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Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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ANTHONY QUINN un uomo all'insegna del tanto 

Maria Maddalena Regno 

ANTHONY QUINN Dietro lo Specchio dell'Astrologia 

Antonia Bonomi 

All’età di 86 anni, stroncato da una polmonite, si è spento un mito di Hollywood che non ha mai disdegnato la nostra patria e il nostro cinema.
Anthony Rudolph Oaxaca Quinn era nato in Messico, nella cittadina di Chihuahua, il 21 aprile 1915 da padre irlandese che aveva sposato la causa di Pancho Villa, e da madre di origine Azteca. Nella sua vita e nel suo fisico, entrambe le razze sono riconoscibilissime.
Quando era piccolo, la sua famiglia emigrò negli Stati Uniti, prima nel Texas e poi nei sobborghi di Los Angeles. La sua difficile adolescenza (rimarrà orfano di padre a 10 anni), lo porterà ad essere sempre molto attento ai diritti sindacali e alle condizioni dei lavoratori, tanto che negli anni '50 fu accusato di essere filocomunista.
Prima di intraprendere la carriera d’attore fece molti lavori, anche umili, e per due anni fu pugile. Poi,  indeciso se fare l'architetto o entrare in seminario, cominciò a fare piccole parti di indiano in alcuni film western. Per migliorare la sua dizione, si sottopose ad un intervento chirurgico alla lingua.
Data la penuria di quattrini, di notte lavorava in un’impresa di pulizie per pagarsi i corsi di recitazione, la sua prima apparizione sullo schermo durò solo 46 secondi ne film  “Parole”, del 1936. Ma la sua bravura lo portò alla conquista di Hollywood e dei suoi massimi premi, gli Oscar. Ne vinse due, il primo nel 1952 come attore non protagonista in “Viva Zapata!” diretto da Elia Kazan, al fianco di Marlon Brando, il secondo 1956, sempre come attore non protagonista, per il ruolo di Paul Gaugain in “Brama di vivere”, diretto da Vincent Minnelli, con  Kirk Douglas che interpretava Vincent Van Gogh.
Negli ultimi anni aveva cominciato a dipingere soggetti impressionistici. Aveva la smania di doversi sempre migliorare, di dover imparare sempre qualcosa da ogni giornata. In una celebre intervista, di sé disse: “Io sono Zorba il greco”, rifacendosi ad una sua nota interpretazione nel film omonimo,  dove si racconta la storia di un uomo che fino alla fine vive la sua vita con vera passione. Come del resto ha fatto lui.
La sua carriera cinematografica è costellata da tantissime interpretazioni, ha girato 320 film che lo hanno consacrato mito del cinema, ma ha lavorato anche per il teatro, a Broadway. Pescando nella memoria, negli occhi e nella mente di molti,  sicuramente resterà come Barabba, nel film omonimo; indimenticabile l’interpretazione, diretto da Fellini, di Zampanò, il rozzo artista ambulante, in “La strada” accanto alla Masina. E poi Zorba il greco, di cui ho già detto. Ma altri suoi film sono stati “Onassis, l’uomo più ricco del mondo”, “Revenge” al fianco di Kevin Costner dove interpretava un vecchio mafioso sposato ad una giovane ed avvenente donna, la quale non mancherà di sedurre Kevin. “Il profumo del mosto selvatico”, dove interpreta il papà. “Last action hero”, “Lawrence d’Arabia”, “I cannoni di Navarone”, “Sangue e arena” con Rita Hayworth, “Sinbad il marinaio” e “La conquista del west”. Ma tanti altri ce ne sono e sono tutte interpretazioni che l’attore visse intensamente. Non seguiva una scuola, dice la sua grande amica Irene Papas, lui era un istintivo.
Anche la sua vita privata è stata ricca, movimentata anche da tragedie, e lo dimostrano i numeri: 3 mogli e 13 figli che vanno dai 56 anni del primo vivente ai 4 dell’ultimo pargolo. La prima moglie fu Katherine De Mille (figlia adottiva del regista che gli fu padrino al battesimo cinematografico), sposata nel 1937 da cui divorziò nel 1965. Da lei ebbe 5 figli, il  primogenito morì affogato a soli 3 anni. In seguito sposò l’italiana Iolanda Addolori, assistente di scena, incontrata sul set di “Barabba”. Il loro matrimonio durò dal 1967 al 1997,  conclusosi con un'estenuante battaglia legale. Dal matrimonio nacquero 3 figli, tutti maschi. Infine, sposò la sua ex segretaria Kathy Benvin e sono nati i due figli più piccoli. Durante i matrimoni, da relazioni extraconiugali, nacquero altri figli che Anthony riconobbe.
La sua fisionomia,  le sue interpretazioni rimarranno impresse nelle nostre menti, soprattutto nelle nostre videocassette. Un film che aveva lui nel cast era di sicuro un buon film, da rivedere quando le varie televisioni ci propinano ridicoli filmetti di cui non si capisce la trama. Chissà se quando si è presentato al tribunale supremo ha pronunciato la famosa frase: "Ti ricordi di me? Sono Barabba…".

ANTHONY QUINN Dietro lo Specchio dell'Astrologia