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Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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CAMILLE CLAUDEL una geniale amazzone
Antonia Bonomi
Quello di Camille Claudel era
un nome sconosciuto ai più fino a qualche decennio fa. Scultrice francese,
lavorò con Rodin, ecco quello che riportano le scarne righe della maggior parte
delle enciclopedie. Finalmente, nel 2003, una mostra intitolata “Camille
Claudel scultore” le ha reso omaggio e alla luce è anche venuta la triste
storia di questa giovane avanti sui tempi e internata per trent’anni in
manicomio dalla religiosissima famiglia.
Ripercorriamone la storia. Camille è la secondogenita della famiglia Claudel.
Il primo figlio, Charles-Henri, muore quindici giorni dopo la nascita,
seguiranno a distanza di un anno Camille, due anni dopo Louise e a distanza di
due anni da questa Paul, scrittore e diplomatico vera gloria dei Claudel fino a
qualche tempo fa. Tra Camille e Paul si stabilisce un legame privilegiato, lei
ha un carattere forte e una spiccata passione per la scultura. Tra i dodici e i
tredici anni inizia a modellare figure, tra cui un notevole Davide e Golia.
Quindicenne conosce lo scultore Alfred Bouchet, a diciassette anni ha un suo
atelier in Rue Notre-Dame-des-Champs. Vuole seguire la via della scultura, la
madre che la
detesta e non l’ha mai accettata la contrasta, il padre l’ammira e finisce
con l’assecondarla. È una donna e non può essere iscritta all’Accademia,
perciò eccola all’Académie Colarossi, dove diventa allieva di Auguste Rodin.
Ha diciannove anni ed è una bellissima ragazza, come dirà il fratello Paul,
descrivendo due occhi blu che si possono trovare solo nei romanzi, una fronte
superba, un’energia, un’immaginazione e una forza di volontà eccezionali.
Allieva e musa ispiratrice di Rodin, sua amante. Rodin, che ha ventiquattro anni
più di lei, convive con Rose Beuret da cui ha avuto un figlio, è preso da lei
ma non cambierà la sua situazione famigliare continuando a convivere con Rose,
una donna semianalfabeta che ha il dono di non fare storie per le numerose
avventure e libertà che Rodin si prende, tanto da essere ribattezzato
“vecchio fauno” dai suoi amici. I due scultori lavorano febbrilmente, nelle
sue opere Rodin riproduce le fattezze di Camille e lascia che sia lei a
modellare le mani e i piedi dei suoi personaggi. Nel frattempo Camille realizza
opere splendide, pervase da dolcezza, forza e sensualità. È dallo splendido
gruppo di Sakountala che Camille inizia ad essere emarginata. Non solo esercita
un’arte maschile e ritrae corpi nudi, ma si permette anche di esprimere la
sensualità femminile, le sue donne muscolose predominano sull’uomo anche
quando l’atteggiamento è di dolcezza.
Nel 1886 Rodin firma con lei uno strano contratto che lo impegna e tenerla come
unica allieva, proteggendola e sostenendola, sposandola. I due viaggiano,
frequentano i salotti, insomma fanno tutto insieme, e Camille spera sempre di
farsi sposare. Conoscono Claude Debussy che s’innamora di lei, ma lei non lo
ricambia, è incinta ma Rodin non lascia la paziente e rozza Rose, Camille
abortisce e imbocca la via della paranoia. Nel 1898 si chiude la storia con
Rodin, le malelingue insinuano che alcune opere firmate da lei siano in realtà
del maestro. A suggello della sua
disperazione Camille realizza L’Age Mur: un uomo che ha le fattezze di Rodin
accetta che la Vecchiaia, Rose l’amante storica, lo strappi all’amata che in
ginocchio lo implora. Ed è proprio Rodin che blocca la commissione di
quest’opera. Camille vive di ciò che le passa la famiglia, Rodin è
all’apice del successo, lei si sente defraudata e inizia a dare segni di
squilibrio, accusa Rodin di rubarle idee e bozzetti, nel 1907 si isola nel suo atelier con i suoi gatti, non riceve visite,
lavora e distrugge le opere. La religiosissima famiglia Claudel indice una
riunione: per il bene di Paul e del cognato magistrato una “pazza” in
circolazione non è consigliabile, il 10 marzo 1913 la strappano al suo atelier
e malgrado la strenua resistenza Camille è internata nell’ospedale
psichiatrico di Ville-Evrand dove morirà nel 1943, dopo trent’anni
d’isolamento.
