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Anno 9
Numero 10
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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MOANA POZZI la santa peccatrice
Antonia Bonomi
Il 15 settembre del 1994 in un
ospedale di Lione muore Moana Pozzi, la diva pornografica più famosa
d’Italia. La notizia è diramata due giorni dopo, il 17, e la vera natura del
male non è mai stata resa nota, si parlava di tumore al fegato e si mormorava
di Aids. Fatto sta che rapidamente e a trenta anni scompariva dalle scene il
personaggio chiacchierato che
dagli spettacoli pornografici “dal vivo” passava come opinionista nei
salotti televisivi di Maurizio Costanzo e Giuliano Ferrara. Dieci anni dopo la
sua morte eccola celebrata in un libro che porta il suo nome, Moana, curato da
Marco Giusti che ha ricercato in montagne di fotografie, filmati, interviste,
interventi televisivi e comizi per celebrare l’artista e il Moana pensiero.
Bionda aiutata, occhi sporgenti, inizia la carriera con particine in film di
Verdone, Risi e Fellini, fa un po’ di televisione dei ragazzi poi eccola nel
film scandaloso Matrjoska e prende il via la carriera di star porno con
spettacoli dal vivo che spesso sono interrotti dall’arrivo della polizia e
film osceni. Si esibisce anche al fianco di Cicciolina, al secolo Ilona Staller,
e nel 1992 prende il suo posto in politica, nel Partito dell’amore, ma è un
flop di soli 9000 voti e da quella persona saggia che era non ritenta
l’impresa. I titoli dei suoi film? Moana la bella di giorno, Valentina ragazza
in calore. Il Moana pensiero? Esibirsi in pubblico era per lei una missione: al
mondo c’è tanta gente povera, brutta, vecchia o malata che non può toccare
una donna e lei li accontentava, perché poi erano così felici. Nel 1991, non
trovando un editore disponibile, fa stampare a sue spese un libro, Filosofia di
Moana, nel quale dà i voti ai vip che sono passati nel suo letto. E non è
stata tenera. Si è detto e scritto di tutto su di lei, si è parlato molto
della sua intelligenza, è stata definita “una star di testa e di parola,
pensante e ragionante, sempre presente a se stessa”, lei si definiva timida,
riservata, solo quando era nuda si sentiva invincibile, pensava il peggio possibile del matrimonio, la donna oggetto
era la casalinga che fa la serva, non lei. Qualche sacerdote ha pensato di
proporla come esempio di rendenzione, di ascesi mistica.
Com’era Moana Pozzi Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Va detto innanzi tutto che la scelta “artistica” è stata libera,
personalissima poiché era assolutamente impossibile convincerla a fare quello
che non voleva, che non partiva dalla sua mente. Era caparbia fino ad arrivare
all’ottusità, virile, un pochino masochista, pronta a pentirsi e a ripeccare,
materialista. Opportunista, abile nel captare gli stati d’animo, le sensazioni
altrui e nello sfruttare a proprio vantaggio questa dote, a sfruttare
l’occasione quando si presentava, spregiudicata anche per il divertimento che
provava nel suscitare scandalo e per il piacere di essere ammirata poiché era
vanitosissima. Non aveva né amici né amiche per sua ammissione? Niente poteva
farla soffrire meno: lei era sua ed è questo quello che le interessava, chiusa
nella sua torre d’avorio. Non era cattiva, non era stupida, è stata vittima
(per i benpensanti) della sua caparbietà, del fidarsi solo di se stessa. È
stata felice? E perché no? Esercitava un lavoro che le rendeva
finanziariamente, e questo era molto importante per lei, era famosa come puttana
“per finta”, dagli orgasmi pubblici e cinematografici, e questo la metteva
al riparo dal dover fingere per un uomo solo. Concedendosi a molti non era di
nessuno, perciò restava sua.
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