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Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Antonia Bonomi
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Personaggi
dello Spettacolo
del segno dello
SCORPIONE
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CHARLES BRONSON un indomabile professionista
Antonia Bonomi
Charles Bronson, nato Buchinskyi
a Ehrenfeld in Pennsylvania, quinto dei quindici figli di emigrati lituani, prima di diventare
“qualcuno”, cioè un attore conosciuto in tutto il mondo, ne ha fate di
tutti i colori: giovanissimo minatore con i fratelli, spazzino e cameriere nonché
il manovale. Di ritorno dalla seconda guerra mondiale, dove ha svolto il suo
servizio come mitragliere, inizia a studiare arte
drammatica a Filadelfia, ma gli ci vuole qualche anno per sfondare. I primi
ruoli teatrali, in televisione o al cinema dove esordisce nel 1951, infatti, sono ritagliati più sul
suo aspetto fisico che sulle sue qualità. È richiesto come caratterista
dall’aspetto “sgradevole”, volgare, per parti di delinquente psicopatico e
di bruto finché attorno agli anni ’60 arriva la svolta con I magnifici sette,
remake in chiave western de I sette samurai e diventa Charles Bronson, prendendo
il cognome da uno dei cancelli, il Bronson Gate appunto, che delimitano gli
studi dalla Paramount. Nel volgere di una quindicina
d’anni interpreta film che sono nella memoria di tutti come I quattro del
Texas per quanto non fosse un capolavoro ma recitava accanto a Frank Sinatra,
con il quale gira anche Sacro e profano, e
Dean Martin, Vento di terre lontane con Glenn Ford, Quella sporca dozzina, Due sporche carogne, C’era una volta il
West accanto a Claudia Cardinale ed Henry Fonda, dove è lo sconosciuto con
l’armonica, suono struggente che fa da colonna sonora al film, La grande fuga
accanto a Steve McQuenn. Con L’uomo venuto dalla pioggia del 1969 la sua fama
si consolida, e diventa
popolarissimo con Il giustiziere della notte, che lo rivede nel ruolo
dell’uomo che si fa giustizia da solo come in Chato. Difficile elencare tutti
i film che ha girato, sono circa un centinaio, è rimasto specializzato nei
ruoli di duro più che di carogna, ha interpretato, proprio per quel suo viso
particolare, messicani e pellerossa, forse non sono stati tutti film bellissimi,
ma la sua recitazione controllata, attenta alla psicologia del personaggio è
stata giustamente apprezzata e al botteghino ha reso molto.
Nel privato non è un mistero che il suo grande amore sia stata Jill Ireland,
morta di cancro nel 1990 dopo un’agonia lunga sei anni. Terribili le
fotografie che li ritraevano insieme, negli ultimi tempi, con lei ridotta ad uno
scheletro che si aggrappava al suo braccio.
In prime nozze aveva sposato Harriet Tendler da cui aveva avuto due figli,
Suzanne e Tony, nel 1962 aveva conosciuto Jill e fu un colpo di fulmine per
entrambi, ma lei era sposata a David McCallun da cui aveva avuto il figlio Paul
e insieme avevano adottato Jason. Charles divorzia nel 1966, Jill nel 1967 dopo
avere avuto ancora una figlia, Valentine, dal marito. Si sposano dopo molti
tentennamenti di lei che ha terrore di un nuovo matrimonio, hanno una figlia,
Zuleika, adottano Katrina, l’orfana della migliore amica di Jill. Vivono un
grande amore, cercano di lavorare negli stessi film, nel 1984 la diagnosi
per Jill: tumore al seno. Inizia il calvario delle operazioni, chemioterapie,
affrontano tutto insieme, anche la morte di Jason, figlio adottivo di lei, per
un’epatite virale provocata dalla droga. Lei si spegne, lui cerca di vivere,
si risposa nel 1998 con Kim Weeck che ha quarant’anni meno di lui, muore il 31
agosto del 2003.
Poco dopo la morte della moglie, si erano notati in Charles i sintomi dell’Alzheimer,
anche se l'attore cercava di mantenere un aspetto giovanile.
Ed è stato triste vedere il brutto più… bello di Hollywood con il volto
tirato e gonfio, senza più quelle rughe così vissute, gli occhi vivacissimi a
punta di spillo, che gli davano un fascino tutto particolare, spenti nello
sguardo e “aperti” dalla blefaroplastica.
Com’era Charles Bronson Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Le biografie che compaiono in questi giorni in Internet e sui giornali che
parlavano delle sua malattia, lo danno nato nel 1921, su tutte le mie pezze
d’appoggio, che risalgono a parecchi decenni or sono, è indicato come nato
nel 1920 ed è su queste basi che ho sempre fatto le previsioni, e non mi hanno
mai dato dispiaceri.
Era una brava persona con una volontà di ferro. Il recitare, l’inclinazione
artistica sono ben rappresentati nel suo quadro, con la Luna congiunta a Nettuno
ed entrambi in trigono a Venere. Non era un fortunato per volontà del cielo,
Giove era quadrato a Venere, ma è un Giove trigono a Marte, entrambi in ottimo
aspetto con il Sole, e dice che deve molto alla sua forza di volontà, al non
mollare mai, caparbiamente per alcuni, per forza d’animo per altri tra i quali
la sottoscritta. Certo non era uno
stinco di santo, lo stesso Nettuno in aspetto negativo con Venere indica che non
mancava la propensione se non altro ad alzare il gomito, ma erano fatti suoi.
Era una persona per bene, magari un po' rustico ma un grosso lavoratore: parole relative, fatti molti.
Ciao Charles, mi eri simpatico e… ti ho sempre trovato affascinante e i tuoi
film li ho visti quasi tutti, almeno i più famosi. Il commento di mio marito?
È un altro pezzo della nostra gioventù che se ne va! E se n’è andato senza
poter recitare, come era suo desiderio, almeno una volta con un vestito elegante
e senza sparare neppure un colpo.
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