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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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SCORPIONE

Rossella FalkROSSELLA FALK: una primadonna del palcoscenico simpaticamente anticonformista
Paola Aspri

ROSSELLA FALK dietro lo specchio

Rossella Falzacappa, in arte Falk, è una protagonista del palcoscenico e fu, nei tempi d’oro del teatro, etichettata come Madame per la sua propensione a vestirsi d'abiti d’alta sartoria, esaltati dal suo portamento regale. Anticonformista per natura, la primadonna del boccascena è riconosciuta come interprete di talento e si affermò a metà degli anni "50" con la Compagnia dei Giovani (Rina Morelli, Romolo Valli, Giorgio De Lullo, Anna Maria Guarnieri, Elsa Albani), sodalizio artistico che durò ben diciotto anni. E’ stata ed è interprete di caratteri forti e distanti come in "Trovarsi", "Applause", "Il treno del latte non si ferma più qui", "La dolce ala della giovinezza", "Master Class" e per questa stagione, per il secondo anno consecutivo, veste i panni di Judy, un’attrice che mantiene vivo il sacro fuoco della recitazione in "Differenti opinioni" di David Hare (dal 2 al 21 novembre al Teatro Quirino), per la regia di Piero Maccarinelli, prodotto dalla stessa Falk. La musa di Giorgio De Lullo è simpatica, generosamente volitiva nel parlare di sé e ricorda il suo breve ma felicissimo incontro con il cinema e con i registi che l’hanno diretta, tra cui Federico Fellini per "Otto e mezzo", Robert Aldrich per "Quando muore una stella", Joseph Losey per "Modesty Blaise, la bellissima che uccide" e Nanny Loy per "Made in Italy" nell’episodio "La famiglia".

Il ruolo in "Otto e mezzo" di Federico Felllini rappresenta un po’ la Signora Falk nella vita? Si identificava con la mia personalità di quel periodo che tentava di mediare i rapporti tra Flora e Marcello Mastroianni; oggi non mi sento più come un grillo parlante.

Di quali registi tra quelli che l’hanno diretta conserva un buon ricordo? Rammento con piacere l’esperienza hollywoodiana con Robert Aldrich, peraltro simpaticissimo che mi scelse per il suo lungometraggio, dopo avermi visto a Londra al Golden Theatre ne "Il gioco delle parti". E’ curioso che i due registi stranieri più importanti della mia carriera cinematografica, mi abbiano scelto vedendomi recitare sul palcoscenico, questo la dice lunga sulle anime nere italiane che non frequentano assiduamente il teatroDi quali registi tra quelli che l’hanno diretta conserva un buon ricordo? Rammento con piacere l’esperienza hollywoodiana con Robert Aldrich, peraltro simpaticissimo che mi scelse per il suo lungometraggio, dopo avermi visto a Londra al Golden Theatre ne "Il gioco delle parti". E’ curioso che i due registi stranieri più importanti della mia carriera cinematografica, mi abbiano scelto vedendomi recitare sul palcoscenico, questo la dice lunga sulle anime nere italiane che non frequentano assiduamente il teatro.

Qual è il ruolo cinematografico che avrebbe voluto fare se glielo avessero chiesto? Io non ho mai pensato al cinema come ad una possibilità artistica, anche perché a quel tempo, il prototipo della bellezza femminile era quello della formosa ed io, pur essendo una bella ragazza, non rappresentavo la maggiorata fisica. Mi sarebbe piaciuto interpretare "Ninothka" in un remake.

Da chi le piacerebbe essere diretta cinematograficamente? Da Mario Martone, un regista cinematografico con una grande preparazione teatrale.

Qual è l’attore che incontra più la sua simpatia? Kim Rossi Stuart, un interprete completo.

Cosa pensa della cinematografia contemporanea? Penso che il nostro cinema stia facendo un grande sforzo per riconquistare un’identità che è stata schiacciata dalla produzione americana.

Per un’attrice è importante identificarsi sempre con il personaggio che interpreta? Questa simbiosi con il carattere che si impersona si raggiunge con molta fatica. Io mi affido all’istinto per dare vita alla finzione.

Qual è il carattere che le è piaciuto di più incarnare? Giuseppe Patroni Griffi ne ha creati tre per la mia attorialità in "Anima nera", "D’amore si muore" e "Metti una sera a cena".

Se dovesse enunciare la sua morale cosa direbbe? Di non far del male al prossimo.

Come si giudica come donna? Simpatica.

Rossella Falk è una timida? MI intimidisco di fronte ad una situazione violenta.

Il fatto d'essere donna l’ha mai danneggiata nella sua carriera o vita sociale? Essere donna mi ha aiutato ad essere felice.

Si sente diva?
Me lo dicono da cinquant’anni, ma io non mi ci sento!

Qual è il suo difetto maggiore?
Quello di essere noiosa per una maniacale perfezione professionale.

Cosa chiede ancora a se stessa?
Di continuare ad avere il desiderio di produrre ciò che mi sollecita intellettualmente.


ROSSELLA FALK DIETRO LO SPECCHIO