della ragione.  
Per raccontare di Ligabue non servono molte parole: nasce a Correggio ed è legato alle sue radici, visto che continua ad abitare lì. Il successo è arrivato a trent'anni, dopo che ha fatto cento mestieri, compreso il lavapiatti. Ora che è consacrato cantautore rock viaggia per l'Italia con le sue canzoni, i testi sono autobiografici e piuttosto tosti, pubblica album, gira come regista  Radiofreccia, un film che ha un buon successo, giura che sarà il primo e l'ultimo, scrive un libro e ci tira fuori Da zero a dieci, un nuovo film che, a detta dei critici, lo consacra regista naif, ma sincero. Addirittura, qualcuno ha definito questa nuova pellicola "un piccolo kolossal". Ha una moglie e un figlio, arrivato dopo che ne avevano perso un altro e, a suo dire, era tanto felice che è caduto nella trappola di dedicare una canzone al suo Lorenzo.
Com'è Luciano Ligabue Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Un sognatore intuitivo, un idealista, un lucido con i piedi ben piantati a terra. E non manca neppure una bella, abbondantissima dose di fortuna avuta in dotazione, ma anche una volontà e una forza di lavoro notevoli. È ambizioso, non ci piove, un po' lunatico, un po' ombroso, fondamentalmente  timido, ma solido, con le sue convinzioni che sono frutto di saggezza anche innata. Non ne sto facendo un santino, sia ben chiaro, ha i suoi difetti normali, anche banali, ma è una persona con le palle e il buon senso, ingenuo e saggio, quello che fa lo vuole fare bene perché detesta le critiche e non ama perdere tempo. Il primo critico di se stesso è lui, sa benissimo quello che fa, manca il sentimentalismo del segno, detesta le smancerie ma può essere molto tenero. Ha una fiducia incrollabile nelle proprie idee, se cambia qualcosa è perché solo gli imbecilli non cambiano se si accorgono di avere sbagliato. Duro e umanamente puro, disincantato ma con qualche sogno, un pochino superstizioso. Divertente è la posizione di Giove nel Capricorno: è un Giove che esercita un ruolo da "mediano". Come volevasi dimostrare: se il Liga non è anche astrologo, è molto intuitivo. Ma è un mediano di lusso, poiché Giove è in trigono a Plutone ed ecco la gioia di creare qualcosa di concreto, è una primadonna ma è autoironico, sdrammatizza tutto, anche se stesso, è questo il polo che fa uscire il timido all'esterno e Ligabue esce solo quando è sicuro di poter comunicare qualcosa. Se non fosse una persona seria, sarebbe un eccellente politico!