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Numero
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Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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SCORPIONE
DIEGO ARMANDO MARADONA perpetua il binomio genio e sregolatezza

Antonia Bonomi

Punta del Este, Uruguay, il 4 gennaio 2000 Maradona è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale "Sanatorio Cantegrill" per "ipertensione arteriosa e aritmia ventricolare". Nessuna specifica circa le cause dall’ospedale, mentre la polizia parla di overdose di cocaina. Il popolare calciatore era in vacanza con moglie e figlie dalla fine di dicembre ed era nel pieno di grandi progetti professionali, pronto a lanciare le figlie Dalma e Janina nel mondo della moda, oltre che del cinema dove già sembra  lavorino, a firmare contratti pubblicitari, a creare con Gheddafi due scuole di calcio libiche. A quanto raccontano gli amici, sembra che il calciatore abbia passato le due notti precedenti il malore nel ristorante gestito da un imprenditore napoletano il quale ha ammesso che Maradona e il suo inseparabile manager erano molto allegri, il calciatore cantava a squarciagola canzoni napoletane e, sì, non stava proprio al meglio ma, del resto, "tutti conoscono il suo problema" sottintendendo cocaina. Smentite del manager: "Diego soffre d’ipertensione, lo sanno tutti, ha guidato lui fino alla clinica, la droga non c’entra". Quanto alla madre, dice che il figliolo ha mangiato troppo, che mangia troppo da tempo.
Che la droga c’entri o non c’entri, resta il fatto che a trentanove anni appena compiuti l’ex ragazzo d’oro del calcio vive della fama acquisita al tempo in cui spopolava negli stadi e di brutte figure collezionate da quando ha smesso di giocare. 

Nato nel 1960, quinto d’otto figli, nel 1976, a sedici anni, fa il suo esordio calcistico con l’Argentinos Junior e nel 1977 esordisce nella Nazionale. Nel 1978 non è convocato per i mondiali in Argentina poiché secondo il CT è ancora troppo giovane. Nel 1981 passa dall’Argentinos Juniores al Boca Juniores che vince il campionato. Nel 1982, costo dodici miliardi, si trasferisce in Europa, nelle file del Barcellona. Ha un grave incidente nel 1983, malleolo e legamenti rotti, e un’epatite. Per sua stessa ammissione, incomincia in questo periodo a consumare cocaina. Nel 1984 passa la Napoli, nel 1986 è l’artefice della vittoria dell’Argentina ai mondiali del Messico, nel 1987 primo scudetto per il Napoli, sempre questa squadra vince la coppa UEFA e nel 1990 il secondo scudetto.
Nel 1985, per una trasmissione televisiva della Rai, preparai il quadro di Maradona e l’esito fu piuttosto sconfortante. Attenzione: non si parlava ancora di droga e Maradona era osannato. Poche le battute: "Intuitivo e capace di grande concentrazione, carismatico, fa tutto per sé. Non credo faccia un gran favore al Napoli poiché non fa un vero gioco di squadra. Alla fine, lascerà il deserto. È un rozzo nei pensieri e negli atteggiamenti, istrionico, provinciale, ingordo, prepotente, capriccioso e ribelle nevrotico, sensibile alle adulazioni. Troppo fortunato e "incolto", infedele per principio, sentimantaloide senza profondità affettiva, facile preda di vizi a sfondo sessuale e droga".
Nel 1991, in un controllo anti-doping, è trovato positivo alla cocaina e squalificato per quindici mesi. Torna
Argentina-Nigeria: Maradona è dopatoin Argentina e, trovato in possesso di cocaina, è condannato alla disintossicazione. In Italia è condannato a due mesi per un giro di droga e squillo, anche se la pena è sospesa. Nel 1992, rifiutandosi di tornare a Napoli, ottiene di essere trasferito a Siviglia, nel 1993 è capitano della Nazionale contro il Brasile, lascia il Siviglia e si trasferisce in altra squadra. Nel 1994 diserta gli allenamenti, per giocare deve perdere quattordici chili, è trovato positivo all’anti-doping dopo la partita Argentina-Nigeria, anche se piange e giura sulle figlie di non essersi drogato, è licenziato, si rifugia a Buenos Aires, spara contro i giornalisti con un fucile ad aria compressa, torna in Nazionale, segna un gol importante contro la Grecia, di nuovo trovato positivo e di nuovo squalificato per quindici mesi. Nel 1996 si ricovera in una clinica Svizzera per disintossicarsi, nel 2000 è di nuovo nell’occhio del ciclone droga. Nel 1999 è apparso in uno spettacolo televisivo della Carrà nazionale e, beh, c’era di che essere meravigliati nel vederlo grasso, gonfio, goffo, intontito a paragone con i suoi ex compagni di squadra che mostravano un fisico invidiabile e sguardi vigili.
Maradona non si è mai drogato per vincere, è il coro comune di medici e amici, ma per necessità personali. Ancora: i calciatori sono molto ricercati nelle feste, hanno bisogno di una marcia in più. Che vuole dire: la droga per supplire le mancanze culturali, la povertà d’interessi? O per reggere lo stress, il timore di non farcela? Le motivazioni sono infinite, tutte valide, tutte alibi. Resta il fatto, uno fra i tanti che emergono anche se si tratta del segreto di Pulcinella, di questo fortunatissimo ragazzo, tracagnotto e bravissimo con il pallone, che per carenze caratteriali ha sbattuto via i talenti a disposizione.

Forse, alle soglie del terzo millennio, si dovrebbe recuperare il vecchio motto latino "mens sana in còrpore sano", intendo però che, oltre a rafforzare il corpo con l’esercizio fisico, bisognerebbe coltivare anche le menti, le personalità e, soprattutto, ridimensionare l’idolatria verso certi fenomeni che sono per loro stessa natura transitori e riportare entro limiti che non siano scandalosi le paghe dei medesimi i quali, a mio avviso, proprio perché strapagati perdono interesse a ciò che fanno e a migliorarsi. Maradona e Tomba, fra i tanti, docet.
N
el 2005 troviamo un Maradona dimagrito che balla nel programma televisivo di Rai1 Ballando con le stelle... per ora si è recuperato sul piano fisico, ma su quello mentale o culturale siamo sempre a zero. Proprio in questi giorni, in un'intervista ha definito il figlio avuto da una signorina napoletana "un errore". Applausi da tutti gli "errori" circolanti su questa terra!