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ISA BARZIZZA figlia d'arte, soubrette acclamata e attrice di talento si racconta con sereno ottimismoPaola Aspri ISA BARZIZZA DIETRO LO SPECCHIO: una donna senza misteriAntonia Bonomi
Il suo corpo è diventato leggenda nel Teatro Italiano. Era leggendario in quanto rappresentavo una delle poche soubrette ad apparire in puntino e poi il palcoscenico ci rendeva magiche, simboli di quel periodo. La bellezza le è stata d'aiuto nell'intraprendere questa carriera? Non c'è dubbio. Io sono stata doppiamente fortunata: sono nata bella ed ero figlia di mio padre, avevo un nome che mi ha spalancato le porte del successo. Non è mai entrata in conflitto con la sua bellezza? La bellezza è un dono degli Dei e facilita la vita, ma non bisogna prenderla troppo sul serio, perché appassisce presto e puntare tutto su di lei è un errore. All'inizio dell'ascesa professionale è un viatico importante. Cosa rammenta di Totò? Mi divertivano le sue gags ed era difficile non farsi travolgere dalla vis comica, ma questo accadeva in scena, dietro le quinte Totò era un'altra persona, riservatissima e triste. Totò amava le donne, l'ha mai corteggiata? Era assolutamente monogamo e non sono stata mai corteggiata, il nostro era un rapporto di cordialissima collaborazione attoriale, mi stimava moltissimo! L'incontro con la settima arte è avvenuta tramite Totò con "I due orfanelli". E' stato il primo lungometraggio girato nel dopoguerra, ma con Totò ho interpretato ben undici pellicole. Il film cui è più legata? "Fifa e Arena" Un difetto di Totò? Quello di non approfondire i rapporti al di fuori del palcoscenico, ma probabilmente lo era solo con me, ero troppo giovane per essere un'interlocutrice alla sua altezza! Che cosa ha ereditato da suo padre? L'ottimismo e la capacità di stupirmi. Che differenza c'è tra il Teatro che ha frequentato e quello di oggi? Il Teatro di quel tempo era al centro dell'attenzione di tutti gli spettatori che seguivano contemporaneamente il cinema d'oltreoceano, oggi lo sono gli attori che fanno televisione. Noi eravamo desiderosi di imparare e avevamo la consapevolezza delle difficoltà per arrivare ad un traguardo professionale, oggi è lo è ugualmente, però i giovani non hanno la coscienza del loro lavoro che è duro e faticoso.Attualmente ci sono autori di talento? Ce ne sono tanti, ma soffrono di scarsa visibilità, solo i vecchi del Teatro Italiano sono in una posizione privilegiata. Cosa pensa del Teatro in televisione? Dovrebbe essere registrato in appositi studi televisivi e non in diretta. Che rapporto ha con il piccolo schermo? Seguo solo i notiziari e i vecchi film. Lei ha interpretato ultimamente "Non lasciamoci più", fiction dove ha vestito i panni della mamma di Fabrizio Frizzi, non è quindi contraria ad una televisione dove pullulano anche storie inverosimili. Non sono favorevole a questo tipo di programma per il piccolo schermo, certamente però bisogna adeguarsi ai tempi, la fiction raffigura nel bene e nel male lo sceneggiato di un periodo memorabile. Farà il seguito di "Non lasciamoci più"? Ho già girato due episodi ed a primavera ne faremo altri quattro. Che posto ha dato all'arte nella sua vita? Un grandissimo posto, però l'ho scoperto in età più avanzata, in gioventù si è presi da altre cose, tra cui il sesso. Oggi penso che l'arte sia la massima espressione della vita. Siamo ormai prossimi al duemila, dove stiamo andando secondo lei? Il mio ottimismo vacilla un po', spero che la tecnologia inventi degli antidoti contro la catastrofe ambientale. Siamo un'umanità di bufali impazziti! Che sensazioni positive le ha trasmesso il suo ultimo ruolo teatrale? Il mio ruolo è quello di una donna dura, terrigna. L'adattamento teatrale di Patrick Rossi Gastaldi mantiene questi caratteri principali, però per interessare il pubblico si è scivolati nel grottesco. Teresa sotto questa personalità rigida ha una grande fragilità e questo è il lato più piacevole del mio personaggio. Un giudizio su Lauretta Masiero, sua compagna di scena. Debuttammo insieme in "Follie d'Amleto" con Macario (1946), oggi a distanza di anni ci siamo ritrovate e affermo con convinzione di trovarmi di fronte ad una valente attrice. Un bilancio sulla sua carriera? Forse avrei dovuto essere più visibile in Teatro, ma la mia fame di curiosità mi ha portato a vivere l'esistenza a fondo, curando altri aspetti e non mi sono preoccupata di perdere delle occasioni. Sono contenta però di aver vissuto più vite. L'amore che posto ha avuto nella sua vita? Ho sposato il regista Carlo Alberto Chiesa solo per amore, era un uomo affascinante, da questo matrimonio è nata una figlia che adoro. L'amore è uno degli aspetti più belli dell'arco vitale. ISA BARZIZZA DIETRO LO SPECCHIO: una donna senza misteri |