|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopi
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

 |
...per parlare con
Antonia Bonomi
899.060.888
|
Personaggi
della Politica
del segno dello
SCORPIONE
|
GIOVANNI LEONE
dai governi balneari alla presidenza della Repubblica alle dimissioni
Antonia Bonomi
Ora che è passato a miglior
vita, politici di ogni corrente ricordano che era stato un uomo discreto, un
giurista prestato alla politica, che fu un capro espiatorio. Giovanni Leone,
napoletano figlio di un avvocato, laureato in legge nel 1929 e in Scienze
politiche nel 1930, parlamentare dal 1946, fu per otto anni presidente della
Camera dei deputati, nel '63 e nel '68 fu a capo dei cosiddetti "governi
balneari" per definirne la scarsa importanza e la limitata durata, senatore
a vita nel 1967, il 24 dicembre del 1971, dopo ben sedici giorni e ventitré
scrutini nei quali erano stati bruciati Fanfani e De Martino, finalmente
Presidente della Repubblica Italiana. Già nel 1964 era stato il candidato
ufficiale della democrazia cristiana, ma non era passato. Sempre presente nella
vita politica italiana, era un personaggio discusso anche prima dell'elezione
alla massima carica, le critiche vertevano per lo più sulla disinvoltura
nell'esercizio della professione e sul suo matrimonio. Giovanni Leone era
sposato con Vittoria Michitto, di vent'anni più giovane di lui e molto, molto
bella ed elegante in modo naturale, mentre lui era piuttosto buffo. È facile
capire come la coppia fosse bersaglio ideale delle chiacchiere pettegole. Addirittura,
al tempo della prima candidatura nel 1964, per boicottarlo il Sifar spedì a un
gruppo di parlamentari un fotomontaggio piccante che riguardava la signora
Vittoria. Non solo, lo stesso anno della sua elezione, è il Sid a spiare la
coppia durante una crociera,
cercando immagini compromettenti. Il solo risultato è di fotografare il
senatore che suona la chitarra e canta O sole mio. Non proprio consone
all'importanza del personaggio, ma niente scandalo. Insediatosi al Quirinale con
tutta la famiglia (i Leone hanno tre figli: Paolo, Mauro e Giancarlo), non
bastano le grane del periodo, ci si mettono anche le voci. Non tutte di
corridoio e non tutte infondate: i tre ragazzi Leone, chiamati i
"monelli", si godono appieno i privilegi, girano in privato con la
scorta a sirene spiegate, ci sono scandaletti rosa, il figlio Mauro eletto
"vicepresidente" del padre, si
parla di favoritismi, di affari gestiti dalla famiglia, di speculazioni
edilizie, di evasioni fiscali. Giovanni Leone chiude gli occhi, ma la maretta
attorno a lui aumenta. Nel 1977 scoppia lo scandalo Lokheed. La società
americana, costruttrice di aerei, era riuscita a piazzarli in tutto il mondo a
suon di mazzette miliardarie. E di queste mazzette, tre erano arrivate da noi.
Scavando nei rapporti inviati in Italia dagli inquirenti americani, pian piano
ci si avvicina al presidente, a suoi amici e conoscenti. Alla fine del 1977 il
presidente Leone è figura screditata, ma ecco che il rapimento Moro fa passare
in secondo piano la vicenda Lokheed. Leone dichiara di essere pronto a trattare
con le Brigate Rosse, afferma di avere "in mano la penna" per
concedere la grazia alla brigatista Besuschio se questo può salvare Moro. Anche
Ugo La Malfa, che aveva contribuito alla sua elezione a Presidente, gli chiede
di dimettersi. Pubblicamente viene considerato inadeguato ad occupare il suo
posto in tempi così drammatici. Nel marzo del 1978, esce in libreria La
carriera di un presidente, a firma Camilla Cederna, che racconta quanto si è
potuto e creduto di evincere dalla lettura dei fascicoli inviati dall'America
sul caso Lokheed, e l'Espresso ne pubblica un'anticipazione. Il quadro è
inquietante. Il 21 maggio dello stesso anno, sempre l'Espresso pubblica una
ricostruzione della distribuzione delle tangenti, orchestrata da intimi amici
del presidente. Di due mazzette si sono scoperti i destinatari, mentre la terza
è rimasta anonima. Il 15 giugno
Giovanni Leone si dimette. Anche gli avversari del passato riconoscono la dignità
del suo silenzio di poi, anche se non lo considerano
innocente. Camilla Cederna sarà condannata dal tribunale a pagare un miliardo
di danni.
Com'era Giovanni Leone Dietro lo Specchi dell'Astrologia?
Guardo il quadro fatto nel 1972, rileggo gli appunti presi per le previsioni
degli anni a venire e l'indicazione che non avrebbe finito il mandato fatta nel
1975. Scorpione fortemente segnato dalla Bilancia, senza dubbio era un avvocato
nato. Intelligenza vivace, mente sottile, curioso, cavilloso e perspicace,
lucido, logico, concentrato, nell'esercizio delle sue funzioni professionali era
ineccepibile, duro e abile, anche scaltro. La legge era la sua passione, ne sono
testimonianza gli innumerevoli scritti che ha lasciato. I difetti? L'eccessiva
sicurezza in sé ai limiti della presunzione che poteva farlo perseverare
nell'errore, l'eccessiva morbidezza, femminea si potrebbe dire, nei confronti della
famiglia, dei figli, dell'entourage. Si compiaceva nel sentimento e nel
sentimentalismo, perdeva lucidità e praticità. I cali di gusto, la volgarità
si può dire, che lo portavano a fare le corna a chi lo contestava, o per
scongiurare il colera? Saturno nell'Ariete opposto a Venere nella Bilancia, il
segno dello stile, e la presunzione di essere al di sopra di tutto.
Involontariamente diventava una macchietta. Era nato fortunato, fortunatissimo,
con un cervello di prim'ordine, ma l'essere stato tanto fortunato, la
napoletanità del Dna rafforzata dalla posizione della Luna, sono stati i suoi
punti deboli. Grande giurista, sarà ricordato come quello che cantava a
squarciagola O sole mio, che faceva le corna in pubblico, che chiese al
presidente Pompidou la Legion d'onore per il figlio "vicepresidente",
che fu travolto da una storia di mazzette. L'onore restituito? Ha passato gli
ultimi ventitré anni ai margini di quella che era stata la sua vita, e non
credo che questo lo abbia granché divertito poiché era ambizioso.
|