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Numero 20
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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LOUISA MAY ALCOTT spirito anticonformista e sana
prudenza borghese
Antonia Bonomi
Non so se le adolescenti di
oggi leggano ancora Piccole donne di Louisa May Alcott, di certo io ci sono
cresciuta e anche le mie figlie. Quando con le mie sorellastre si giocava a
piccole donne, ricordo che ci si litigava il ruolo di Jo, il più ambito, ma era
una battaglia persa in partenza. Eravamo tre, si eliminava Meg o la si recitava
a turno se proprio era necessario, e Jo restava appannaggio della maggiore delle
mie sorellastre e a me, che avevo
il nasino all’insù, toccava Amy che trovavo un personaggio deficiente come
spessore e scomodo perché, pur avendo il naso sottile, ero costretta a mettere
la famosa molletta. Malgrado ciò, ritengo che la trilogia della famiglia March
abbia lasciato la sua piccola impronta nella formazione del mio carattere anche
se, per usare una mia frase celebre, il terreno era fertile.
Nel 2008 una biografia della Alcott, Eden’s Outcasts: The Story of Louisa May
Alcott and Her Father scritta da John Matteson e che ha vinto il
premio Pulitzer, ha aperto orizzonti sconosciuti ai più sul personaggio
di Louisa May-Jo: non solo romanzi pieni di buoni sentimenti, in parallelo è
autrice di novelle che evocano scenari completamente diversi, dal forte
contenuto erotico. Questo risvolto lo si può apprezzare ora nel libro Racconti
d’amore e di guerra, curato da Sara Antonelli per Donzelli. In questo volume
si trovano i Bozzetti di vita ospedaliera, ispirati dall’esperienza fatta come
infermiera volontaria durante la guerra di Secessione, Il mio contrabbando
d’amore e M.L., in cui l’autrice racconta storie d’amore tra donne bianche
e uomini di colore, schiavi liberati e mulatti. Scritti in prima persona,
l’editore le consigliò di girarli in terza per non ammaccare la sua immagine
di scrittrice per fanciulle in fiore.
Un’idea che la Alcott non fosse solo buoni sentimenti e abnegazione la si era
avuta già negli scorsi anni con il ritrovamento di un libro perduto, Un lungo
fatale inseguimento d’amore, thriller che a suo tempo l’editore rifiutò
giudicandolo troppo forte.
Questo lato cosiddetto “oscuro”, la Alcott lo aveva già esternato nei
racconti firmati con lo pseudonimo A. M. Barnard, che lei stessa, nella veste di
Jo, in Piccole donne definisce “racconti di sangue e tuoni, pericolosi per le
giovani menti”, e che ispirarono Simone de Beauvoir. In questi scritti, i
personaggi non si fermano davanti a niente, vendette, incesti e adulteri, per
assecondare le proprie passioni, facendo nascere in chi li leggeva l’idea che
sentimenti e comportamenti non fossero estranei a chi li raccontava.
La storia della Alcott è, tutto sommato, quella descritta in Piccole donne:
nasce in una famiglia povera e idealista, il padre è il filosofo
trascendentalista ed educatore Amos Bronson
e la madre Abigail May Alcott. Louisa riceve un'educazione privata come si usava
a quei tempi, tra i suoi insegnanti ci sono il naturalista Henry David Thoreau,
Ralph Waldo Emerson, Nathaniel Hawthorne, autore de La lettera scarlatta, e
Margaret Fuller, tutti amici di famiglia, ma è soprattutto il padre a prendersi
cura direttamente dell’istruzione delle figlie. Tra il 1843 e il 1844, la
famiglia si trasferisce presso una comunità denominata Utopian Fruitlands.
Quando l’esperimento fallisce seguono una teoria di case ammobiliate finché,
grazie ad una eredità ricevuta dalla madre e con l’aiuto di Emerson,
acquistano un cottage lungo il fiume Concord, nell’omonima città del
Massachussets, dove la scrittrice passa praticamente tutta la sua vita. Per
aiutare la famiglia, il padre manca totalmente di spirito pratico, Louisa
esercita le più svariate attività: insegnante, sarta, donna delle pulizie,
governante e scrive, scrive iniziando dai diari. Ha diciotto anni, ma in alcune
fonti si trova ventidue, quando pubblica la prima novella, Le favole dei fiori
scritte per Ellen figlia Emerson, nelle quali si sente l’influenza delle
sorelle Bronte che con Goethe rappresentano i suoi modelli letterari.
