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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

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SAGITTARIO
JOHN MALKOVICH l’uomo dalle mille facce 

Antonia Bonomi 

È stato, e probabilmente lo sarà ancora a lungo, il “cattivo” per antonomasia di molti film, da carogna pura e semplice sia come omicida sia come poliziotto a diavolo sessualmente tentatore, non si può definire un apollo così strabico, la testa spelacchiata e le orecchie che sembrano due bistecche, ma non si può negare che ha fascino. Personalmente lo guardo con piacere, anche se lo preferisco come attore che come uomo, e mi sembra che non porti un granché bene i suoi anni, essendo venuto al mondo nel dicembre del 1953.
Nato come attore, ora è anche stilista e con il suo marchio Mr. Mudd è presente alle sfilate di moda maschile. I suoi capi, dice, sono ispirati agli abiti del padre e sono venduti in pochi e ultra selezionati negozi.
Di origini jugoslave nato nell’Illinois, secondo di cinque figli, il padre era ecologista, editore di un quotidiano locale e giornalista, veterano di guerra, da ragazzo era introverso e complessato dalla stazza: al liceo è arrivato a pesare anche 110 chili. Voleva fare il giocatore di baseball, ma era incostante, ha provato con la musica folk ma si è trovato mediocre, si è laureato in scienze ambientali, come il padre, e ha pensato di fare la John Malkovic guardia forestale finché si è innamorato di una ragazza che studiava recitazione, si è iscritto ai corsi e si è innamorato del teatro. Con un amico (Gary Sinise, il poliziotto paralizzato di Forrest Gump ndr), fonda un gruppo teatrale e inizia la gavetta. Per mantenersi fa il lavapiatti, guida autobus, fa il commesso finché arriva il successo. Lo nota il produttore David Puttman che gli propone una parte in Urla del silenzio e inizia a fare cinema, anche se il teatro è il suo amore perché “il cinema è finzione, mentre il teatro rassomiglia di più alla vita vera”. Dividendosi fra teatro e cinema, in poco più di vent’anni ha girato una cinquantina di film e molti di grande successo come L’impero del sole, Il tè nel deserto, Uomini e topi, Nel centro del mirino, Le relazioni pericolose con Michelle Pfeiffer con la quale ha avuto una relazione. Recentemente è diventato anche produttore e regista, Danza di sangue, e, come detto, stilista.
Quella degli abiti è sempre stata la sua “fissa”, si dice addirittura che abbia divorziato dalla prima moglie, l’attrice Glenne Headly, perché questa aveva lasciato proliferare le tarme nel guardaroba di lui! La signora, in ogni caso, a chi le chiede com’era Malkovich come marito, risponde che era lamentoso e ostinato. Ora vive da anni con l’italiana Nicoletta Peyran conosciuta nel 1990 sul set del film Il tè nel deserto, e hanno due figli, per un po’ sono vissuti a Roma, dove hanno casa, ma per via del rumore e del caos si sono trasferiti in Provenza dove, assicura, i suoi figli crescono benissimo e possono “andare in giro senza problemi, mentre a Los Angeles non potrebbero farlo, e dove le scuole sono migliori che in America”.
Com’è John Malkovich Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Intelligente e narciso, fondamentalmente un brutto carattere diffidente, aggressivo e scostante “salvato” da qualche difetto tipo incostanza, superficialità e pigrizia più una dose massiccia di fortuna. Intendiamoci,  non è “proprio” incostante, superficiale e pigro, non lo è a livello patologico per lo meno, c’è giusto quella spolverata che gli ha permesso di non prendere strade sbagliate, che non sarebbero state in ogni caso in sintonia con il suo gusto per il bello. È un artista e un perfezionista, ha bisogno di cambiare e cerca le strade per farlo, possiede un notevolissimo intuito e buon senso, uno spiccato pallino per gli affari, è un individualista che sa essere se stesso e nello stesso tempo usare il senso dell’opportunità se è necessario. Recita perché è un attore nato e perché le varie parti gli permettono di guadagnare sfogando il lato meno esaltante della sua personalità che, ripeto, non avrebbe comunque seguito perché ama troppo essere al centro dell’attenzione per ricevere complimenti e perché è nato con la camicia. E in galera per malefatte varie non ci vanno quelli nati fortunati. Il lato “oscuro” di se stesso che “deve ancora esplorare a fondo”? Per me si conosce benissimo, ma se pensa di doverlo fare lasciamoglielo cercare mentre sogna d’interpretare Ludwig di Baviera, legge e… lavora all’uncinetto, perché lo rilassa molto.