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Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Personaggi
di
Varia Umanità
del segno del
TORO
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ARDITO DESIO una perfetta miscela di
intelligenza, ambizione, incoscienza, egoismo e fortuna
Antonia Bonomi
Centoquattro anni sono un'età
più che ragguardevole, raggiungerli in ottima forma psicofisica è quasi un
miracolo, quando a tagliare questo traguardo è un personaggio come Ardito Désio,
che fa parte dei ricordi infantili, massimo adolescenziali dei
sessantenni d'oggi, e che tanto lustro ha portato all'Italia non si può che
festeggiare. E il nostro personaggio ha brindato con il capo dello Stato e
signora, come regalo la sua vita è stata raccolta nel libro "Scienza e
avventura negli scritti di Ardito Désio", offerto dal presidente generale
del Club Alpino Italiano, Gabriele Bianchi, e dal presidente della Società
Geografica italiana Franco Salvatori.
Ripercorriamo brevemente la vita di questo friulano dal profilo tagliente come
quello di un rapace, dallo sguardo vivace e dal sorriso frequente e fugace.
Nato in quel di Palmanova nel 1897, professore ordinario di geologia
all'Università di Milano, afferma di avere scelto la sua strada dodicenne,
quando apprese il fallimento del tentativo del Duca degli Abruzzi di scalare il
K2. Nel 1929 partecipa alla spedizione italiana sul Karakorum e non si ferma più.
Le sue ricerche geografiche e geologiche, ne organizza e dirige quattordici, lo
portano
dalle natie Alpi ai ghiacci dell'Antartide, dalle sabbie del Sahara, in Etiopia
dove un tubo di ferro, di quelli che servono per conservare le carte
geografiche, gli salva la vita da una pallottola, in
Afghanistan e in Birmania, nel giugno del 1938 scopre il primo petrolio in
Libia, ne conserva ancora una bottiglia. Geografo, topografo, paleontologo,
alpinista e giornalista, pubblica come scrittore circa quattrocento libri. Nel
1954, il 31 luglio, una spedizione da lui guidata conquista il K2 ed è gloria.
Ci saranno strascichi polemici su chi in realtà è arrivato in vetta, Bonatti
accuserà Compagnoni e Lacedelli di non averlo aiutato, si dirà che furono
altri due a conquistare il monte, ma poco conta il chi e il come: Désio ha
vinto. Colleziona lauree honoris causa, riconoscimenti e premi, in America un
monte viene chiamato con il suo nome. Si sposa nel 1932 e ha due figli.
Com'è Ardito Désio Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Per chi, come me, va a caccia di simboli, osservare Ardito Désio è
andare a nozze. Chiamarsi Ardito ed aver fatto quello che ha fatto lui,
significa "nel nome un destino", essere nato a Palmanova, la città a
forma di stella a nove lati,
con la pianta della piazza centrale esagonale, due numeri perfetti, sancisce la
fortuna ben evidente nel suo quadro
natale, quella stella che lo ha sempre protetto. Non solo, è nato il 18, 1+8=9
ed è ancora numero perfetto, se sommiamo l'anno di nascita otteniamo il 7,
altro numero della perfezione. Astrologicamente è Ariete, la Luna è nello
Scorpione con Saturno e Urano, Mercurio e Venere nel Toro, Giove è all'inizio
della Vergine in perfetto trigono
con il Sole. Basta questo ad indicare un carattere tenace fino alla caparbietà,
ma anche un brutto carattere, quello di una persona dalla forte ambizione che
non accetta di essere seconda a nessuno. Polemico, puntiglioso, ombroso e
suscettibile, rompiscatole, prepotente, egoista, pratico, intelligente senza
dubbio, con qualche lampo di autentica genialità, sicuro di sé fino alla
presunzione, autoritario, ha costruito accortamente la propria carriera senza
troppi riguardi per il prossimo. Sempre scontento, insoddisfatto, meno male che
è nato fortunato così ha potuto viaggiare, muoversi, andare sempre alla
ricerca di quel qualcosa che gli mancava. Curioso come dice la figlia?
L'astrologia dice scontento, insoddisfatto, alla ricerca perenne di nuove
affermazioni. È sincero, anche
umile ma a centoquattro anni può permetterselo, quando ammette di "avere
avuto la buona ventura di scegliere un'attività che è un hobby, che lo ha
divertito più di altri passatempi e di essere stato anche molto
fortunato". Tanto fortunato
d'avere trasformato i difetti in virtù.
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