|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopi
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

 |
...per
parlare
con
Antonia Bonomi
899.060.888
|
Personaggi
dello
Spettacolo
del segno del
TORO
|
ANNA OXA multietnica anche nel taglio
dell'occhio
Antonia Bonomi
Ha debuttato a Sanremo nel 1978 e stupì tutti per il suo look punk, nel
1989 vinse la prima volta, cantando in coppia con Fausto Leali, nel 1999 da sola
cantando da "donna guerriera", poi è stata decima e… accidenti che
mutazioni, signora mia! Mi è capitato di vederla recentemente in televisione, in un
film che interpretava anche in panni maschili e mi chiedevo non tanto dove
avesse lasciato le cicce, ma dove avesse lasciato tutto quel pelo, parte delle
palpebre... forse li ha messi a gonfiare le labbra! Scherzi a parte, ma non
molto, mi dà l'impressione di essere sulla strada buona per diventare una sorta
di maschera di plastica come Michael Jackson così scolpita e tirata, l'occhio
allungato e la bocca a wurstelino.
Com'è Anna Oxa Dietro lo Specchio dell'Astrologia? Bella domanda: rispondere può
significare beccarsi una denuncia. Di certo è che si tratta di una persona
molto fortunata e determinata, anche geniale, estrosa, insofferente alle
critiche, anzi ha il complesso dell'infallibilità, vanitosa da morire, curiosa,
sicura di sé, con lo stimolo ad essere sempre in primo piano, a dominare
situazioni e persone. È una cantante, ma è anche un'attrice nata e recita il
ruolo che si impone quando se lo impone.
E questo è il pezzo dedicato
ad Anna Oxa, che compare sul giornale tra i personaggi da svariato tempo.
Siamo nel 2006, Anna si è presentata nuovamente al festival di Sanremo
blindando sé stessa, la propria immagine, la propria canzone, suscitando
critiche feroci perché la sua canzone sfora i tempi del regolamento, perché ha
preteso di provare a porte chiuse. All'esibizione della prima serata i colpi di
teatro si sono sprecati: leggeva il testo, era accompagnata da un coro albanese
in costume, era a piedi nudi, era seminuda, era al buio, il volto era una
maschera totemica e la canzone... beh, il testo di Processo a me stessa è stato
composto da Pasquale Panella, un poeta definito criptico. Qualcuno ha apprezzato
la sua recitazione, i più hanno storto il naso chiedendosi che cosa c'entrava
la recitazione con il festival della canzone italiana, definendo la canzone
sopra le righe, un po' fuori di testa, interpretazione pomposa e insostenibile.
Ammetto di aver seguito il festival pochissimo, vedendo la cantante mi sono
congratulata con me stessa:l'avevo detto io che era sulla strada buona per
diventare una maschera di plastica come Michael Jackson così scolpita e tirata.
Ho sentito che segue discipline esoteriche, sembra che si creda una divinità
precolombiana e che si faccia chiamare con un nome che, a orecchio perché non
l'ho visto scritto, non mi sembra far parte degli dei maya, incas o aztechi ma
tant'è, ognuno è libero di credere in quello che gli pare. Come è andata?
Esclusa alla seconda serata nella quale non ha detto una parola oltre a quelle
del testo e non ha aspettato di sentire il verdetto. Cosa ne penso? Che questa
esperienza sia un brutto scherzo di Saturno quadrato a Sole e Mercurio, opposto
a Giove natale.
.
|