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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Personaggi

 

MERCEDES de ACOSTA o il genio della seduzione 

Antonia Bonomi 

Mercedes de Acosta è tornata alla ribalta con That Furious Lesbian, una biografia di questo personaggio firmata da Robert A. Schanke. Prima se ne parlava poco e accostandola sempre all’amore della sua vita. Greta Garbo. Chi era Mercedes de Acosta?
Ultima nata di otto fratelli in una ricca famiglia cubana di origini spagnole, per parte di madre discendeva dal duca di Alba, trasferitasi negli Stati Uniti. Vede la luce a New York, i suoi sono ricchissimi, i vicini di casa hanno nomi altisonanti ma, dice la biografia, lei sogna il teatro e invece di andare al parco a giocare, si reca alle matinéè teatrali, legge Kant e Spinoza, è intruppata nelle suffragette che negli anni Venti sfilano lungo la Quinta Avenue.
In chiffon grigio si sposa nel 1920 con un pittore di ricca famiglia e con dieci anni più di lei, Abram Pole, per fare piacere alla madre ma non perché il matrimonio le interessi, soprattutto non le interessano gli uomini: è lesbica e non fa niente per nasconderlo. È senza dubbio un’eccentrica, si veste unicamente di nero, porta   pantaloni di taglio Mercedes De Acosta maschile, mantella e cappello a tricorno, scarpe appuntite con la fibbia di metallo, il volto reso pallidissimo dalla cipria e le labbra rosse, abbigliamento che le ha valso l’appellativo di Contessa Dracula. Ma lei se ne infischia. Con le sue conquiste femminili frequenta i club esclusivi e i cabaret a luci rosse. E i nomi delle sue prede sono quelli dei cartelloni di Broadway: la danzatrice Isadora Duncan, la ballerina russa Tamara Karsavina, attrici di teatro famose tra le quali, si dice, Eleonora Duse. Nel frattempo pubblica libri di poesie e romanzi, quattro suoi testi teatrali sono in cartellone a New York, Londra e Parigi. I suoi temi preferiti? Amori omosessuali, incesto e adulterio, la critica la saluta come una promessa della drammaturgia americana.
Ma le cose si mettono male per la famiglia de Acosta: il padre perde il patrimonio e si suicida gettandosi da un dirupo, poi è la volta del fratello Hennie a suicidarsi, in seguito muoiono madre e una sorella, nel 1931 la promessa della drammaturgia emigra a Hollywood determinata a sfondare come sceneggiatrice. Il risultato è che le ambizioni professionali non si avverano, mentre Mercedes prende una sbandata via l’altra. Conosciuta Greta Garbo scoppia il grande amore, le due vanno in vacanza insieme e Mercedes scatta le uniche fotografie in topless della Garbo. È una relazione a fasi alterne, commenta il biografo, in genere è Mercedes a inseguire l’oggetto dei suoi desideri, ma quando è lei a prendere una nuova sbandata è la Garbo a rifarsi viva. Un altro suo amore fu Marlene Dietrich, che riempie Mercedes di orchidee, ma il carnet è ricco di nomi compresa la figlia del viceconsole americano a Livorno, con la quale Merceds vive per qualche anno a Parigi. Sempre senza dimenticare Garbo, senza nome o pronome come viene chiamata la divina, alla quale scriveva poemi d’amore e in cambio riceveva le richieste più prosaiche: che le comperasse scarpe, che le ordinasse vestiti, che le trovasse una domestica… e sono proprio queste lettere senza riferimenti sentimentali che fanno dire a qualcuno che fosse Mercedes la lesbica ossessionata, ma che tra le due non ci fu rapporto. Comunque sia, il rapporto va avanti per trent’anni tra alti e bassi, per incrinarsi  quando la de Acosta pubblica un’autobiografia corredata dalle foto a seno nudo della Garbo e rompersi definitivamente quando, ormai in miseria nera e con la necessità di subire un’operazione, vende le “lettere d’amore” ricevute dalla Garbo.
Il terrore della de Acosta era la depressione e il suicidio covava nella sua mente, dice il biografo, tanto che dormiva con una piccola Colt sul comodino, per cercare pace eccola partire per l’India, mettersi sotto la guida di un guru, ma non c’è niente da fare. Muore nel 1968, con lei ci sono un gatto e una sorella. Qualcuno dice che al momento del funerale, dall’altra parte del marciapiede ci fosse un’irriconoscibile Greta Garbo.
Com’era Mercedes de Acosta Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Il suo è un quadro “virile”, gli elementi di femminilità sono deficitari, la femminilità è negata dallo stesso soggetto. Certo, una mano gliel’ha data anche la famiglia se è vero che la madre la vestiva da maschio e la chiamava Rafael. Si dice anche che quando un amichetto le chiese se avesse il pisello, mostrandole il proprio, Mercedes ebbe uno choc ritenendolo deforme e che alla conferma della madre che, in effetti, lei era una bambina, ebbe un febbrone. Ma se era l’ultima di otto tra fratelli e sorelle, possibile non avesse mai visto le differenze anatomiche?, in ogni caso, anche le stramberie materne e le due suore lesbiche che trovò in collegio e la usavano come messaggero hanno trovato terreno fertile: era un maschio psicologico nato in un corpo femminile. 
Il resto del quadro indica un soggetto ambizioso, che desidera emergere, distinguersi, prepotente e tendente a prevaricare gli altri, caparbia, bastian contrario, eccentrica e anticonformista per tendenza e per istrionismo, per stupire a tutti i costi. È difficile stabilire il grado d’intelligenza di Mercedes de Acosta. Quel suo Mercurio isolato nei Pesci la indica intuitiva, ma anche sprovveduta, incapace di coordinare idee e azioni in modo logico, un’istintiva superficiale, snob e relativamente onesta. Gli aspetti del Sole parlano d’impulsività, audacia che, visti i contemporanei aspetti negativi, diventano incoscienza, nevrosi, incidendo sull’equilibrio psichico e impedendo lo sviluppo sereno dell'Io, favorendo forme di paranoia. Non le mancava la fortuna ma… presuntuosa e caparbia, ha vissuto seguendo l’istinto e il proprio libero arbitrio egocentrico. Una promessa della drammaturgia mancata? La fantasia non le mancava, ma quello che voleva era stupire e per farlo scrivendo, ci sarebbe voluto troppo tempo, mentre lei voleva tutto e subito, non aveva pazienza. Considerando le caratteristiche della personalità indicate all’inizio e confrontandole con la vita condotta dal soggetto, si può dire che ha realizzato appieno le caratteristiche più evidenti, quelle che la indicano, purtroppo per lei, una che entra di diritto nei deragliati cronici.