prima paginaPrima pagina
editorialeEditoriale
attualita'Attualità
culturaCultura
costumeCostume
spettacoloSpettacolo
personaggiPersonaggi
turismoTurismo
medicinaSalute
sportSport
agendaAgenda
oroscopiOroscopi
curiosita'Curiosità
consulenteConsulente
giardinaggioGiardinaggio
cucina
Cucina
dentino avvelenatoDentino avvelenato

linkI nostri link
e-mailE-mail


Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

...per parlare con 
Antonia Bonomi 
 899.060.888
clicca, leggi 
e poi... chiama
Personaggi 
della
Politica
del segno dello 

SCORPIONE
LULA un nome da ballerina per uno che non si smonta facilmente 

Antonia Bonomi 

Il nome completo del presidente brasiliano eletto nell’ottobre 2002 è Luiz Inacio Lula Da Silva, ma ha conquistato le prime pagine dei giornali come Lula, nome che fa venire in mente una vezzosa ballerina esotica e non un signore tarchiato, con la testa grossa dai capelli fitti sale e pepe tagliati a spazzola, altrimenti sono ricciuti come quelli di un cherubino, dai quali sporgono  due ragguardevoli orecchie a sventola. Non è bello, ma ha qualcosa che piace, che ispira fiducia. Forse, saranno gli occhi dallo sguardo fermo, diretto, grandi anche con le inevitabili borse e appesantimenti dovuti all’età,  visto che si avvicina alla sessantina. Chi è Lula? Il settimo figlio su otto di una poverissima famiglia brasiliana, con il padre emigrante in patria e che conoscerà solo quando, a cinque anni, lo raggiungerà con tutta la famiglia dopo un viaggio a piedi durato due settimane. La licenza elementare la prenderà passati i dieci anni e quello sarà il suo solo titolo di studio. Per campare fa il venditore ambulante sulle spiagge di San Paolo, il lustrascarpe, a sedici anni  è apprendista tornitore, metalmeccanico per intenderci, sogna di diventare portiere, di calcio naturalmente, a diciannove perde il mignolo della mano sinistra in un incidente sul lavoro ed entra in politica. Siamo a metà degli anni ’60, in Brasile c’è la dittatura e lui entra nella “resistenza”, nel 1972 è segretario del sindacato lavoratori, sarà eletto per due volte presidente. Nel 1980 il sindacato diventa partito, inizia una stagione di scioperi, gli operai vogliono libere elezioni e diritti politici. Naturalmente Lula fa la sua parte, è arrestato e condannato a tre anni e sei mesi di carcere, nel frattempo muore la madre, la sentenza viene annullata un anno dopo e Lula è il candidato più votato alle prime elezioni parlamentari. Dal 1989 al 2002 si è presentato per ben quattro volte come candidato alla presidenza, e per tre volte è stato battuto. La prima da Fernando Collor, che non finirà il mandato perché è un mascalzone truffatore, le altre due volte da Fernando Enrique Cardoso, sempre di sinistra ma, a differenza di lui, colto, raffinato e ben visto anche dalla borghesia. Alla quarta volta, finalmente, vince e diventa presidente di un paese sull’orlo della bancarotta, indebitato fino al collo. La sua forza? A parte il carattere testardo, o tenace, è che la maggior parte dei brasiliani si riconoscono in lui, persona semplice che parla un terribile dialetto, incomprensibile a chi ha la puzza sotto il naso ma chiarissimo per la massa di quelli come lui che vengono dal niente e niente hanno. Nel privato, Lula ha una figlia illegittima e una moglie.
Com’è Lula Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Scorpione con pianeti nel Cancro e un terzetto in Bilancia che indica un profondo senso della giustizia, è anche fortunato. Nessuno è perfetto, resta inteso che tra i politici “il più pulito ha la rogna”, ma gli si può fare credito di buonafede. È un sognatore, ma sa essere razionale, l’intuito si allea allo spirito pratico ed è abilissimo nell’afferrare le occasioni. È attaccato alla sua terra, è ambizioso (ma senza ambizione non si arriva da nessuna parte), però non si lascia confondere dall’orgoglio, si appassiona alle sue idee, agli ideali che fondano sul desiderio di un maggiore equilibrio sociale. Non è un utopista, però, è tutt’altro che morbido, non manca di senso dell’opportunità e, se è il caso, può scendere a compromessi, ma che non siano in contrasto con le sue idee di base: possono essere un mezzo, non un fine.