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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

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SCORPIONE

ANNA MARCHESINI: dal trio ad una solitudine popolata da decine di personaggi si racconta

Paola Aspri
DIETRO LO SPECCHIO

Anna Marchesini appare come la comica in gonnella più en travest dei giorni nostri, capace di infondere ad ogni personaggio la sua eclettica e multiforme personalità d’artista. Attrice dai mille volti, dalle caratterizzazioni più ardite come quella di Merope Gerosa, la sessuologa di fine millennio che mette a nudo le inibizioni di un’umanità consumista alla Signorina Carlo, tifosa atipica del gruppo di "Quelli che il calcio", non perde mai la curiosità per la vita e per un palcoscenico che è lo specchio delle virtù e dei difetti dell’esistenza.

Da quale educazione provieni?
Estrazione piccolo borghese, dove i rifiuti erano frequenti e non ritengo siano favorevoli allo sviluppo di una sacra autostima, anche se questo tipo di rigidità familiare è servito alla nostra generazione di sessantottini come stimolo a fare il contrario!

Come ti sei accorta di saper recitare?
Quando ho incontrato, all’interno dell’Accademia d’Arte Drammatica, Lorenzo Salveti che mi ha fatto scoprire delle sfumature recitative impensabili, spingendomi a sperimentare il lato grottesco e ironico della mia dialettica attoriale.

Un incontro importante?
Quello con Federico Fellini e ho il rammarico di non averci lavorato, anche se poi questo mio stato è comune a tante colleghe che non hanno potuto sfiorare il poeta del cinema italiano. Lui però mi fece uno dei più grandi complimenti che abbia mai ricevuto, giudicandomi la più grande comicarola del ventesimo secolo.

Che rapporto hai con il cinema?
Quasi nullo, avendo interpretato solo "A me mi piace" con Enrico Montesano.

Qual è stato il tuo mentore?
Lorenzo Salveti.

C’è un complimento che t’infastidisce in maniera particolare?
Il fatto che in passato sia stata considerata troppo intelligente, a svantaggio della mia incontenibile ironia, scoperta solo più in là con gli anni, quando ho intuito che la cerebralità femminile diventa positiva solo se associata ad una maggiore gradevolezza nel difendere le proprie idee.

Cosa ami di più?
La difesa dei propri principi, senza però far capire a chi la pensa diversamente da te, di non stimarlo!

Cosa ti piacerebbe che ti fosse detto?
Gli altri dovrebbero affermare la mia verità di donna e riconosco che questo avviene solo se vuoi che questo accada, perdendo un po’ d’autonomia e apparendo fragile!

Come vivi il rapporto a due?
Lo vivo in maniera meno tranquilla rispetto a quello con i miei amici.

Qual è il pregio che ti è attribuito?
Per appagare il mio ego direi, quello di esistere, ma nella vita di tutti i giorni mi attribuisco il pregio d'essere accogliente, generosa con chi ha bisogno del mio aiuto.

Hai sempre fatto delle giuste scelte artistiche?
Si, anche perché ho sempre scelto di soddisfare il mio gusto personale e non di chi mi offriva soldi e celebrità!

Qual è il pregio che ti attribuisce il tuo pubblico?
Una carica energetica che non ha eguali e una grande capacità di comunicare.

Quanto c’è di Anna in ogni personaggio che interpreti?
Essendo autrice di molti monologhi ho la possibilità di immettere nei dialoghi tanta parte della mia personalità e di conseguenza in ogni carattere c’è un tassello di Anna. Io mi reputo un paesaggio, popolato da tante stanze, tutte da scoprire!

La tua satira chi colpisce?
Io non faccio una satira che colpisce, ma bensì sono toccata dalla esistenze individuali e quindi dalla vita comune di ognuno di noi, evitando di scatenare l’ilarità attraverso una pungente disamina della politica italiana.

Quali sono i simpatici e gli antipatici del nostro tempo?
I simpatici sono quelli che ammettono le proprie zone grigie, mentre gli antipatici sono gli arroganti.

Ti senti più donna o attrice?
Quando faccio l’attrice c’è sempre la donna dentro di me, mentre l'Anna quotidiana non è solo ed unicamente interprete.

E’ difficile fare l’attrice seminando pensieri?
No, per me sarebbe difficile il contrario, sono orgogliosa delle mie idee e di conseguenza vengo prima io di un’eventuale adattamento. E’ una difficoltà, ma soddisfa il mio modo di fare teatro!

Qual è la televisione che ti piace?
La televisione di Piero Angela o le trasmissioni di Serena Dandini e non quelle di puro e lapalissiano intrattenimento da andamento condominiale.

Ma tu come ti collochi sul piccolo schermo?
Io faccio delle pulci in determinati programmi, come quello di Fabio Fazio, adeguandomi alla mia dose omeopatica del mezzo televisivo!

Cos’è la volgarità?
E’ la violazione dell’intimità.

Come definisci l’amore?
Qui siamo alle superiori, un terreno che non ho mai frequentato del tutto! L’amore che conosco meglio è quello che vivo da mamma che è un’esperienza di infinito in un corpo finito.

Anna Marchesini come si vede in un futuro?
Nonna e poi mi vedo concava, poiché sono nata convessa, un po’ respingente, un individuo da accogliere, ma oggi mi vedo accogliente come non mai!

Cos’è il talento?
Un artista è come un acrobata che ha un senso di adeguatezza alle esperienze più ardite!

Che rapporto hai con la fede?
L’ho trascurata per molto tempo, ma mi ci confronterò quando Virginia andrà a catechismo.

Se non avessi fatto l’attrice, cosa avresti fatto?
La psicoterapeuta.