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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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SAGITTARIO
NERONE FU UN CRIMINALE? Vediamo cosa ne dice l'astrologia

Antonia Bonomi

Lucio Domizio Enobarbo, divenuto imperatore come Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, nacque ad Anzio figlio di Agrippina Minore, pronipote di Augusto, e di Gneo Domizio Enobarbo ed ebbe un'ottima educazione impartitagli da Seneca.
Dopo che la madre ebbe sposato il proprio zio Claudio e lo ebbe costretto ad adottarlo, gli Nerone spianò ulteriormente la strada dandogli in sposa Ottavia, figlia di Claudio, e insediando in posti di potere uomini di sua fiducia. Alla morte di Claudio, nel 54, ottenne che il diciassettenne Nerone fosse riconosciuto imperatore dai Pretoriani. Il piano di Agrippina, che voleva il potere tutto per sé, era di usare il figlio come strumento, ma a controllare la sua ingerenza pensarono Seneca e il Prefetto del Pretorio Burro. I primi cinque anni di questa co-reggenza impostata sulla moderazione furono tra i più felici dell'Impero. La ricetta? Possiamo rivenderla a chi ci governa: restituita parte della pubblica amministrazione al senato, assicurate le frontiere (?), provvidero ad alleggerire le tasse e a proteggere i provinciali dall'esosità dei pubblicani, giustizia "giusta". Seneca e Burro lasciavano che Nerone sfogasse tutte le sue velleità artistiche, purché si lasciasse guidare nel governo. Nel 55, Nerone fece uccidere Britannico, figlio di Claudio, considerandolo un pericoloso rivale. Agrippina non demordeva, ma quando Nerone ripudiò Ottavia, uccisa in seguito, per sposare Poppea i rapporti tra madre e figlio si ruppero. Quando nel 59 Agrippina fu uccisa per la sicurezza dello Stato secondo Seneca, la situazione precipitò. Nerone si ribellò ai suoi mentori, alla morte di Burro lo sostituì con Tigellino, un individuo senza scrupoli, fece della confisca dei patrimoni di coloro che lo avevano offeso un metodo per incamerare denaro. Seneca rinunciò al compito di consigliere. Libero delle proprie azioni, l'imperatore iniziò a sprecare denaro in follie artistiche. L'incendio di Roma del 64 fu attribuito a lui anche se, poi, furono i cristiani il capro espiatorio. Il motivo? La costruzione della Domus Aurea. Nel 65 ci fu la prima congiura, detta pisoniana perché guidata da Caio Calpurnio Pisone, contro l'Imperatore, ma i congiurati furono scoperti e uccisi, o suicidati, compreso Seneca. In quell'anno, Nerone uccise con un calcio Poppea incinta. Nel 66-67, mentre Nerone si trovava in Grecia, prese forma una nuova rivolta. Abbandonato dalla guardia pretoriana, in fuga davanti ai seguaci di Galba, Nerone si suicidò il 9 giugno del 68.
Com'era Nerone Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia? 
Sagittario con la Luna nel Leone, era  mitomane e superficiale. La Luna è in ottimo aspetto con il Sole e indica l'influenza della madre che ha favorito la sua ascesa, ma la stessa Luna è in quadratura a Giove nello Scorpione. Nerone era disordinato nei pensieri, cosiddetta Tomba di Nerone, in realtà di Vibio Mariano nelle idee, dominato da una volontà sfrenata di godimento. Era erotomane e misantropo. Non mancano i buoni aspetti, ma sono la diffidenza nei confronti di tutti, un fondo malinconico e solitario, il misto tra tendenze masochiste e sadiche a relegarle a margine le possibili qualità. Era nato vecchio e non è mai cresciuto. Non aveva la possibilità di farlo. Inoltre, la congiunzione stretta tra Sole e Marte parla di violenza verso i più deboli, oltre che della possibile morte violenta. Consideriamo pure l'epoca, se questo significa qualcosa, ma Nerone non era un grande. Era timido e in malafede, polemico e caparbio, impulsivo nelle decisioni che erano regolarmente quelle sbagliate, oltre che aggressive. Non amava gli altri, ma non amava neppure se stesso.
L'incendio di Roma, se prendiamo per buona la data del 21 aprile come nascita della città perciò appartenente al segno del Toro, è stata una disgrazia bella e buona. Quel giorno 4 pianeti erano concentrati nel Leone e la Luna e Giove nell'Aquario, opposti a questi e il tutto in quadratura perfetta con il Sole della città. Più aspetto disgraziato di così!
Però: tutti questi pianeti erano in quadratura e opposizione con Giove e la Luna di Nerone. Non avrà appiccato materialmente il fuoco, ma la sua cantatina sulla torre mentre Roma bruciava se l'è fatta con sommo gaudio da quella piccola, grande carogna che era.