Qualcuno, come il giornalista Paul Vibert del Grand Matinal, denuncia
l’internamento abusivo di Camille, accusando la famiglia d’indifferenza e di
strapotere, ma Camille, malgrado le strazianti lettere ai famigliari nelle quali
denuncia il freddo, il vitto impossibile, l’orrore di essere rinchiusa in
compagnia di veri pazzi urlanti, non uscirà più dal manicomio, la madre non
andrà mai a trovarla, l’adorato fratello Paul farà di tutto per cancellarla
dalla memoria della famiglia e del mondo, nessuno di loro l’accompagnerà al
cimitero.
Com’era Camille Claudel Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Una forza della natura. Il segno di nascita Sagittario con Giove congiunto al
Sole, il tutto in trigono con la Luna nell’Ariete, Mercurio e Venere nel
Capricorno sono indici di un carattere che potrebbe essere considerato forte, ma
era anche prepotente e ribelle, cui era difficile far intendere ragione. Marte
nei Gemelli, che con i segni citati più lo splendido trigono tra Saturno ed
Urano rafforza l’inclinazione alla scultura, l’abilità manuale, la indica
anche suscettibile, ombrosa, infantile, con tendenza alla fissazione e difficoltà
a superare i rancori. La violenza e l’aggressività facevano parte del suo
carattere, era una bambina desiderosa d’affetto e una donna che non riusciva a
vivere la propria femminilità se non attraverso l’aggressività, il desiderio
di prevalere sull’altro. Era avanti sui tempi,
anticonformista, ma non al punto di non cercare di approfittare dei
benefici che le derivavano dal suo essere donna. Caratteristiche se vogliamo
normali, ma Camille aveva qualche pecca che ha fatto da terreno fertile alle
vicende che le sono toccate in sorte.
Innanzi tutto nasce come figlia “in sostituzione”: il primogenito di
famiglia Charles-Henri muore quindici giorni dopo la nascita, in cantiere è
messo un nuovo figlio, la madre, una donna triste e depressa, serba rancore al
marito che cerca di dimenticare il primo lutto, aspetta un nuovo maschio, nasce
Camille che lei non accetta, addirittura non vuole vederla, la respinge e la
nega, quando la riconosce lo fa è con ripugnanza. Camille ha un carattere
mascolino ma è una donna, la madre non la sopporterà mai e per la vita le
ripeterà che “lei non è quell’altro”.
Camille è forte, ma sarebbe più esatto dire prepotente, il fratello Paul, il
suo preferito, dirà che l’ascendente avuto da Camille su di lui fu
“crudele”. Che cosa abbia inteso dire non è dato sapere, certo è che
l’ha ricambiata altrettanto crudelmente quando nel 1893 pubblicando La giovane
Violaine rende pubblica la relazione peccaminosa tra la sorella e Rodin, ben
sapendo che così la condanna definitivamente all’emarginazione e briga con la
famiglia per toglierla dalla circolazione, perché non ci siano ombre sulla sua
immagine di scrittore e diplomatico, assecondando la gelosia della madre e della
sorella Louise.
La passione di Camille per Rodin non era amore ma fissazione, la figliola non
amava che se stessa, la sua Venere indica questi slanci male indirizzati e
perseguiti caparbiamente, voleva possedere le persone ma , madre o non madre,
amore e tenerezza non facevano parte del suo bagaglio. Purtroppo, le persone
anziane, vedi Rodin, sono indicate “negative”, Mercurio opposto ad Urano è
quella sottile linea che separa la capacità d’intendere e di volere
dall’incapacità d’intendere e di volere. Mania di persecuzione è stata
definita la sua paranoia, se nasce dalla rabbia infantile di non ottenere tutto
ciò che desiderava sì, è mania di persecuzione. Peccato, se fosse nata in un
altro contesto… se non avesse incontrato … se fosse stata forte e non solo
prepotente… se… ma ha avuto in sorte un carattere difficile e ha incontrato
persone schifose, ecco qual è la triste realtà.
Peccato, perché era un artista geniale e l’ho scritto volutamente al
maschile.
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