Infermiera volontaria durante la guerra di Secessione, Louisa si ammala di tifo.
È curata male, con farmaci a base
di mercurio che non solo non la guariscono ma avvelenano il suo organismo
portandola alla morte a soli 56 anni.
Louisa May Alcott non si è mai sposata, ha adottato la nipotina Louisa May
detta Lulu, figlia della sorella May morta prematuramente. In una intervista
rilasciata a Louise Chandler Moulton, la Alcott spiega il fatto di essere
rimasta nubile con questa frase sibillina: "... perché mi sono innamorata
di tante belle ragazze e mai di un uomo".
Con il suo lavoro, ben 300 opere tra romanzi e racconti, ha sostenuto la
famiglia, soprattutto il padre.
Sostenitrice dell’abolizione della schiavitù e del movimento femminista,
collabora al The Woman's Journal ed è la prima donna a votare nella città di
Concord.
È del 1933 la prima trasposizione cinematografica di Piccole Donne, diretta da
George Cukor e interpretata da Katherine Hepburn; un'altra versione è del 1949,
diretta da Mervyn Leroy con June Allison nella parte di Jo, nel 1994 la regista
Gilliam Armstrong ripropone il tema con Wynona Ryder e Susan Sarandon.
Com’era Louisa May Alcott Dietro lo Specchio Dell’Astrologia?
Se avete letto Piccole donne e ricordate Jo, l’energica, stacanovista, ironica
e autoironica, realistica sorella March posso assicurarvi che l’autrice non si
è creata su misura un santino.
La Sagittario Louisa May era così: testa piena di idee, piedi ben piantati a
terra, senso della responsabilità e del dovere, lavoratrice indefessa, tenace,
acuta osservatrice della realtà circostante. Pessimista e diffidente
“costruttiva” nel senso che la volontà e la razionalità, la curiosità le
inibivano di chiudersi nel bozzolo dell’introversione che le avrebbe impedito
di osservare il mondo. La Luna e Urano nell’Aquario indicano l’apertura
mentale, le sue lotte contro la schiavitù e per l’emancipazione della donna.
Il perfetto trigono tra il Sole e Plutone incentiva il dinamismo, una vitalità
concreta, efficiente, inserisce spirito di avventura, ma tutto con equilibrio
perciò entusiasmo e discernimento, audacia e cautela. Fantasia dinamica,
originale, estrosa, anche bizzarra fanno parte del suo bagaglio, la quadratura
di Venere con Plutone inserisce tendenze erotiche spinte ma, attenzione, le
regole sono regole, la tradizione è tradizione, c’è un fondo di timidezza e
di riserbo nella sua personalità, è una borghese aperta, moderna, ma borghese
resta e quel suo Giove nei Pesci, gli stessi valori Aquario con il loro senso
dell’opportunità le impediscono di abbandonarsi agli eccessi. Ha la
possibilità di viverli scrivendo, perché correre il rischio di suscitare
scandali? E perché sposarsi? Per tutta la vita Louisa May si è occupata del
padre che viveva tra le nuvole, mantenendolo anche finanziariamente, dei nipoti
che circolavano in casa, ecco che in Piccole
donne Jo sposa il professor Fritz Bhaer, più anziano di lei e goffo,
sprovveduto, e ne ha due figli: sono il padre e i nipoti.
In fondo, la sua Venere nel Capricorno e gli altri aspetti del tema non indicano
un forte istinto materno, il Sagittario preferisce gli adolescenti da educare ai
neonati, con il suo sano buon senso Louisa May non si è creata in prima persona
complicazioni ulteriori a quelle ricevute in dono dal cielo.
Per concludere: mi è sempre piaciuta Jo e l’ho presa a modello anche se mi
toccava la frivola Amy nelle recite casalinghe, mi piace Louisa May Alcott,
bell’amalgama di spirito anticonformista e sana prudenza borghese senza
ipocrisia ma… spirito di conservazione. |