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Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Personaggi
di
Varia Umanità
del segno del
TORO
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GIOVANNI
FALCONE consapevolmente predestinato
Antonia
Bonomi
Ricordo
ancora lo sgomento che mi prese quel 23 maggio 1992, quando il telegiornale annunciò
l'attentato a Giovanni Falcone, la morte del magistrato, della moglie e degli
uomini di scorta. È lo stesso nodo alla gola, è lo stesso senso d'impotenza
che mi prende tutte le volte che la ferocia degli uomini colpisce un altro
essere umano, sconosciuto o conosciuto, che mi gela quando si tratta di crimine
organizzato, cioè gente che si associa per danneggiare, uccidere, schiavizzare
altri esseri umani. Sì, perché non sono schiavi solo quelli in catene o le
prostitute, schiavi sono anche coloro che per lavorare devono pagare il pizzo se
non vogliono ritorsioni. Giovanni Falcone, inutile dirlo, era un simbolo della
lotta alla mafia, e avrebbe dovuto vivere sotto una campana di vetro, ma
come si fa?
Giovanni Falcone nasce nel 1939, il padre è direttore del Laboratorio chimico
provinciale. È un bambino vivace che gioca nei vicoli, va in parrocchia, è un
giovane che ama lo sport, la mamma lo vuole medico, lui si arruola in Marina, il
padre che lo immagina magistrato lo iscrive a Legge. Si laurea con lode a
ventidue anni e a venticinque vince un concorso in magistratura, è pretore a
Lentini, poi sostituto procuratore a Trapani, dove resta fino al 1979, quando
ritorna a Palermo. Nel 1980 è incaricato da Rocco Chinnici di seguire i
"misteri finanziari" del capo mafia Rosario Spatola. Nel 1983 Chinnici
è massacrato e, con Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone dà il via alla
stagione del pool antimafia. Lavora senza posa, ottiene grossi risultati, è
attaccato duramente dagli stessi magistrati che, addirittura, nel 1991
scioperano contro di lui. Falcone accetta di trasferirsi a Roma con un incarico
al ministero della Giustizia ma, a detta di coloro che lo hanno conosciuto, il
posto apparentemente defilato era una sorta di copertura, da dove avrebbe potuto
continuare la sua battaglia a Cosa nostra. La fine che ha fatto la sappiamo,
forse fu ingenuo o, meglio, fatalista e saltò in aria con moglie e scorta a
Capaci, località balzata e rimasta tristemente agli onori della cronaca. Ilda
Boccassini, che con lui aveva lavorato per scoprire le trame che legavano la
malavita meridionale con la Lombardia e l'estero, fu incaricata di condurre
l'inchiesta sulla sua morte e riusce a dare un nome e un volto ai suoi
assassini: Totò Riina, il boss che ha ordinato la strage, il pentito Giovanni
Brusca l'esecutore materiale, colui che ha premuro il pulsante per far saltare
il pezzo di autostrada e le macchine che lo percorrevano.
Qualcuno ora consiglia di non considerare eroi Falcone e Borsellino, ammazzato
cinquanta giorni dopo, ma semplicemente uomini normali che facevano il loro
dovere. Spiacente per questo signore, Roberto Certaro presidente della
Commissione Antimafia ed esponente di Forza Italia, non si crepa ammazzati da
delinquenti abituali che si perseguono in nome della legge, restando gente
comune che fa il proprio lavoro. Certo, Falcone e la sua scorta facevano il loro
lavoro, in conto c'era anche la morte considerando che molti giudici sono stati
ammazzati prima e altri saranno uccisi dopo, ma volenti o nolenti si diventa
eroi, anche se ai nostri giorni sembra sia stata una morte inutile, visto che
qualcuno afferma che con la mafia bisogna convivere e si deve ammorbidire
l'articolo 41 bis che regolava, duramente, il regime carcerario per i boss
mafiosi.
Com'era Giovanni Falcone Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia?
Toro, e del segno aveva esteriormente la corporatura massiccia e interiormente
la tenacia, quest'ultima rafforzata da un granitico Marte nel Capricorno. Ma la
sua non era solo una mente tenace e burocratica, calcolatrice. Il Sole in
trigono perfetto con Marte e Nettuno, naturalmente anche questi ultimi due
pianeti sono in trigono, e Urano trigono a Nettuno indicano fiuto psicologico,
una mente analitica, il ragionamento induttivo e deduttivo classico degli
investigatori. Possedeva spirito di iniziativa, audacia, ma era in grado di
calcolare i rischi, lavorava di fantasia, ma agganciandosi sempre alla realtà,
al concreto. Era un autentico mastino. Certo, era ambizioso, l'essere così
fortemente Toro non può non portare una buona dose di vanità, detestava essere
contraddetto, perciò cercava di avere sempre in mano tutti gli elementi
necessari per sostenere le proprie tesi. Ci sono punte di prepotenza, anche di
autoritarismo, ma gli aspetti negativi sono mediati da altri positivi, c'era un
sottofondo di prudenza che lo aiutava a controllarsi nelle reazioni esteriori.
Certo, intimamente deve avere sofferto parecchio e il cibo poteva essere una
forma compensatoria.
Che cosa diceva il suo cielo quel sabato 23 maggio del 1992? Saturno il pianeta
delle prove, della "raccolta" di ciò che si è seminato, era in
perfetta quadratura con il suo Urano natale, l'imprevisto in questo caso
negativo, senza dimenticare che Urano è anche tra i pianeti che indicano
incidenti. Non solo, Plutone nello Scorpione (segno della delinquenza in
generale) era quadrato al suo Sole e allo stesso Urano, anche la Luna ci metteva
la sua, ognuno tragga le conclusioni che vuole. Per la cronaca: Totò Riina
appartiene allo Scorpione.
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