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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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TORO
MASSIMO GIROTTI un tranquillo signore d'altri tempi 

Antonia Bonomi 

Massimo Girotti, nato nel 1918 a Mogliano in provincia di Macerata, approda a Roma per studiare ingegneria, ha la passione del  nuoto, nel 1939 è campione, e allenandosi nella piscina del Foro Italico conosce Fulvio Iachia,  uno scenografo che gli apre le  porte del cinema. Blasetti lo dirige in La corona di ferro, una fiaba medieval pacifista con chiare allusioni politiche in cui nella figura del tiranno si riconosce Mussolini,  pellicola premiata a sorpresa  al festival di Venezia del 1941 e che suscita le ire del nazista Goebbels il quale commenta: "Se  un regista tedesco avesse girato questo film, sarebbe stato messo al muro". Massimo Girotti è lanciato come il nuovo "bello" di Cinecittà e nel corso degli anni gira un centinaio di film. Tra i più famosi nel 1942 Ossessione di Luchino Visconti al fianco di Clara Calamai, Caccia tragica del 1947, Gioventù perduta nel 1948 e nello stesso anno Anni difficili, nel 1949 Nel nome della legge, nel 1950 Cronaca di un amore  di Antonioni accanto a Lucia Bosé, e si parla di un grande amore tra i due, nel 1954 è la volta di Senso, sempre con Visconti, e voci di corridoio parlano di un innamoramento del regista per Girotti che la prende malissimo e tratta il regista a pesci in faccia. Oltre a fare cinema, Girotti è attivo in teatro, nel 1968 torna al cinema e con Pier Paolo Pasolini gira Teorema e Medea. Nel 1972 è la volta di Ultimo tango a Parigi cui seguono L'innocente e Mr. Klein nel 1976. Sono piccole parti che l'attore recita con l'asciuttezza e la professionalità che gli sono proprie e c he avevano suscitato l'ammirazione di Visconti. Lanciato come "bello", Massimo Girotti si rivela uno degli attori più moderni del nostro cinema. Nel 1994 gira una piccola parte ne' Il mostro, di Benigni, che gli porta numerosi premi di cui è il primo a stupirsi. Nel 2002 gira La finestra di fronte, di Ferzan Ozpetek, nella quale interpreta la parte di uno smemorato, e che uscirà nelle sale il 28 febbraio, ma Massimo Girotti è morto la notte tra il 5 e il 6 gennaio per una crisi cardiaca.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona gentile, un gentiluomo è il termine ricorrente, umano, professionale, ben educato, discreto anche nel privato, con un solo matrimonio e nessuno scandalo. Di se stesso diceva che il cinema non era tutta la sua vita, che non aveva rimpianti come attore, anche se riconosceva di aver fatto qualche film orribile. Il solo rimpianto era di non aver chiarito certi contrasti con la moglie quando questa era ancora in vita, ma non amava la nostalgia, diceva, e preferiva guardare avanti. il suo libro del cuore era Tom Sawyer che da ragazzo leggeva e rileggeva in continuazione.  
Com'era Massimo Girotti Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia?
Una persona di buon senso, che non amava le complicazioni inutili, in particolare quelle che potevano venirgli dagli altri. Era pignolo in proprio, diffidente nei confronti del prossimo, ombroso e suscettibile perciò si difendeva con l'educazione, il formalismo, il riserbo. Possedeva un notevole intuito nel capire il prossimo e si teneva alla larga dalle persone e dalle situazioni che avrebbero potuto farlo scadere nel ridicolo. Aveva il terrore del ridicolo e se non ha ottenuto di più come fama, è perché temeva lo scotto da pagare e le proprie reazioni. Non era il "calmo" che si dice ma ha recitato benissimo la parte, però era un abitudinario che non avrebbe permesso a nessuno di cambiare qualcosa contro la sua volontà.