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Anno
9
Numero
10

 

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Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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SCORPIONE
ALAIN DELON DIETRO LO SPECCHIO dell'Astrologia

Antonia Bonomi

I meno giovani lo ricordano come bellissimo, tenebroso interprete di moltissimi film italiani e francesi. Famoso più per la sua prestanza fisica, per lo sguardo assassino e per le innumerevoli conquiste femminili che per le doti artistiche, almeno questo dicevano i critici una quarantina d'anni fa. Infatti, a quei tempi non si parlava di lui come di un grande attore, anzi era la cosa meno importante. Bastava che apparisse sullo schermo, il resto non contava niente.
Ragazzino infelice, figlio di separati, garzone di macellaio (ha un diploma in macelleria preso alla scuola del prosciutto francese), a diciassette anni volontario in Indocina, amato dalle donne di una certa età che facevano follie per lui, improvvisamente esplode sullo schermo. Non fa niente se i film non sono successi di cassetta, come l'Eclisse di Antonioni con una Monica Vitti non ancora comica, di lui s'incomincia a parlare. Le donne: sono sempre state importantissime nella sia vita. Personalmente ha detto che la sua carriera è stata costruita dalla donne, sulle donne e per le donne. Quando ancora non era nessuno, l'innamoratissima Romy Schneider, famosissima per la serie melensa sulla principessa Sissi, non si presentava da nessuna parte senza avere accanto questo bel ragazzo dalle ciglia lunghissime, femminee che ombreggiavano gli occhioni blu. È l'incontro con Visconti che lo lancia definitivamente in film importanti. Rocco e i suoi fratelli nel 1960, Il Gattopardo nel 1963 e il mare di chiacchiere sui gusti sessuali d'entrambi, anche se quelli del regista erano noti. Sposo di Nathalie Barthelémy, ha un figlio, Anthony con il quale avrà un pessimo rapporto recuperato solo negli anni della maturità. Gira un'ottantina di film, buoni e di cassetta, si chiacchiera di droga, traffico d'armi, amicizie con presidenti, ha una lunga storia con Mireille Darc, diventa collezionista, scopritore di talenti, un po' deriso e un po' ammirato. Ha una grande passione per i cani, mastini napoletani in particolare, che colleziona come se fossero soprammobili e che ama più di tanti uomini per sua ammissione. Rimasto solo, ormai cinquantenne, incontra una modella olandese con una ventina d'anni meno di lui, hanno una figlia, Anoucka, vivono felici e contenti, nasce il secondo figlio Alain Fabian. Ci prova con il teatro, ma non ha un gran successo, decide di chiudere la sua carriera girando un film con l'altro "mostro sacro" del cinema francese, Jean Paul Belmondo, ma la pellicola "Uno dei due", se infiamma i francesi non fa altrettanto con la critica e Alain annuncia il grande ritiro: "Basta, non farò più cinema. Dopo il cinema, c'è la vita". Da allora, va portando attorno i suoi completi scuri con camicie immacolate e cravatte molto discrete, i capelli ingrigiti, gli occhi un po' acquosi e fissi, le borse sotto gli occhi (anche se i maligni dicono che si sia già fatto ritoccare), per salotti, incontri mondani. Quando non è nella sua mega villa sul lago Lemano, mega perché ha un lago, tre piscine, una cappella, la pista di atterraggio per elicotteri, è facile vederlo alle sfilate di moda milanesi, oppure leggere sui giornali che vuole farla finita con la vita da quando la modella olandese lo ha piantato in asso risposandosi e può vedere i due figlioli avuti da lei a fine settimana alterni.
Ma, com'è Alain Delon visto dall'occhio indiscreto dell'astrologia?
Tanto, tutto, eccessivo. Generoso e mascalzone, tenero e cinico, impulsivo e razionale, teso, in perenne ebollizione, scontroso, estroverso, frivolo, tenace, indifferente, appassionato, sensibile, sentimentale, schietto, infido, maleducato. Angelo e demonio, profumo d'incenso e puzza di zolfo, capace di togliersi la camicia per qualcuno, delle azioni più bieche per raggiungere uno scopo. Fortunato? Non in senso stretto. Delon ha sempre giocato sulla propria pelle, qualsiasi favore abbia chiesto, ottenuto, non si è mai tirato indietro: ha pagato. Non importa come, ma ha pagato. La sua vera fortuna è stato l'amore per se stesso. Tutto sommato si amava, si difendeva anche accettando compromessi, il suo obiettivo è sempre stato farcela a dispetto di tutto e di tutti. Per qualcuno sarà criticabile, ma guardando il suo quadro, sono più le luci delle ombre. Quello che aveva a disposizione per realizzarsi, l'ha usato. È uno Scorpione Doc che non manca d'ironia. Di sé dice: "So fare tre cose: l'attore, cazzate e bambini".
L'idea di farla finita senza aspettare che il buon Dio stacchi il biglietto che compare sui giornali negli ultimi anni? La tendenza alla depressione c'è, ma ha anche mille risorse, fondamentalmente è una persona di buon senso, attaccata alla vita, è più facile che abbia un ictus o un infarto che attuai i propositi suicidi, che danno l'impressione di essere segnali lanciati perché l'ex moglie si ammorbidisca.