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Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Personaggi di
VARIA UMANITA'
del segno del
SAGITTARIO
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HELLE NICE bella, simpatica e… folle
Antonia Bonomi
Mariette Hélène Delange nasce
povera ad Aunay-sous-Auneau, figlia di un postino, quarta di tre figli morti
prematuramente e seguita da altri tre. Dimostra subito una notevole intelligenza
e una particolare inclinazione per la lettura e la poesia, canta bene e se la
cava con il disegno. A sedici anni lascia il paesello e va a Parigi, non si sa
come sia sopravvissuta fino ai vent’anni,
non lo ha mai confessato, quando la si trova che studia danza e posa per
cartoline vagamente erotiche. A fotografarla è per lo più quello che si
considera il suo primo amante, René Carrère, buon artista che si mantiene
anche disegnando manifesti pubblicitari per i café chantant. Ha assunto lo
pseudonimo di Hellé Nice, che significa pressappoco lei è bella e simpatica,
danzando come ballerina di fila guadagna i quattrini per acquistare la sua prima
automobile, è una sportiva incallita che pratica lo sci, le ascensioni, il bob,
è sempre la prima di tutti quando si tratta di mostrare coraggio, di rischiare
per vincere.
Nel 1921 accompagna due amici in Inghilterra per alcune gare automobilistiche e
chiede di partecipare. Resta malissimo quando le spiegano che le donne non sono
ammesse. In realtà le donne automobiliste esistono, ma sono per lo più ricche
signore, non di rado titolate, partecipano a corse ma non sono
professioniste, anche se Ettore Bugatti aveva apprezzato la loro bravura. Corre
fino al 1926, quando annuncia di ritirarsi dalle corse per essere solo una
ballerina. Ed ha successo, la stampa la osanna, il pubblico va in delirio, lei
si presenta in scena seminuda e danza leggiadra sulle punte, guadagna soldi a
palate. Nel 1929, mentre sta sciando si salva miracolosamente da una valanga, ma
si rovina irrimediabilmente un ginocchio e non
può più ballare.
Riesce finalmente a farsi dare un’automobile, l’Omega Six, per correre e
vince il Gand Prix Féminin di Montlhéry, Bugatti vuole conoscerla, le prepara
una vettura su misura, è un tipino minuto, lei s’impegna a superare i 200 km orari. È
attratta dalla velocità, ai giornalisti dichiara che tenere tra le mani un
bolide che ruggisce è il suo piacere più grande. È una splendida addetta alle
pubbliche relazioni di se stessa, cura l’immagine puntando sulla femminilità
con un trucco inappuntabile, camicette infiocchettate, rifiutando il caschetto
protettivo per lasciare che si vedano i suoi capelli scompigliati dal vento. Nel
dicembre del 1929, sul circuito di Montlhéry batte il record dei 198 km orari,
da quel momento prende parte a 75 gran premi. “Tutto quello che chiedo è
mostrare ciò posso fare contro gli uomini, senza alcun vantaggio di partenza”
era il suo scopo, oltre a
collezionarli. Aveva anche tre storie in contemporanea, dal principe al tecnico,
prendendo nota di ciascun amante con giudizi non sempre clementi. Il suo
comportamento disinibito le procurava molte critiche, di lei le altre dicevano
che non pensava ad altro che al sesso e a mettersi in mostra. Nel 1949, durante
il party del Grand Prix di Montecarlo, un avversario l’accusa di essere stata
una spia dei nazisti. Lei replica denunciandolo ma, per quanto non emergano
prove certe, perde gli sponsor. Ha quarantanove anni, l’ultimo amante l’ha
piantata dopo averla rovinata economicamente, ha il sostegno dell’ente
benefico La ruota gira che l’assume come autista. Peccato guidasse malissimo,
al punto che nessuno ha mai osato salire in macchina con lei.
Nel 1984 muore sola e sconosciuta all’ospedale pubblico di Nizza.
Miranda Seymour ha scritto la sua biografia nel libro intitolato The Bugatti
Qeen.
Com’era Hellé Nice Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Sagittario fortunatissima, proprio nata con la camicia, e di un esibizionismo
smodato, senza limiti. Aveva una gran considerazione di se stessa sia come
bagaglio natale sia coltivata per superare la diffidenza che nutriva nei
confronti degli altri. Vitalissima, vanitosa e ingenua, addirittura sprovveduta
con il rischio di subire truffe e raggiri, il lato artistico è indicato
dalla splendida Luna nella Bilancia, la sensualità scatenata da Venere isolata
nello Scorpione, che indica esperienze fini a se stesse, conferme per la vanità,
per il narcisismo più che profondità di sentimenti. Quello che voleva era il
successo, erano gli applausi, li voleva per se stessa, per superare
l’insicurezza, la latente malinconia con indigestioni di tutto e di più. E lo
ha fatto finché un gruppo di pianeti ostili non ha tenuto sotto tiro proprio i
pianeti natali che la indicavano fortunatissima alla nascita..
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