EDUCARE ATTRAVERSO L'ARTE
Uniniziativa dei genitori di Roma Sud
Marco Branchi
L'associazione pedagogica steineriana Juana, sta lavorando ad
un'iniziativa per promuovere l'apertura di una scuola materna sul modello delle
scuole Waldorf all' Infernetto, a ridosso del quartiere romano dell'EUR. Le scuole Waldorf
sono già numerose in tutto il mondo, e ben diffuse in Europa. Questa iniziativa ci offre
lo spunto per parlare con la Presidente dell'Associazione Juana, Manuela De Angelis, e
conoscere meglio l'originalità del pensiero pedagogico di Rudolf Steiner. Manuela ritiene
che la conoscenza da parte dei genitori di questa proposta pedagogica, offra maggiori
elementi di valutazione per la scuola dei propri figli nella consapevolezza che essa
rappresenti un pensiero veramente nuovo e una ricerca sincera e profonda .
La pedagogia steineriana è intesa come arte sociale, e pertanto
coinvolge la creatività dell'educatore, chiamato ad un cammino di autoeducazione che gli
consente di sviluppare la capacità di accompagnare in modo artistico il processo
evolutivo e di crescita dei bambini a lui affidati. L'educatore non può delegare a metodi
o tecniche educative la sua specifica responsabilità verso ogni essere umano con il quale
entra in relazione.
Ogni bambino è portatore di novità, in lui è il germe di una
potenzialità specifica che va protetta e stimolata nel rispetto delle leggi di sviluppo
organico, psichico e spirituale, perché da adulto possa apportare il suo contributo unico
e originalissimo alla comunità in cui è inserito. Non si tratta quindi di adattare il
bambino alla società attuale ma di promuovere un ambiente che a lui guarda e partendo da
lui risponde.
Nel processo evolutivo di ogni essere umano sono riscontrabili
tre scansioni fondamentali riconducibili ai primi tre settenni della vita, al bivio dei
quali, si assiste a dei veri e propri "salti", a delle vere e proprie
metamorfosi di forze.
Nel primo settennio, che è il periodo che ci riguarda, il
bambino vive in modo indistinto e globale le sue facoltà di volere, sentire e pensare.
Compito dell'educazione. è facilitare l'emancipazione di dette forze rispettando e
assecondando le fasi di accrescimento organico e di sviluppo psichico. La vivace e
ricchissima intelligenza del bambino piccolo va protetta nella sua facoltà di creare
continuamente, a partire da semplice materiale naturale, giochi e storie in cui tutto è
vivente, più ampio e mobile di quanto gli adulti immaginino. Orientare precocemente
l'intelligenza del bambino verso una comprensione intellettuale e astratta significa
indebolire le forze di accrescimento che in questo periodo, come non più, sono
concentrate allo sviluppo della funzionalità organica. Tanto più il bambino sarà stato
libero di esprimersi creativamente nel gioco, tanto più da adulto saprà indirizzare la
sua volontà e il suo spirito d'iniziativa. Se osserviamo bene il bambino piccolo
scopriamo facilmente che il suo canale di apprendimento passa per l'imitazione, da qui
l'enorme responsabilità dell'educatore che sa cosa portare incontro al bambino, il quale
non ha filtri che lo proteggano. Attraverso un'attenzione privilegiata al ritmo della
giornata e ai gesti sensati legati al lavoro umano che l'educatore compie accanto e con il
bambino, attraverso il racconto di fiabe che appartengono alla tradizione dei popoli, si
asseconda la natura volitiva che si esprime nel movimento, e la peculiarità del pensiero
immaginativo, che caratterizzano l'essere umano in questo primo settennio.
Nel secondo settennio il rapporto che il bambino instaura con la
realtà è essenzialmente affidato al sentimento. Si appassiona a tutto ciò che vede,
scopre, incontra. Lì dove si fa appello al suo sentire l'apprendimento è naturale e
facile. Il suo sguardo è più simile allo sguardo dell'artista sensibile a tutto ciò che
di bello si manifesta intorno a lui. Il suo pensiero non è ancora un pensiero analitico e
critico perché l'osservazione del mondo è globale e unitaria. A questa età il bambino
chiede di affidarsi ad adulti con i quali instaurare una relazione affettiva salda su cui
poter sempre contare e per i quali è disposto a migliorarsi. Grande importanza avrà un
metodo volto a caratterizzare più che definire le discipline che permetteranno di
assecondare il senso di meraviglia e scoperta verso tutto ciò che viene studiato e
continuamente ricondotto all'uomo.
Nel periodo della pubertà infine il ragazzo va a sviluppare le
sue forze di giudizio mentre è alle prese con le forze del sentire che irrompono nella
sua interiorità e necessitano pian piano di essere da lui riconosciute: è tempo di
ideali e perciò anche di critiche spietate al mondo degli adulti che dovranno passare al
vaglio della sua stima in base alle competenze e alle specializzazioni dimostrate. E'
allora fondamentale un'educazione che si fondi sulla fiducia che ogni essere umano,
secondo le sue capacità, può trovare la sua giusta collocazione sentendo e comprendendo
la sua utilità per gli altri, un'educazione che sappia accompagnare le domande
esistenziali degli adolescenti e fornisca loro la più ampia gamma di esperienze
lavorative e sociali (stages presso industrie e fabbriche, volontariato presso centri per
disabili o ospedali).
La qualità dell'attività svolta nelle scuole Waldorf è
caratterizzata da un attento lavoro di équipe fra insegnanti e medico scolastico, che
settimanalmente si incontrano per migliorare la loro capacità di osservare i bambini in
costante trasformazione, per confrontarsi sulle necessità dei medesimi e sulle modalità
educative di intervento nonché per studiare insieme in un continuo e significativo
aggiornamento.
La collaborazione con la famiglia è sostanzialeLa collaborazione con la famiglia è sostanziale. I genitori
possono trovare appoggio, nel loro compito educativo, nei colloqui con le insegnanti e il
medico e partecipare ad incontri sulle tematiche da loro sentite come più urgenti e che
l'associazione s'impegna ad organizzare. Inoltre vengono con loro svolte attività manuali
per la realizzazione di giocattoli di legno o di lana o stoffa, momenti artistici come
cori, seminari di pittura ed euritmia, e organizzate feste legate alle stagioni che
rappresentano vere e proprie occasioni di scambio e confronto fra famiglie.
Hanno collaborato Manuela De Angelis e Francesco Mariotti.